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Romagna Ruote: “Salvati solo i lavoratori Fiom”

L’accusa di Brandani

Enrico Brandani con Adolfo Urso

“Non è possibile che tra i 100 lavoratori salvati dall’accordo per Romagna Ruote si trovino solo iscritti alla Cgil”. È l’accusa lanciata ieri a margine del convegno con il viceministro Adolfo Urso dal consigliere comunale del Pdl Enrico Brandani.

“Il percorso istituzionale per il salvataggio dell’azienda metalmeccanica – spiega Brandani – è stato fatto insieme da maggioranza e opposizione e sancito in municipio da un documento unitario. Ciononostante, nel momento in cui c’è stato da scegliere, le rappresentanze aziendali iscritte all’Ugl (sindacato di riferimento dell’ex Alleanza nazionale, ndr) non sono state nemmeno consultate”.

I sindacalisti di Fiom, Fim e Uilm avevano spiegato nei giorni scorsi che i 100 lavoratori che sarebbero rimasti in organico erano stati scelti in base ad esigenze economico.organizzative della nuova proprietà, oltre al fatto che in sede di trattativa si era chiesto di tener conto di chi aveva partecipato al presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Ma questa spiegazione non soddisfa l’esponente del centrodestra ferrarese, secondo il quale “nessuno dei lavoratori da me contattati conosce i criteri di scelta. E mi sembra strano che nell’elenco non sia finito nemmeno uno dei lavoratori iscritti all’Ugl”.

Nel pomeriggio di ieri alcuni di questi lavoratori hanno incontrato Adolfo Urso a San Bartolomeo, spiegando al viceministro le proprie rimostranze.


11 Commenti in “Romagna Ruote: “Salvati solo i lavoratori Fiom””

  • ALRR ha scritto il 7 febbraio 2010 - 11:06

    Per rispondere al Sig. Brandani: sono un lavoratore,ex-cigl,di Romagna Ruote scelto fra i 100,vorrei precisare che fra tutti di lavoratori che hanno salvato il posto di lavoro non vi sono solo iscritti Fiom ma diversi Cisl (alcuni membri rsu per esempio).Inoltre ci sono persone che non hanno partecipato ai presìdi ed altre che non sono state scelte in base ad esigenze economico organizzative o per capacità e competenze particolari ma per motivi a me ed a molti altri ignoti.I criteri di scelta dei lavoratori sono in gran parte ben noti a chi ha conservato il posto e viceversa ed in ogni azienda che deve ripartire da zero a volte questi criteri esulano dall’appartenenza o meno ad una sigla sindacale o partito politico.Se posso dire,la lista delle le persone destinate a continuare il lavoro in quest ‘azienda ( quando ancora dovevano essere 85 ) era già stata designata da molto tempo..ancora prima delle trattative con i legali Newco e Ministero Industria a Roma.

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  • micky ha scritto il 7 febbraio 2010 - 18:03

    Brandani: prima di parlare, fare!
    dov’eri tu e il tuo partito durante i presidi?
    dov’era l’ugl durante la lotta?
    e non è che magari se nessuno dell’ugl è stato preso dentro sia perché sono talmente pochi rispetto agli iscritti di altri sindacati che la probabilità che anche solo uno di essi rientrasse era minimale?

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  • Marco ha scritto il 7 febbraio 2010 - 18:57

    Come mai tutto a un tratto una fabbrica che nessuno voleva manco a regalarla è diventata appetibile? inoltre gli impiegati necessari nei processi produttivi sono passati da 85 a 100 (+ 18%)….. E’ cambiato il modo di far di conto? Mah….. non so se i picchetti possano modificare le proprietà matematiche delle addizioni e sottrazioni…. E’ dato sapere se sono stati impigati fondi pubblici della collettività nell’operazione? Grazie.

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  • max ha scritto il 7 febbraio 2010 - 20:49

    Perchè bisogna iscriversi ad un sindacato? non è sufficiente essere sul posto di lavoro:
    puntuali, corretti, diligenti? mi sa che domani mi licenzio!

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  • maxxi ha scritto il 8 febbraio 2010 - 12:19

    Volevo contestare il sistema con il quale e stato selezionato il personale si diceva che doveva essere scelto in base ad esigenze economico organizzative quidi possedere un minimo di profesionalità e voglia di lavorare.Questa e stata l’ennesima conferma di come funziona l’italia siamo lontani anni luce da capire cos’è la meritocrazia grazie

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  • ALRR ha scritto il 8 febbraio 2010 - 12:21

    Max hai perfettamente ragione,a volte essere iscritti ad un sindacato non porta alcun beneficio..può servire in casi particolari di tutela in azienda ma personalmente ti posso assicurare che non ho mai avuto alcun bisogno di questo tipo di assistenza.Per alcuni,parlo in generale, l’iscrizione ad una sigla sindacale invece può portare vantaggi enormi (spinte in gergo) al pari di un tesseramento ad un partito politico.Vorrei inoltre aggiungere che nella nostra azienda anche in tempi non recenti la sigla Ugl in pratica non aveva iscritti….Fiom e Cisl la facevano da padroni assieme ad una sparuta percentuale di Uil..poi se le cose siano cambiate non lo so.Posso sbagliarmi, ma a memoria non ricordo che rappresentanti Ugl abbiano presenziato ad assemblee,picchetti od altro in questi ultimi quattro anni. Il Sig. Brandani penso abbia tutti i diritti di fare queste affermazioni ,se supportate da prove concrete ,tuttavia le proprie rimostranze dovrebbe farle alle altre sigle sindacali ed ai capi reparto dello stabilimento che hanno deciso a tavolino da tempo chi prendere e chi escludere.

