Politici in fila davanti ai cancelli dell’Igs-Riva
Continua il presidio dei lavoratori. A rischio 200 persone
- martedì, 9 febbraio 2010, 0:08
- Economia e Lavoro, Primo Piano
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Ruina. Continua il presidio permanente dei duecento lavoratori dell’azienda Igs-Riva (ex Bbs) di Ruina di Ro Ferrarese. Al quarto giorno di manifestazione davanti ai cancelli della fabbrica – che produce ruote e cerchioni per diverse case automobilistiche, come Audi e Volkswagen -, i 198 dipendenti, in cassa integrazione ordinaria dal 2008 – ora straordinaria, dal 4 gennaio -, chiedono le dimissioni del nuovo amministratore delegato, Massimo Veneselli, che aveva rilevato l’impresa a ottobre 2008.
Prima della crisi, Igs-Riva produceva circa 800mila ruote. Dopo il commissariamento e il successivo subentro della nuova proprietà, la produzione era passata a circa 400mila pezzi: oggi non arriva ai 100mila. La produzione mensile ammonta a circa 8 mila ruote, mentre l’auspicio dei sindacati è di arrivare entro fine anno ad un volume di almeno 200mila pezzi.
Per raggiungere tale obiettivo, “occorre costruire – spiega Mario Nardini, segretario della Fiom Cgil – un piano industriale affidabile: le richieste da parte del parco clienti ci sono, ma mancano i soldi per pagare i fornitori. Non c’è la materia prima, l’alluminio – continua Nardini – e gli operai non sono retribuiti: l’ultimo loro stipendio risale a dicembre, e consisteva in un anticipo di 500 euro”.
Si attende allora mercoledì 10 febbraio, giorno in cui si riunirà il consiglio di amministrazione dell’azienda. La richiesta dei sindacati è congiunta: “Chiediamo – annuncia il segretario Fiom – le dimissioni dell’amministratore Veneselli, che sta depredando l’azienda, senza costruire prospettive produttive: ciò che auspichiamo – sottolinea il sindacalista – è la ricapitalizzazione della società da parte di Monte dei Paschi di Siena e degli altri soci, per dare fiducia alla gente che lavora e che va retribuita”.
Walter Chessa della Fim Cisl rincara:“Oggi attendevamo Veneselli, che avrebbe dovuto motivare la mancata erogazione degli stipendi. Ma – evidenzia Chessa – è giunta solo una sua telefonata, che non ha dato le spiegazioni attese. La sua incapacità imprenditoriale – decreta il segretario Fim – è stata ampiamente dimostrata. Chiediamo che sia rapidamente sostituito, insieme al direttore della produzione, per non giungere a un punto di non ritorno”.
Ieri mattina ai lavoratori hanno fatto visita la presidente della provincia Zappaterra, la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, i sindaci di Ro, Copparo, Fromignana, Berra. Nel pomeriggio è arrivato anche il senatore Alberto Balboni, del Pdl, che ha promesso di far sentire la sua voce al ministro delle attività produttive.


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