Vigarano
19 Maggio 2012
Il Comune aderisce alla campagna di protesta dell'Anci contro la 'tassa statale'

Imu, Vigarano dice ‘no’. Ma ecco come si versa

di Redazione | 4 min

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Vigarano Mainarda. Il Comune di Vigarano Mainarda, così come altri Comuni, dice ‘no’ all’Imu, così come attualmente applicata, e aderisce alla campagna di protesta dell’Anci (l’associazione dei Comuni italiani) che pretende trasparenza e chiarezza sulla natura statale della nuova tassa.

Lo fa attraverso le parole del sindaco Barbara Paron, che parla in un volantino indirizzato ai cittadini di una nuova imposta che di “municipale” ha solo il nome”, in quanto, nonostante gli aumenti rispetto alla vecchia Ici, “non porterà risorse aggiuntive nel bilancio del Comune, anzi  i Comuni, tenuto conto dei tagli alle risorse, avranno nel loro bilancio solo il 73% del gettito della vecchia Ici, nonostante il prelievo immobiliare ammonti ad oltre il doppio (il 133% rispetto all’Ici 2011)”. Buova parte del gettito è infatti riservata allo Stato (oltre il 40% del totale previsto con l’applicazione delle aliquote di base indicate dalla legge) “e inoltre i Comuni non possono ricevere più della vecchia Ici attraverso forme di compensazione con i trasferimenti statali”.

“I Comuni – spiega quindi la Paron – sono dunque costretti a richiedere ai propri cittadini un’imposta di molto superiore alla vecchia Ici, per sostenere il deficit pubblico in generale e senza che ciò comporti un centesimo in più per le proprie risorse. […] Oltre tutto, i governi attuale e precedente hanno deciso ulteriori tagli ai bilanci dei Comuni che nel solo 2012 è pari ad una riduzione del 18% delle risorse trasferite”. I Comuni italiani si trovano dunque in difficoltà e la Paron parla di bilanci resi ancora più precari dalla manovra sull’Imu: “Siamo consapevoli della grave crisi che il Paese sta attraversando, non vogliamo sfuggire alle nostre responsabilità, né scaricarle su altri. Il nostro contatto quotidiano con i problemi reali dei cittadini, delle famiglie e delle categorie economiche ci porta ad affrontare sul campo molte delle complesse questioni che ostacolano la fuoriuscita dell’Italia da questa crisi drammatica. Tuttavia, i Comuni italiani, diversamente da altre pubbliche amministrazioni, hanno già dato un grande apporto al contenimento del debito, risultando negli ultimi dieci anni il settore pubblico più efficiente e meno “sprecone”. Molti Comuni di fronte alla gravità della penuria di risorse dovranno ricorrere all’unico strumento a disposizione: la revisione delle aliquote dell’Imu e dell’addizionale comunale all’Irpef. Gli aumenti che in queste settimane sono in discussione presso molte Amministrazioni locali sono il risultato delle scelte governative che si sono aggiunte ai vincoli sui pagamenti e sull’assunzione di mutui per investimenti, impedendo la ripresa delle economie locali senza riguardo per la situazione effettiva del bilancio di ciascun Comune”.

“I Comuni che saranno costretti a dar corso ad ulteriori aumenti del prelievo fiscale, secondo principi di equità e di proporzionalità – precisa il sindaco – lo faranno per sostenere servizi pubblici essenziali nella vita delle comunità locali, dagli asili nido alle scuole materne, dalle mense scolastiche ai  trasporti pubblici, ai servizi per anziani. È ora che il Governo si renda conto che la ripresa economica dell’Italia passa per la vicinanza dei Comuni italiani con i problemi dei cittadini e per la loro capacità di fare investimenti utili per le comunità che amministrano. Nelle prossime settimane l’Anci e tutti i Comuni si adopereranno per pubblicizzare le regole di calcolo dell’Imu e semplificare gli adempi”menti cui sono chiamati tutti i possessori di immobili (abitazioni, uffici, negozi, e ogni tipo di fabbricato o terreno). Imu che include nella tassazione anche le abitazioni principali (quelle in cui il proprietario ha la sua dimora), che dal 2008 sono state escluse dall’Ici, “e si calcolerà sulla base di valori imponibili che aumentano considerevolmente il prelievo”.

Il prossimo 18 giugno, come informa il volantino del sindaco Paron, scade il termine per il pagamento della prima rata dell’Imu ad aliquota di base, eventuali variazioni verranno prese in considerazione in occasione del conguaglio nel mese di dicembre.

L’Imu sulla prima casa – quella considerata quale abitazione principale, che può essere una sola a nucleo famigliare – si paga in due rate: il 50 % entro il 18 giugno, calcolato sull’aliquota base del 4 per mille, il rimanente entro il 17 dicembre, calcolato tenuto conto dell’aliquota effettiva stabilita dal Comune.

In alternativa, il contribuente può decidere, limitatamente all’importo dovuto come abitazione principale e relative pertinenze di effettuare il pagamento  in tre rate, con scadenze il 18 giugno, 17 settembre e 17 dicembre.

Al momento dell’acconto, il 18 giugno, bisogna pagare un terzo (33,33%) di quanto dovuto. La seconda rata, entro il 17 settembre, deve essere uguale all’acconto. La terza rata, entro il 17 dicembre, è a conguaglio e tiene conto dell’aliquota definitiva decisa dal Comune. Per le seconde case, e tutti gli altri immobili diversi dall’abitazione principale, due sole rate: il 50 % il 18 giugno, calcolato sull’aliquota base del 7,6 per mille e il rimanente entro il 17 dicembre, calcolato tenuto conto dell’aliquota effettiva stabilita dal Comune. Il versamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

Per ulteriori informazioni, sarà possibile contattare l’ufficio tributi comunale negli orari d’ufficio telefonando al numero 0532436923 o inviando richieste all’indirizzo tributi@comune.vigarano.fe.it

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