Stroncato mercato della marijuana sul web

Gli acquirenti compravano in internet kit per coltivare le piante. Quattro arresti e nove denunce

Il consumo di droga trova sempre nuovi canali e oggi può evitare persino l’intermediazione degli spacciatori grazie a internet. Si può definire un’attività fiorente quella che i carabinieri della provincia sono riusciti a stroncare in questi giorni dopo mesi di indagini, in quella che è stata chiamata “Operazione Internet Market”. Un vero e proprio mercato di sostanze stupefacenti, nella fattispecie marijuana, che si avvaleva di un frequentato portale internet, accessibile a chiunque, attraverso il quale numerosi consumatori, comodamente seduti davanti al proprio computer, potevano effettuare l’acquisto di kit completi per la coltivazione della pianta. Il kit comprendeva semi di marijuana, lampade riscaldanti per mantenere la temperatura ottimale delle piantine e persino un manuale con le istruzioni sui metodi di coltivazione. Un fenomeno in crescita e insidioso per chi ne fa utilizzo, per il fatto che la coltivazione di sostanze stupefacenti come la marijuana è punita con la reclusione da 6 a 20 anni, e perché chiunque si connette con un pc a internet lascia una traccia. Grazie a questa traccia, infatti, la pm Mariaemanuela Guerra ha potuto emettere 22 ordini di perquisizione eseguiti da tutte le compagnie dei carabinieri della provincia di Ferrara, che hanno portato  all’arresto di 4 persone, alla denuncia in stato di libertà di altre 9, e a due segnalazioni amministrative al Prefetto.

Durante i blitz i militari dell’Arma hanno trovato nelle abitazioni 40 piante di marijuana, 1200 semi, mezzo chilo di hashish e modeste quantità di cocaina, oltre a tutta l’attrezzatura costituente il kit per la coltivazione. I reati contestati sono quelli di coltivazione e di detenzione di sostanze stupefacenti, mentre i gestori del sito (risponderanno di istigazione al consumo di droga. Fra i consumatori figuravano molti giovani, alcuni trovati con piccole piantagioni in atto, in casa e addirittura negli armadi, ma anche adulti insospettabili, tutti comunque maggiorenni. L’indagine – come spiegato in conferenza stampa dalla pm Guerra, dal tenente colonnello Mario Polito e dal capitano Giuseppe Aloisi – porterà ad ulteriori sviluppi. Intanto, per quanto riguarda il filone d’indagine ferrarese, il sito internet (che si avvale di un server del nord Italia) è stato bloccato.

 

15 Commenti in: “Stroncato mercato della marijuana sul web”


  • gravatar ha scritto il 24 luglio 2010 alle 12:27

    basta, è ora di legalizzare la cannabis!

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  • Ale ha scritto il 24 luglio 2010 alle 13:36

    Ma smettiamola con sta storia di legalizzare la cannabis, è una droga e come tale altera lo stato di una persona rendendola pericolosa, specie caso in cui si metta alla guida di qualsiasi mezzo di trasporto.Che senso ha legalizzarla?Forse perchè cosi nessuno verrà più arrestato per spaccio o consumo???allora legalizziamo l’omicidio e tutto ciò che può portare ad arresto!
    Su dai siamo seri!!!

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  • fabiano ha scritto il 24 luglio 2010 alle 15:51

    maryuana destinata ai frequentatori..degli stret-bar??

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 24 luglio 2010 alle 16:11

    scusa ale, ma perchè allora non si proibisce l’alcol?
    incidenti per uso di alcol, fonte ministro giovanardi (fate voi): incidenti 5.809 morti 122 feriti 6.260
    droghe (non solo cannabis, che peraltro viene rinvenuto anche a settimane di distanze dall’uso): incidenti 954 morti 17 feriti 832.

    la repressione è inutile e dannosa, fa solo danni, come dimostrato nella conferenza mondiale sull’aids che si è appena conclusa a vienna…

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  • UX ha scritto il 24 luglio 2010 alle 19:09

    - In Italia da 70.000 a 83.000 morti annui a causa del Tabagismo, 650.000 morti nella U.E. 5.4 milioni nel mondo.

    - 25.000 decessi annui in Italia a causa dell’Alcol, 195.000 morti nella U.E. 2.300.000 nel mondo.

    - 0 (ZERO) morti all’anno in Italia a causa di cannabis, marijuana e simili, 0 (ZERO) nel mondo.

    UX

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  • Il Monaco ha scritto il 24 luglio 2010 alle 20:06

    In Svizzera (ma non solo…) ci sono arrivati a legalizzare il consumo personale: com’è che non sentiamo notizie di orrende stragi e crimini provenienti dalla Svizzera riguardo questa legalizzazione? Com’è che non sentiamo di impennate nel numero di incidenti stradali? Che per caso questa scelta politica abbia funzionato positivamente? :) In Italia quando ci arriveremo? Il fatto è che in questo paese non c’è alcun dibattito sul tema droghe e le poche volte che i principali mezzi di comunicazione danno spazio a questa tematica o è per parlare di sequestri delle f.d.o. o è per sbandierare i dati delle politiche proibizioniste in atto (dati proposti dal punto di vista del Ministero che si occupa di queste politiche, dove ultimamente svetta il sig. Giovanardi) o è per fare gossip su quello o quell’altro V.I.P. preso con le mani nella marmellata.
    Uno potrebbe immaginare che almeno ad Annozero si possa sentire qualcosa di diverso dal solito una volta che dedicano spazio al tema droghe. Invece la puntata con Morgan di qualche mese fa è stata alquanto “conservatrice” e ciò nonostante Giovanardi & c. hanno puntualmente parlato il giorno dopo inspiegabilmente di “apologia delle droghe fatta con i soldi del servizio pubblico”. E’ stato sconcertante. Ma forse lui la puntata non l’aveva neanche vista.

