Sciopero della fame per gli ammalati di SLA
- domenica, 22 novembre 2009, 4:34
- Lettere al Direttore
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“E’ un problema di perdita di qualche chilo”così il vice-ministro alla sanità Fazio ha liquidato lo sciopero della fame intrapreso da Maria Antonietta Coscioni insieme ad altri 500 cittadini, fra i quali molti ammalati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica).
No, non è solo un problema di chilogrammi, e nemmeno che riguarda solo Maria Antonietta e le altre 500 persone,ma una cosa che dovrebbe riguardarci tutti: cioè che gli ammalati di SLA siano abbandonati a se stessi e alle loro famiglie e gli stanziamenti che lo stato doveva devolvere alle regioni, con provvedimento del 2007 non si sa che fine abbiano fatto.
L’azione non-violenta vuole che sia applicata la legge laddove prevede di fornire agli ammalati di SLA comunicatori di nuova generazione, particolari computer che gli ammalati invalidati e tracheotomizzati e impossibilitati all’uso della parola usano per comunicare e interagire con il mondo esterno, e che siano adottate linee guida cui si conformino le Regioni per assicurare una assistenza domiciliare adeguata ai colpiti da questa patologia.
La cellula Coscioni e Radicali Ferrara aderiscono a questa iniziativa con loro iscritti e simpatizzanti, in particolare partecipano allo sciopero della fame: Daniele Bregola presidente cellula Coscioni, Paolo Niccolò Giubelli segretario di Radicali Ferrara, Alessandra Risi, Stefano Droghetti, Roberto Zaccaria, Felice Bruno, Mario Zamorani, Ilaria Baraldi, Federico Mongardi, Domenico Casellato, Pasquale Longobucco.
Daniele Bregola


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