Pesci protetti sui banchi della pescheria

Scatta la denuncia dopo un'ispezione di Capitaneria di Porto e Ausl

Sui banconi si potevano trovare pesci protetti e molluschi rari, tutti in vendita anche se privi della regolare etichetta indicante il nome e la provenienza. A scoprire l’illecita attività di una pescheria di Ferrara è stato il personale della Capitaneria di Porto e dell’Ausl-Servizio Veterinario di Ferrara nel corso di un’ispezione che ha accertato numerose e gravi trasgressioni in materia di commercializzazione del pescato e di vendita di specie ittiche sotto misura e protette.
In particolare sono stati rinvenuti circa un chilo di sogliole al di sotto della taglia minima consentita dalla normativa comunitaria di riferimento che individua in 20 centimetri la lunghezza minima per poter pescare, detenere, commercializzare gli esemplari di Solea vulgaris, questo è il nome scientifico della sogliola.
Per tale illecito, che costiuisce un reato, è scattata la denuncia all’Autorità giudiziaria e il sequestro del pescato e potrà essere applicata la chiusura dell’esercizio commerciale da 5 a 10 giorni.
Il commerciante inoltre non utilizzava nessun sistema di etichettatura che obbligatoriamente deve informare il consumatore sulla denominazione e la zona di provenienza del pescato consentendogli di acquistare consapevolmente il prodotto (sanzione amministrativa di 1066 euro).
Il commerciante, inoltre, deteneva alcuni esemplari di “Pinna nobilis”, una specie di gigantesca cozza che può arrivare anche ad un metro di lunghezza e che rappresenta il più grande mollusco vivente nel Mediterraneo.
La Pinna o Nacchera (questo è il suo nome volgare) vive in fondali sabbiosi  unitamente alla pianta acquatica Posidonia Oceanica.
E’ famosa in Sardegna dove veniva utilizzata, prima di essere sottoposta a particolare tutela dalla direttiva “Habitat”, per la produzione del bisso (una seta naturale marina) con il quale venivano confezionati preziosi indumenti tradizionali oltre che per gustose pietanze.
La vista di una prateria di Posidonia Oceanica cesellata di esemplari di Pinna Nobils rappresenta per i subacquei uno spettacolo di rara bellezza, purtroppo sempre più raro da ammirare nei nostri mari dove l’inquinamento e il sovrasfruttamento dei fondali dovuto alla pesca abusiva, la rende sempre più rara.
Il Comando della Guardia Costiera raccomanda di non acquistare specie protette o pesci, crostacei e molluschi sotto misura segnalandone immediatamente l’eventuale presenza in esercizi commerciali anche tramite il numero blu 1530.

 

13 Commenti in: “Pesci protetti sui banchi della pescheria”


  • gfv ha scritto il 17 marzo 2010 alle 18:40

    Indicate l’esercizio commerciale; non credo che sia illegale ed avremo un’informazione più completa invece del solito passaparola, che può trarre in inganno.

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  • meditazione ha scritto il 17 marzo 2010 alle 20:07

    per gfv : ho votato positivamente il tuo commento ma, credo, purtroppo, che non si avverererà questa legittima richiesta !

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  • meditazione ha scritto il 17 marzo 2010 alle 20:37

    ma le foto che accompagnano l’articolo sono forse quella della pescheria in questione ? quadri alle pareti, una nassa all’angolo, il tipo di lampada al soffitto, mattonelle di quel colore con righe di mattonelle di un colore diverso sopra e sotto per contrasto ? Ma che messaggi … trasversali …

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  • Franco ha scritto il 18 marzo 2010 alle 7:06

    M’associo alla richiesta di rendere pubblico il nome. Non si capisce perchè tanta segretezza quando il reato è documentale , fotografico . Stessa cosa tempo fa per un ristorante di Tresigallo: chiuso a tempo determinato per gravi irregolarità e……. mai saputo quale fosse. Non ha senso un’ informazione cosi’ mutilata soprattutto per la salute dei cittadini. Chi commette reati del genere deve sapere che rischia grosso ! Non …solo voci……

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  • marco roboni ha scritto il 18 marzo 2010 alle 8:34

    Perchè non segnalare le generalità di un “professionista” dimostratosi disonesto in qualsiasi ambito operi a contatto con il pubblico (sanità, alimentazione ecc..) ?

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  • Marco Roboni ha scritto il 18 marzo 2010 alle 9:21

    Diteci dove abita

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  • PP ha scritto il 18 marzo 2010 alle 10:13

    così come pubblicate le foto con nome e cognome delle persone che spacciano o commettono reati piu’ o meno gravi, potreste anche rendere pubblico il nome dell’esercizio che vendeva prodotti commestibili senza nessuna etichettatura

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  • digital ha scritto il 18 marzo 2010 alle 13:59

    ma perchè pensare che la … omissione … sia solo un privilegio della gente del profondo sud che non ha visto e non ha sentito nulla ; tutti, in una stato democratico e di diritto, hanno diritto a godere ti tale privilegi, nessuno escuso : quante tristi riflessioni ! Amen !

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  • stefano bui ha scritto il 18 marzo 2010 alle 14:09

    a questo punto andiamo per esclusione: non e’ la pescheria dell’ipercoop, e nemmeno quella in via foro boario

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  • la storia NON insegna MAI ha scritto il 18 marzo 2010 alle 14:40

    connessioni, collusioni, coperture, si vede che si vive in uno stato di diritto : adesso Sherlock Holmes quale surrogato della democrazia ! Liberté, Égalité, Fraternité 1795 … addio … !

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  • viva la CACCIA ha scritto il 18 marzo 2010 alle 18:59

    Il Comando della Guardia Costiera raccomanda di non acquistare specie protette o pesci, crostacei e molluschi sotto misura segnalandone immediatamente l’eventuale presenza in esercizi commerciali anche tramite il numero blu 1530 ! Adesso per comprare una sogliola diventerà una impresa per il vecchietto che non ha conseguito il patentino della Guardia Costiera !

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  • Giankarlo ha scritto il 19 marzo 2010 alle 22:35

    Godetevi i branzini e le orate allevati nelle vasche dei supermercati…4 sogliole sottomisura non significano nulla dal momento che i Giapponesi stanno saccheggiando il Mediterraneo….

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