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  • Rikishi ha scritto il 24 luglio 2010 alle 20:57

    @UX
    Make one

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  • UX ha scritto il 25 luglio 2010 alle 11:22

    @Rikishi
    Dei tuououoi

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  • Alessandra ha scritto il 25 luglio 2010 alle 13:24

    Francamente non ho mai provato la cannabis e nemmeno il tabacco, però da osservarice esterna posso dire che ai fumatori di cannabis il peggio che può capitare è sparare qualche scemenza in più. Se poi da fumati si guida peggio, basta non mettersi alla guida. Credo invece che sia meglio per tutti che i consumatori di erba coltivino le loro piantine in terrazzo piuttosto che vadano ad alimentare un florido mercato. Oltreciò la pianta coltivata in casa è più salutare del fumo – sottoprodotto magari di scarsa qualità. La reperessione effettuata tramite queste leggi proibizioniste va a colpire solo le fascie deboli. Perché i parlamentari possono farsi di cocaina in parlamento senza ricevere alcuna condanna. Diciamocelo chiaramente: la proibizione della cannabis è una proibizione di tipo culturale piuttosto che legata all’igiene o alla salute. Perché gli studi, come dice Leonardo, confermano che il proibizionismo tout court è controprodicente. Basterebbe insegnare la moderazione.

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  • men ha scritto il 28 luglio 2010 alle 22:51

    ale la marijuana non uccide nessuno, se uno ha testa non guida da strafatto o se guida va piano, anzi pianissimo. se uno non ha testa può invece di fumare bere e ammazzarsi con gli incidenti lo stesso. l’unica cosa da fare invece di questa stupida guerra alla coltivazione per uso personale e al consumo sarebbe controllarla. pensa al commercio illegale quanti soldi frutta alle organizzazioni criminali, pensa alle sostanze con cui tagliano la marijuana e l’hashish.. uno che fuma uno spinello rischia di trovarsi di tutto in mezzo. se si potesse tranquillamente coltivare in casa invece di doverla comprare dagli spaccini oltre a togliere un enorme businnes alle varie mafie sarebbe anche più salutare. e sappi che la marijuana brucia ad una temperatura inferiore del tabacco e non è cancerogena, il che vuol dire che non danneggia i polmoni, è vero che frigge il cervello, ma lo frigge pure l’alcol. e allora se non ci fosse tutta questa cacchio di ipocrisia potremo tranquillamente fumarci la nostra cannetta dopo cena e andare a letto più tranquilli e rilassati. 

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  • leonardo fiorentini ha scritto il 30 luglio 2010 alle 11:51

    Comunicato stampa
    Basta repressione, basta terrorismo. Lo Stato legalizzi la canapa.

    E’ di questi giorni la notizia dell’arresto di numerose persone a seguito di un’indagine della Procura di Ferrara sulla vendita on line di materiale per la coltivazione della canapa. Con grande risalto sulla stampa è apparso il monito di magistratura e forze dell’ordine per mettere in guardia i consumatori al fine di evitare condotte rischiose come l’autocoltivazione della marijuana.

    Perchè è vero che in questo paese chi coltiva canapa rischia da 6 a 20 anni di galera. Figuratevi che chi stupra rischia solo da 5 a 10 anni, mentre la conscussione è punita con reclusione da quattro a dodici anni. Forse non è quindi un caso che metà dei detenuti italiani è in carcere per violazione delle leggi sulle droghe. E’ evidente che è la legge a non avere senso, una legge voluta dalla coppia Fini-Giovanardi per reprimere e terrorizzare i consumatori, in particolare di canapa e suoi derivati.

    Non esiste nella letteratura scientifica internazionale un solo caso di decesso dovuto alla marijuana, mentre altre sostanze, come l’alcol ed il tabacco – che provocano centomila morti l’anno solo in Italia – sono legali e finanziano le casse dello stato. Uno studio stima in circa 10 miliardi di euro il costo diretto della guerra alla droga italiota, fra spese legate alla repressione e mancati introiti fiscali. Senza contare l’indotto che gira intorno al mercato delle droghe e che potrebbe emergere con la legalizzazione.

    Pensate, ci risparmieremmo quasi mezza finanziaria di Tremonti. Questi introiti invece vanno tutti alle mafie che, come al solito, ringraziano la miope politica proibizionista. Perchè, è ora di dirlo, l’unica “colpa” di chi autocoltiva la propria piantina di canapa è quella di non voler finanziare con i propri soldi le mafie che controllano il mercato della droga illegale.

    La guerra alla droga deve finire, la canapa deve essere legalizzata. Anche perchè i dati dimostrano come nei paesi che hanno avviato politiche di tolleranza i consumi di sostanze siano molto inferiori a quelli dei paese proibizionisti. In Olanda, il paese dei Coffeeshop tanto per intenderci, vi sono solo il 4,6% di consumatori di canapa, contro il 14,6% dell’Italia (dati del rapporto 2010 dell UNODC l’agenzia ONU contro Il traffico di Droga ed il Crimine). Un terzo.

    Ci auguriamo che la Magistratura ferrarese prenda esempio dal Tribunale di Milano, che recentemente ha dichiarato la coltivazione domestica come condotta non perseguibile penalmente. Ce lo auguriamo per le persone coinvolte in questa storia di ordinaria repressione, a cui va la nostra solidarietà. Ma ce lo auguriamo anche per il buon senso, che purtroppo sembra merce sempre più rara e preziosa nel nostro paese.

    Federazione dei Verdi di Ferrara
    L’ufficio Stampa

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