
Il procuratora capo Rosario Minna
Dopo le parole del procuratore capo Rosario Minna, intervenuto nell’udienza del processo Aldrovandi per chiedere la revoca della citazione della pm Mariaemanuela Guerra come teste, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana interviene con una nota, parlando di “un duro e offensivo attacco all’informazione”.
Il riferimento è alle parole “fogna mediatica”, con cui verrebbe definito “il contributo – afferma la nota – grazie al quale giornali e tv locali e nazionali hanno tenuto viva l’attenzione attorno al caso giudiziario della tragica morte dello studente Federico Aldrovandi. Inchiesta che dopo mesi di silenzio riprese vigore soltanto in concomitanza con la diffusione di un blog della madre del ragazzo e, grazie al lavoro dei giornalisti che si sono occupati del caso e che a Ferrara vide anche un’iniziativa del Sindacato dei giornalisti, assunse una dimensione mediatica nazionale”.
“L’intervento del procuratore della Repubblica di Ferrara contro l’informazione e la libertà di stampa – prosegue la Fnsi -, con toni in nessun modo giustificabili, appare sconcertante e ancora più grave perché rivolto in un’aula di giustizia dove si sta celebrando il processo sulle omissioni di cui devono rispondere quattro agenti della questura”.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna e l’Associazione Stampa Ferrara “non possono accogliere in silenzio le parole del procuratore della Repubblica Minna e esprimono piena e totale solidarietà ai colleghi indistintamente colpiti dalle espressioni dello stesso procuratore”.
A fronte delle accuse di “eccesso di attenzione mediatica” formulate da Minna, il sindacato dei Giornalisti ricorda che “il lavoro attento e scrupoloso dei mezzi d’informazione è stato riconosciuto nelle motivazioni della sentenza del primo processo Aldrovandi (in cui altri quattro agenti sono stati condannati a 3 anni e 6 mesi per eccesso colposo in omicidio colposo) dal giudice Francesco Caruso, il quale aveva sottolineato l’operato dei giornalisti con espressioni positive”.
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