Eventi e cultura
20 Marzo 2010
Domani terzo appuntamento con le visite agli edifici religiosi cittadini

La primavera scopre la chiesa di Santo Stefano

di Redazione | 3 min

Leggi anche

“Coda Rossa”, la memoria della campagna portuense diventa un libro

È un viaggio tra natura, storia, tradizioni e memoria del territorio il cuore di “Coda Rossa”, il nuovo libro del professor Giorgio Rubin, pubblicato da Faust Edizioni e curato insieme allo scrittore e giornalista Enrico Menegatti, suo ex studente all’Istituto Tecnico “V. Monti” di Portomaggiore

Tutto pronto per la terza edizione di PianoEstense

Dal 12 al 14 giugno la musica la farà da protagonista nel centro storico di Ferrara con la terza edizione di PianoEstense. Un intero weekend dedicato al pianoforte che vedrà coinvolti 140 musicisti provenienti da tutta Italia, tra professionisti, studenti, giovani talenti e amatori uniti dalla passione per la musica

La chiesa di Santo Stefano

Il grande rosone rinascimentale alla sommità della facciata la rende inconfondibile, mentre la tela dello Scarsellino e il monumento sepolcrale di Costantino Ranieri ne arricchiscono gli interni. La chiesa di Santo Stefano conclude, domani, la prima triade del 2010 di visite agli edifici di culto cittadini organizzate da Comune e Arcidiocesi.
Dopo le prime seguitissime conversazioni a Santa Francesca Romana e a San Girolamo, il responsabile dell’Ufficio Ricerche storiche del Comune Francesco Scafuri e il curatore dei Musei civici d’Arte antica Giovanni Sassu danno appuntamento a ferraresi e turisti domani mattina alle ore 11, per un nuovo percorso alla scoperta delle opere d’arte e delle vicende storiche dell’edifi! cio di culto di piazza Saint Etienne.
La partecipazione all’iniziativa, con ritrovo sul sagrato della chiesa, è gratuita e aperta a tutti gli interessati e si terrà anche in caso di maltempo.
Per informazioni contattare l’Ufficio Ricerche storiche del Comune: tel. 0532/419300 oppure l’Urp Informacittà allo 0532/419770.

Chiesa di Santo Stefano (Piazza S. Etienne angolo via Cortevecchia)
Domenica 21 marzo, alle 11
Luogo di ritrovo: Sagrato della Chiesa

Costruita nell’XI secolo, la chiesa primitiva venne donata nel 1083 al Capitolo della Cattedrale, a cui appartenne fino al secolo successivo. Alcune fonti riportano la notizia che, a seguito di un crollo, il campanile fu rifatto nel 1275 nelle forme attuali. La chiesa subì notevoli danni a causa del terremoto del 1570, tanto che venne ricostruita e ampliata a tre navate. Dal 1657 risulta officiata dai Padri Filippini, la cui congregazione fu soppressa nel 1796, tuttavia rimase aperta al culto. Nel 1825 il prospetto principale dell’edificio sacro, oggetto di vari interventi, venne abbellito con un pregevole portale proveniente dalla Chiesa di San Silvestro. Nel Novecento la chiesa di Santo Stefano fu interessata da alcuni restauri, tra i quali ricordiamo quelli intrapresi nell’immediato dopoguerra all’interno, a causa del bombardamento del 1944, che fece crollare il tetto.
La facciata è suddivisa in tre scomparti secondo la tradizione medievale ferrarese, con un arco a tutto sesto al centro e due rampanti ai lati, ma è l’abilissimo uso delle decorazioni in cotto a nobilitare lo spartito architettonico: vengono definiti di notevole interesse, tra l’altro, il grande rosone rinascimentale nella parte centrale (che racchiude il monogramma raggiato di Cristo) e i due medaglioni laterali finemente lavorati, che ospitano i busti della Vergine (a sinistra) e di Santo Stefano (a destra).
L’originaria armonia dell’interno è stata danneggiata irrimediabilmente dai bombardamenti della Seconda Guerra mondiale. Tuttavia, testimoniano degli originari fasti seicenteschi la bella tela raffigurante “San Leone papa con i santi Francesco di Paola e Antonio da Padova”, opera giovanile di Giacomo Parolini dipinta nel 1689, collocata nella prima cappella a destra, ed anche il barocco Monumento sepolcrale di Costantino Ranieri, visibile nella navata destra, che commemora il generale della armate Pontificie morto a Ferrara nel 1679.
A seguito dei restauri post bellici in Santo Stefano hanno trovato dimora opere provenienti da altri complessi, come la seicentesca tela dipinta dallo Scarsellino e dal padre Sigismondo effigiante i Santi Giovanni Evangelista e Paolo, frontale di una Madonna col Bambino di epoca precedente, collocata sul primo altare a sinistra.

Grazie per aver letto questo articolo...

Da 20 anni Estense.com offre una informazione indipendente ai suoi lettori e non ha mai accettato fondi pubblici per non pesare nemmeno un centesimo sulle spalle della collettività. Il lavoro che svolgiamo ha un costo economico non indifferente e la pubblicità dei privati non sempre è sufficiente.
Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci legge e, speriamo, ci apprezza di darci un piccolo contributo in base alle proprie possibilità. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di ferraresi che ci leggono ogni giorno, può diventare fondamentale.

 

OPPURE se preferisci non usare PayPal ma un normale bonifico bancario (anche periodico) puoi intestarlo a:

Scoop Media Edit
IBAN: IT06D0538713004000000035119 (Banca BPER)
Causale: Donazione per Estense.com