Viaggio al di là dei diritti umani

Protesta dei sindacati sul servizio di accompagnamento stranieri

Dove sono finiti i diritti umani? A quanto sembra lontano dalla direttrice Ferrara- Lamezia Terme, quella deputata all’accompagnamento degli stranieri non regolari sul territorio verso i centri di permanenza temporanea.

Già i Cpt, oggi ribattezzati Cie (Centri di identificazione ed espulsione), non brillano per qualità della permanenza. Ma che il viaggio verso il limbo che preannuncia l’espulsione debba essere costellato da qualcosa che viene definito al di là della “dignità delle persone” fa meditare.

La denuncia arriva dai sindacati di polizia Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl e Coisp, che riferiscono di un recente episodio, l’ultimo di una lunga serie a quanto pare, relativo a uno di questi viaggi lontano dai diritti umani.

“La modalità di organizzazione dei servizi di accompagnamento stranieri – affermano -dovrebbe mettere in primo piano non tanto il servizio stesso ma la vicenda umana che esso rappresenta nelle sue complesse contraddizioni, tra l’effettuare un servizio obbligatorio e il rispetto dell’uomo”.

E invece lunedì scorso qualcosa è andato “al di là del comune buon senso”, tanto da “porre dubbi sulla legalità del servizio svolto”.

Il 5 luglio una persona doveva essere accompagnata al centro di accoglienza di Lamezia Terme, l’unico posto messo a disposizione dal Ministero degli Interni, a oltre 1.000 km di distanza dal capoluogo estense.

Due poliziotti, che effettuavano il turno con orario 14/20, sono stati incaricati del servizio: accompagnare in auto lo straniero fino a Lamezia. “Sono quindi partiti alle 14,30 circa – ricostruiscono i sindacati – per un viaggio di oltre dodici ore, sotto un sole cocente, dentro una volante in cui lo straniero sedeva dietro, nel posto dei passeggeri, quelli da accompagnare in cella. Quest’uomo ha viaggiato su sedili di gomma, separato dall’abitacolo da un vetro interno di plexiglass, in uno spazio ridottissimo senza possibilità di aprire i vetri e con solo un piccolo bocchettone di areazione”.  

“Così non si trasportano nemmeno le bestie – denunciano i sindacati di polizia -. Senza poter farlo uscire, senza poter uscire loro stessi, senza poter mangiare, bere, riposare. Un viaggio che somiglia a un’odissea, o al ladro di bambini, il film di Gianni Amelio”.

“Dove sono finiti i diritti umani? La dignità delle persone? Non sono forse gli stessi diritti che noi dovremmo difendere? Qualora fosse accaduto un incidente stradale dovuto alla stanchezza, chi ne avrebbe risposto?” si chiedono le sigle delle forze di polizia, che ritengono il questore “responsabile di aver organizzato un servizio con orari illegittimi. Noi lo accusiamo di aver messo in pericolo l’incolumità dei colleghi e della persona (di persona si tratta), da accompagnare”.

La segnalazione, oltre che alla stampa, è stata inviata anche alle rispettive segreterie nazionali, per far “pervenire questa nota al Servizio immigrazione e al Capo della Polizia, sempre molto attento alla difesa dei diritti delle persone, affinché simili episodi non accadano più, né a Ferrara né da altre parti”.

E presto questo viaggio “al di là dei diritti umani”, anticipano gli stessi sindacalisti, potrebbe finire sul tavolo di Amnesty International.

 

5 Commenti in: “Viaggio al di là dei diritti umani”


  • Kiwan ha scritto il 7 luglio 2010 alle 10:22

    La notizia si commenta da se , le bestie (giusto che sia) viaggiano con delle regole ben precise più “umane”. la Bossi /Fini non ha nessun rispetto per le persone . Grazie a tutti “I Sindacati” che hanno denunciato il fatto.

    Commento controverso. Cosa ne pensi? Thumb up 7 Thumb down 12

  • Franco ha scritto il 7 luglio 2010 alle 13:33

    Le bestie valgono più degli schiavi in questo paese.
    Pensate ai profughi dell’ Eritrea che pensavano di trovare asilo politico nella civilissima e democraticissima Europa e invece stanno letteralmente marcendo in una prigione Libica grazie agli accordi del Nostro Sempre Beneamato con il Democraticissimo capo del Governo Libico, ex satana ( tanto da volerlo abbattere nei pressi di Ustica) convertito, Maresciallo Gheddafi.

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  • Daniele66 ha scritto il 7 luglio 2010 alle 15:08

    Il clandestino poteva scegliere un altro paese invece che l’Italia! In merito ai sindacati di polizia, una sola parola:VERGOGNATEVI, i problemi che avete sono ben altri e ben più gravi!

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  • marcicamel ha scritto il 8 luglio 2010 alle 0:06

    … e a quei due che hanno accompagnato lo straniero al C.I.E. in analoghe condizioni, non pensa nessuno !? Non credo proprio abbiano nulla di cui vergognarsi.

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  1. Così non si trasportano nemmeno le bestie | fiore|blog

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