Neve, vertice in prefettura: tutte le disposizioni

Chiuse scuole con differenze tra città e provincia. Si consigliano i mezzi pubblici

Si è concluso il vertice in prefettura sulla situazione neve in città e provincia. Su richiesta dei sindaci della Provincia di Ferrara e sentito il direttore provinciale scolastico Vincenzo Viglione, in relazione alle attuali condizioni meteorologiche avverse e alla previsione di ulteriore riduzione delle temperature e di gelate, nella notte tra domenica 31 gennaio e lunedì 1° febbraio, si dispone cautelarmente la sospensione delle lezioni nelle scuole di ogni ordine e grado della per la giornata di domani lunedì 1° febbraio 2010.

Per il comune capoluogo, Ferrara, su valutazioni del sindaco Tiziano Tagliani, che ha rappresentato come la viabilità cittadina non registri particolari criticità, è stata disposta solo la sospensione delle lezioni per la giornata di lunedì 1° febbraio, con riguardo solo gli istituti scolastici superiori di secondo grado.

I sindaci dei Comuni della Provincia provvederanno, spiega una nota del prefetto Provvidenza Raimondo, con le modalità ritenute opportune, a raccomandare ai propri cittadini l’utilizzo, per quanto possibile, dei trasporti pubblici per i propri spostamenti, curando inoltre, l’informazione ai cittadini sugli eventuali aggiornamenti della situazione meteorologica.

 

16 Commenti in: “Neve, vertice in prefettura: tutte le disposizioni”


  • 66717 ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 18:58

    Caro Sindaco ha valutato che il personale docente o Ata può arrivare anche da fuori Ferrara? Ci sarà il servizio mensa? Ci sarà il servizio pulmino scolastico per quei bambini che dai paesi limitrofi o immediata periferia si devono recare nelle scuole elementari o medie della città?

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  • STEFANIA ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 19:36

    MA IL SINDACO SI RENDE CONTO CHE ALLE SCULE MEDIE DI 1° grado ACCEDONO ANCHE I RAGAZZI CHE VANGONO DAI PAESI LIMITROFI E NON SOLO QUELLI DELLA CITTA’. IL “PERICOLO” A CUI INCORRONO I RAGAZZI DELLE SUPERIORI E’ UGUALE A QUELLO DEI RAGAZZI DELLE MEDIE;

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  • Barbara ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 20:14

    Mi si spieghi perchè visto il pericolo di possibili ghiacciate nelle prossima notte i bambini delle scuole d’infanzia, elementari e medie “possono” rischiare in strada, mentre i ragazzi delle superiori no. Chissà se il sindaco è a conoscenza che spesso i bambini non vanno in scuole limitrofe alla propria residenza. E poi come diceva 66717 se il servizio mensa non funziona si richiameranno di nuovo i genitori per riprendere i figli a casa? Non era più sicuro chiudere tutte le scuole?

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  • Mah ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 20:19

    E l’universsità? pure lì c’è gente che viene da fuori …sia professori che studenti…lì come la si mette????

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  • carla ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 21:13

    Ecco, appunto, non è che tutti coloro che frequentano le scuole medie o elementari distino solo poche centinaia di metri dalle scuole. Esiste il servizio scuolabus, gestito proprio dal Comune, che facciamo con i pullmini che fanno anche 20 chilometri? Se il rischio c’è. c’è per tutti.

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  • Nicola ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 21:26

    Caro 66717,
    nella nostra scuola superiore (salvo ennesimo contrordine) i docenti devono andare ugualmente, perché sono solo sospese le lezioni

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  • Lisa ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 21:30

    Si anche per me, con tre bimbi (asilo nido, scuola materna e scuola elementare) domattina sarà pericoloso guidare se questa notte arriverà una ghiacciata ed il servizio di pulizia delle strade non sarà sufficente.
    Nel dubbio, non ho capito perchè si è scelto di lasciare a casa in via cautelare i ragazzi delle superiori, mentre tutti gli altri si devono dotare di ramponi.. bah..

