Cronaca
27 Gennaio 2012
Lo storico Giorgio Boatti ricorda i professori che si opposero al fascismo

Scendere dalla cattedra per rimanere maestri

di Redazione | 2 min

Leggi anche

Scomparso Roberto Soffritti, sindaco per 16 anni di Ferrara

Si è spento a 84 anni Roberto Soffritti, sindaco di Ferrara per sedici anni consecutivi. Il “Duca rosso”, come veniva definito negli ambienti politici/, è stato – volenti o meno – padre e padrone della città per almeno due decenni

“Dodici professori che si opposero al fascismo: mi sembrava la storia giusta da ricostruire in un momento come questo, di penombra per il paese”. In un convegno promosso dall’università di Ferrara per celebrare la Giornata della Memoria, lo storico e giornalista Giorgio Boatti tratteggia i ritratti dei dodici docenti italiani che nel 1931 rifiutarono di giurare fedeltà al regime, biografie che ha raccolto nel recente saggio “Preferirei di no”.

Il titolo del libro riprende la celebre resistenza passiva di Bartleby, lo scrivano descritto da Melville nell’omonimo racconto. “Un personaggio perturbante” lo definisce nel proprio intervento Giuditta Brunelli, docente di diritto, che rintraccia la vicinanza tra lui e i professori che si opposero a Mussolini nella “difesa passiva della propria individualità, nella difficoltà a comunicare ai contemporanei – immersi nello spirito del tempo – la propria concezione di sé e del mondo”. Ciò che infatti accomuna i percorsi esistenziali dei dodici insegnanti, altrimenti molto diversi, è “la determinazione a restare coerenti rispetto al proprio ruolo, sommessamente e con grande sobrietà”, spiega Boatti. In un periodo storico di sottomissione e controllo, illustrato puntualmente  ai presenti dalla direttrice dell’Istituto di storia contemporanea Anna Maria Quarzi, “essi non vollero tambureggiare il loro schieramento per non irridere chi invece non aveva potuto permettersi di scegliere”.

Per questo le loro vicende rimasero per lunghi anni sgranate, non approfondite. “Quando iniziai a lavorare come storico, negli anni Settanta – ricorda Boatti – non c’era interessa ad approfondire un opposizione che non fosse strutturata in movimento, appoggiata ad un’ideologia. Il dissenso privato veniva considerato una semina senza mietitura e il significato di queste vicende venne rimosso”. Marcella Ravenna, moderatrice dell’evento, strappa quindi dall’oblio le loro storie, citando uno per uno i nomi di quelli che il rettore Pasquale Nappi, anch’esso presente, definisce “uomini che non si addormentano”, rifacendosi ai mostri generati dal sonno della ragione descritti da Goya.

Rivivono così, grazie al racconto corale formato dai diversi interventi, personalità schive come quella del chimico Giorgio Ferrara, o caratteri più dirompenti, come quello del medico chirurgo Bartolo Nigrisoli e del filosofo Aldo Capitini.  “Il giuramento era stato imposto come un piatto freddo di vendetta,  dopo lo scontro tra gli aderenti al manifesto di Croce e le firme a quello di Gentile – conclude lo storico -. Non serviva per conquistare i docenti, ma per umiliarli agli occhi degli studenti. Gli insegnanti che vi si sono opposti però, nonostante siano stati costretti a scendere dalla propria cattedra, sono rimasti più che mai dei maestri”.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com