
Nella foto, da sinistra: Riccardo Loberti, Fabio Galli, Pier Carlo Scaramagli, Piero Puglioli, Antonio Camerani, Giovanni Busi
Mercoledì 1° febbraio, presso l’Istituto Tecnico Agrario F.lli Navarra di Malborghetto di Boara, si terrà il convegno scientifico “Quale futuro per il seminativo a Ferrara con la nuova PAC”, organizzato dalla Fondazione per l’agricoltura F.lli Navarra in collaborazione con la Provincia di Ferrara, con l’obiettivo di presentare gli esiti della nuova ricerca sperimentale, finanziata dalla Fondazione Olao Gulinelli, sulle principali colture erbacee del territorio alla luce della nuova Politica Agricola Comune (PAC).
Ad illustrare il progetto nella sede della Fondazione Carife, che ha ospitato la conferenza stampa di presentazione, Piero Puglioli, presidente della Fondazione Olao Gulinelli, Pier Carlo Scaramagli, presidente della Fondazione per l’agricoltura F.lli Navarra, Fabio Galli, responsabile della sperimentazione e Riccardo Loberti, Provincia di Ferrara.
“La Fondazione Olao Gulinelli – ha ricordato Piero Puglioli aprendo l’incontro – che ha tra i suoi obiettivi lo studio dei problemi dell’agricoltura ferrarese, ha già collaborato in passato con la Fondazione Navarra. Anche in occasione di questa nuova sperimentazione sulle colture erbacce, abbiamo trovato la sinergia giusta e siamo lieti di finanziare il progetto”.
Il contesto e gli obiettivi generali della ricerca sono stati illustrati dal presidente della Fondazione Navarra, Pier Carlo Scaramagli: “Con la nuova sperimentazione sulle coltivazioni erbacee, che ripropone quella avviata con successo gli anni scorsi sulla frutticoltura, vogliamo cercare soluzioni a quelle problematiche del settore che ancora rappresentano zone d’ombra. Inoltre – ha aggiunto il presidente della Fondazione Navarra – la recente proposta della Commissione Europea per la nuova Politica Agricola Comune (PAC), che una volta approvata entrerà in vigore nel 2014, configura alcuni vincoli di carattere agronomico colturale, come ad esempio la rotazione, che incidono pesantemente sulle tecniche dei seminativi. Alla luce di queste novità, la nostra sperimentazione, attraverso il confronto con la Provincia e la Regione, intende essere anche uno stimolo per gli imprenditori agricoli allo scopo di individuare metodi agronomici e colturali che possano offrire risposte soddisfacenti, all’interno di questi nuovi vincoli”.
A Fabio Galli, responsabile della sperimentazione, il compito di presentare l’appuntamento del 1° febbraio: “Il convegno presenterà i risultati, dopo il primo anno di lavoro, dell’attività della Commissione Tecnica Coltivazioni Erbacee della nostra Fondazione, formata da imprenditori agricoli, tecnici, rappresentanti della Provincia e docenti dell’Università di Bologna, sui quattro filoni di ricerca prescelti, rappresentati dalle colture di grano, barbabietola, soia e mais. Di particolare interesse saranno gli interventi dei due esponenti della Regione Emilia-Romagna, Daniele Govi e Giorgio Poggioli, che illustreranno questioni e prospettive relativi alla Nuova Politica Agricola. Al convegno saranno presenti anche gli studenti dell’Istituto Tecnico, ai quali mettiamo costantemente a disposizione le nostre esperienze e i risultati delle nostre ricerche, perché riteniamo fondamentale la formazione dei giovani”.
L’intervento di Riccardo Loberti, della Provincia di Ferrara, ha riportato alcuni dati che non soltanto testimoniano la forte vocazione agricola del territorio, risaputa, ma confermano l’utilità della ricerca avviata “Su 179 mila e 500 ettari di superficie agricola provinciale coltivata, abbiamo ben 100 mila ettari a cereali e 24 mila e 500 ettari a colture industriali, come soia e bietola, due comparti che insieme rappresentano il 68% delle coltivazioni del nostro territorio.” Loberti ha inoltre aggiunto come “oggi sia necessario ragionare in termini di produzione a basso impatto ambientale, perciò, come amministrazione provinciale supporteremo la Commissione indirizzandola verso questo tipo di scelte”.
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