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  • Andrea ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 23:00

    @Nicola 31 gennaio 2010 – 21:26
    Non credo si debbano fornire informazioni perlomeno azzardate.
    Anche nella seconda metà del mese di giugno le lezioni sono sospese, ma sono in servizio solo gli insegnanti che hanno mansioni, programmate e connesse con la funzione docente, da svolgere.
    In questo caso mi pare proprio che la situazione sia addirittura diversa rispetto l’estate, dove l’obbligo di normale servizio c’è solo per il personale ATA e per i docenti alle condizioni sopra indicate.
    Se la scuola chiude per maltempo, tutto il personale, è coinvolto nelle difficoltà di spostamento. Che senso avvrebbe chiudere?
    Il mio Dirigente Scolastico oggi ha inviato una mail a tutto il personale e parlava di “Scuola chiusa”, come hanno usato la stessa espressione tutte le principali scuole superiori ferraresi. E come compaiono le stesse parole anche sui siti dei comuni della provincia di Ferrara che hanno scuole superiori (Ferrara, Argenta, Cento, Bondeno. Comacchio invece sembra abbia dato la notizia usando una autovettura con altoparlante. Portomaggiore non so).
    Una scuola “chiusa” per maltempo con ordinanza del Sindaco, non è una scuola in cui sono semplicemente sospese le lezioni.

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  • ferrari pasquina ha scritto il 31 gennaio 2010 alle 23:35

    La si mette che il dirigente, i docenti e il personale non docente se non riescono ad andare a scuola per via della difficile e quindi pericolosa circolazione staranno a casa e chiederanno un giorno di ferie, solo le lezioni dei ragazzi sono sospese, è la regola della scuola che è un mondo a parte.

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  • Nicola ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 7:57

    Caro Andrea,
    io tutto fornisco fuorché informazioni azzardate.
    Il mio vicepreside – che alle 15.17 aveva detto di stare a casa – alle 20.48 ha rettificato dicendo (tramite un collega che è RSU, capo dipartimento e gestisce il sito) che dobbiamo andare a scuola. Non ho né tempo né voglia di verificare né la legittimità della decisione (sulla quale ho qualche dubbio) né il modo in cui è stata notificata e – nell’immediato – seguo la via gerarchica.
    La “breve” di estense.com sopra parla di “sospensione delle lezioni” e non di chiusura delle scuole. Vero è che il sito del Comune parla di chiusura, ma – quando c’è di mezzo neve o ghiaccio – il sito del Comune ha già dimostrato di contare meno di zero.
    Invito, dunque, tutti i dipendenti della scuola a verificare la situazione presso la dirigenza della propria scuola, a scanso di contestazioni.
    Ripeto: pur condividendo le tue considerazioni le informazioni azzardate non sono quelle del sottoscritto ma di chi sostiene – tout court – che il personale docente possa stare a casa. Ogni istituto è un mondo a sè, grazie a presidi manager e autonomia

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  • Nicola ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 8:05

    Per Andrea:
    ho appena chiamato la scuola e parlato con il vicepreside. L’ordinanza – scritta male come il solito – parla solo di “sospensione delle lezioni”, per cui bisogna andare a scuola e firmare. Punto. Altre scuole hanno deciso di lasciare a casa (anche) i docenti. La confusione regna sovrana, more solito

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  • Piva Pietro ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 8:11

    Le notizie apparse sulla sospensione delle lezioni nelle scuole sono errate e hanno creato confusione e disagi a cui, comunque, la città è già da tempo abituata.

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  • Andrea ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 13:13

    Confusione. Sì, confusione è la parola giusta.
    Nella mia scuola è da stamattina presto che i telefoni suonano a vuoto e l’hanno fatto per tuttta la mattina. Per me questo è un segno chiaro. Io sono rimasto a casa. Domani mattina vedremo che cosa succede.
    Io so una cosa. Le parole “scuola chiusa” comparse sulla home page del sito della mia scuola hanno un significato non equivoco. Sull’univocità del significato ho deciso di stare a casa.
    Se il Prefetto voleva dire altro, nell’ordinanza poteva dire altro. Se i Sindaci nelle ordinanze volevano dire altro, potevano dire altro. Se la mia scuola dice “scuola-chiusa” io rimango a casa!
    Poi sappiamo che vi sono dirigenti più “realisti del re” e che in “autonomia” snaturano il senso di un provvedimento prefettizio.

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  • Nicola ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 13:39

    Caro Andrea,
    peccato che nel provvedimento prefettizio ci fosse scritto “sospensione delle lezioni”, locuzione irrituale e ambigua dal punto di vista normativo.

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  • Andrea ha scritto il 1 febbraio 2010 alle 14:38

    Precisamente “ambigua dal punto di vista normativo”.
    Cosa voleva ottenere il Prefetto con quella dicitura? O è stata una svista? O una lieve aberrazione del senso nella traduzione delle intenzioni in burocratichese? O c’è stato un abuso di potere dei Sindaci della Provincia e della quasi totalità dei Dirigenti scolastici? … mah?
    Buona giornata (per quel che rimane del giorno)…

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