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  • ALRR ha scritto il 8 febbraio 2010 - 14:34

    Maxxi sai benissimo come nella nostra azienda vanno e sono andate le cose..anche quando eravamo oltre 400 dipendenti c’era chi lavorava e chi passava le giornate a parlare sia nei reparti che negli uffici ed altri che hanno sempre fatto quel che volevano perchè gli era permesso. Con la gestione Alessio non è cambiato nulla in fondo e con l’amministrazione Bertoni si è giocato a lascia o raddoppia nell’attesa che qualcuno lanciasse l’ancora di salvataggio all’ultimo secondo per evitare il fallimento sia dell’azienda che delle istituzioni. Ora rimasti in 100 (compresi gli impiegati) non cambierà niente almeno per quanto riguarda il modo di lavorare e di questo ne sono certo.Hai tutti i motivi e le ragioni per contestare il metodo di scelta di chi è rimasto……Per quanto riguarda i delegati sindacali,beh ..sono certo che nessuno avrebbe scommesso un centesimo sull’esclusione di qualcuno di loro…alla fine la frase “tutti o nessuno” o ” nessuna guerra fra poveri” che ho letto sui giornali erano solo slogan che hanno tradito le aspettative dei molti accampati al freddo per oltre quaranta giorni.Mi spiace perdere alcuni colleghi in questo modo ma dubito fortemente che quest’azienda avrà un futuro se non si faranno investimenti sugli impianti e su tutto quello che è mancato per anni…ormai lavoriamo in modo artigianale e male..in Russia ,per dire, sono più all’avanguardia e non è una battuta.

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  • °Gio° ha scritto il 8 febbraio 2010 - 22:07

    Ricordo a tutti che 2 anni fa l’azienda era fallita e grazie al sindacato 100 persone lavoreranno forse per 2 anni o forse di più. Non è certo merito di politici mai visti che l’azienda è ancora aperta ma va attribuito merito alle 80/85 persone che hanno partecipato al presidio.

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  • ALRR ha scritto il 9 febbraio 2010 - 11:34

    Mi permetto ancora una volta di ribadire che due anni fa iniziò l’amministrazione Bertoni dopo altri due anni neri con la gestione Alessio,personaggio che i sindacati e le istituzioni vollero fortemente poichè era l’unico che garantiva stipendio e tutti i posti,ma con un secondo fine.Non dimentichiamo però che Alessio era fortemente indebitato,aveva altri fallimenti alle spalle e gli stipendi sono stati pagati dall’Alcoa che gli avrebbe ceduto poi lo stabilimento per 100 euro simbolici al termine dei due anni previsti…tutti sapevano che una persona del genere non avrebbe mai garantito un futuro ma lo vollero ugualmente,risultato: dopo il primo anno iniziò la cig ed il calvario di Romagna Ruote.Francamente non so sia merito del presidio (90 persone,mi pare, non vi hanno partecipato) o dei sindacati se l’azienda è stata salvata all’ultimo secondo da questa cordata ma ci sono molti fattori che ne determineranno la vita : la crisi dell’auto che ora entra nel pieno (anche se in tv dicono sempre il contrario ),i volumi di produzione e gli investimenti. Non siamo all’avanguardia per tecnologia ed all’azienda manca tutto..se mancheranno gli investimenti ,i volumi necessari per stare in pari (almeno 30mila ruote al mese se non oltre) ed un tampone alla crisi del settore penso che saranno anni molto travagliati e come disse il Sig. Bertoni dopo sarà il buio.Spero che questi nuovi imprenditori lo sappiano…perchè è una via crucis che dura dal 2005.

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  • maxxi ha scritto il 10 febbraio 2010 - 9:21

    sarebbe stato meglio accettare la proposta di Cromodora azienda seria con intezioni di investimenti son sicuro che adesso staremo parlado d’altro Ma con i se e i ma non si và da nessuna parte .Cromodora voleva già da subito selezionare il personale ma per le istituzioni locali una scelta così impopolare era inacettabile meglio alessio (mi chiedo possibile che nessuno sapesse dei suoi fallimeti?) che ci ha portati dritti al baratro ma che fece contenti sindacati e istituzioni locali assumendo tutto il personale complimenti!!!!

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  • ALRR ha scritto il 10 febbraio 2010 - 11:05

    Maxxi ..all’epoca le offerte di aziende serie e grandi per ex-Alcoa ci furono eccome ma sappiamo tutti della ferrea opposizione sindacale perchè non vollero tagli al personale.Tutti contenti all’inizio con Alessio poi iniziarono i disastri.Pertanto non parlarmi di sindacati..per noi sono stati una rovina .Ora volevano tutti e 195 ma hanno dovuto cedere a 100 per evitare un fallimento.Sono molto scettico sulla cordata..sono tre imprenditori al di fuori del settore auto e francamente non riesco a capire cosa li abbia spinti ad impegnare all’ultimo minuto tanto denaro in uno stabilimento decadente…non so nemmeno se abbiamo ancora la certificazione ISO valida.Per terminare il discorso sui criteri d’assunzione dico solo che questa volta si è passato ogni limite di buon senso e leggo che varie lamentele sono poi fondate.Sono state riassunte persone che negli ultimi tre anni non hanno mai lavorato un solo giorno poichè non ritenute affidali e tecnicamente preparate;al contrario persone che han sempre lavorato,sempre presenti e preparate si sono ritrovate fuori all’improvviso e senza motivo.Non voglio fare accuse specifiche ma qui qualcosa non quadra e qualcuno ne dovrà rendere conto prima o poi.Eliminare personale affidabile non gioverà all’azienda ed alla produzione..solo il tempo ci dirà la verità.

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