Cronaca
25 Giugno 2012
Maxi evasione da 43 mln. La Gdf scopre azienda in nero succursale di impresa sarda

Fabbrica ‘fantasma’ per il Fisco

di Redazione | 3 min

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Aveva radici in Sardegna e produceva molti utili, ma per l’Erario non esisteva neppure. È stata scoperta dalla guardia di finanza di Cagliari un’impresa cagliaritana operante nel settore della carpenteria metallica, il cui titolare è ritenuto responsabile di una maxi evasione fiscale per oltre 43 milioni di euro e di un indebito utilizzo di crediti d’imposta inesistenti per oltre 16 milioni di euro.

Il titolare dell’impresa, M.R., di 68 anni, è stato denunciato alla procura della Repubblica di Cagliari, che coordina le indagini, per numerosi reati in materia penale, tributaria e contributiva (dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute, omesso versamento di Iva, indebite compensazioni, omesso versamento di ritenute previdenziali ed assistenziali).

L’inchiesta è partita nel corso del 2010, quando i finanzieri, in seguito a complesse indagini nel campo delle cosiddette “imprese in perdita sistematica” (soggetti economici che dichiarano sistematicamente perdite civilistiche e fiscali, con conseguenti riflessi negativi sui conseguenti obblighi di dichiarazione e versamento delle imposte), hanno individuato un’azienda sospetta.

Sono partite così le verifiche dei conti e dei bilanci, da cui sono emerse diverse criticità, non solo sull’impresa sottoposta a controllo, ma anche nei confronti della posizione del titolare e della coniuge.

A fronte di rilevanti perdite dichiarate in tutti gli anni d’imposta sottoposti a controllo (dal 2005 al 2010) le fiamme gialle hanno rilevato un depauperamento del patrimonio aziendale perpetrato attraverso un “flusso emorragico” di risorse finanziarie in uscita dai conti dell’impresa a titolo di prelevamenti da parte del titolare della stessa.

Sono stati così eseguiti accertamenti bancari sui numerosi conti correnti (54) nonché sui conti titoli (16) riconducibili tanto all’impresa quanto al titolare e alla moglie, che hanno consentito di portare alla luce un complesso sistema di “artifici” attraverso i quali, sulla base di una falsa dichiarazione di redditi, il titolare aveva “travasato” ingenti disponibilità finanziarie sui propri conti correnti bancari.

A questo si è poi aggiunto anche l’accertamento di ulteriori condotte ritenute dagli inquirenti fraudolente, che sarebbero state poste in essere con l’intento di simulare la disponibilità di ingenti crediti fiscali, poi dimostratisi inesistenti, utilizzati per compensare tutte le imposte e i contributi dovuti, con un elevatissimo danno per le casse dell’Erario e degli enti previdenziali.

Infatti, il certosino riscontro di tutte le compensazioni di imposte e contributi effettuato dall’impresa verificata mediante ben 696 modelli di versamento F24, ha messo in luce la totale assenza di versamenti a titolo di imposte e contributi negli anni oggetto di ispezione che, avuto riguardo all’entità dei crediti fittiziamente vantati ma inesistenti – sempre secondo le indagini -, ha reso evidente l’impatto devastante causato in termini di mancato gettito nelle casse dello Stato.

Inoltre, i meticolosi controlli operati anche al di fuori dei confini della Sardegna – e qui arriva la parte di interesse locale – hanno consentito di individuare la presenza di una importante unità operativa aziendale con sede nel Ferrarese, che, tra l’altro, era stata taciuta al Fisco e occultata, secondo le fiamme gialle, per “annacquare” le potenzialità reddituali dell’impresa agli effetti degli “studi di settore”.

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