Politica
5 Febbraio 2010
Candidata Chiara Bonora che dopo il ricorso per le nozze gay si sposerà a Barcellona

La lista Bonino-Pannella presenta il simbolo della laicità a Ferrara

di Redazione | 3 min

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Mario Zamorani

Si presenta con una donna simbolo della laicità e dell’autodeterminazione. Chiara Bonora, già finita sulle cronache per il ricorso alla Corte Costituzionale per veder riconosciuto il proprio diritto di sposare la sua compagna, correrà alle regionali nella lista Bonino-Pannella di Ferrara.

“La lista si presenta in tutta Italia – esordisce il pannelliano Mario Zamorani e in Emila-Romagna, come in molte regioni, correremo da soli, con un nostro candidato presidente: qui il nostro candidato è il radicale di Rimini Werther Casali, della direzione di Radicali Italiani. Questa decisione è stata presa congiuntamente fra Radicali e Pd che hanno stretto un patto nazionale di consultazione”.

Di programmi si parlerà dopo il deposito formale della lista, a fine mese. “Intanto – premette Zamorani – mettiamo l’accento su due cardini che sono veri prerequisiti per ogni progetto politico: legalità e trasparenza. Nell’Italia dell’illegalità diffusa e imperante e della trasparenza negata, i cittadini pretendono il rispetto delle regole del gioco e della parola data. Pensiamo al caso Delbono, oppure alla mancata nomina di Ignazio Marino all’ospedale bolognese Sant’Orsola”.

E legalità e trasparenza i pannelliani la pretendono anche a riguardo dei manifesti elettorali. Alle ultime amministrative i loro cartelloni sono stati alcuni oscurati alcuni coperti. “Lo scorso anno – ricorda Zamorani – sono ricorso ad uno sciopero della fame e della sete per ottenere giustizia, senza risultati. Ora annunciamo che nei prossimi giorni scriveremo a sindaco, prefetto e questore per comunicare che in caso di violazioni elettorali non solo provvederemo a denunce contro ignoti ma anche a denunce per omissione di atti di ufficio se non si vigilerà e provvederà a garantire elezioni regolari”.

Con Mario Zamorani a Ferrara, oltre Stefano Droghetti,  è candidata appunto Chiara  Bonora. Assieme alla sua compagna, con la quale vive da 11 anni, nei mesi scorsi ha chiesto al Comune di Ferrara di adire alle pubblicazioni matrimoniali. A fronte del diniego del Comune si è rivolta con la compagna al tribunale della nostra città. Il quale, come in altri tre casi analoghi, ha deciso di rimettere alla Corte Costituzionale la decisione di costituzionalità del divieto a contrarre matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Una prima decisione nel merito è prevista per il prossimo 23 marzo. Intanto Chiara si sposerà domani a Barcellona con la sua compagna. “Un’altra tappa per il diritto e per i diritti di tutti gli omosessuali – ha detto Chiara Bonora -. Poi ci troveremo di fronte all’assurdo che la mia compagna e io risulteremo ufficialmente sposate per tutti i paesi europei tranne che per l’Italia. A volte viene voglia di espatriare, per vedere riconosciuti i diritti, nostri e di tutti”.

Ma prima occorre raccogliere il numero di firme necessarie: “per presentare la lista ci servono più di mille firme entro il 25 febbraio, abbiamo bisogno dell’aiuto delle donne e degli uomini di Ferrara, solo per presentarci, venite ai nostri tavoli in piazza Cattedrale, al Volto del Cavallo, venerdì mattina, sabato pomeriggio, domenica mattina e pomeriggio, abbiamo bisogno della vostra firma”.

Ai tavoli sarà possibile firmare anche una proposta di delibera di iniziativa popolare per istituire a Ferrara il registro dei Testamenti biologici.

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