Mirabello, “telenovela” finita
Mistero sugli accordi romani. Vittorio Lodi: “Non so cosa sia successo”

Sul palco di Mirabello dei tempi che furono...
Sembrava seppellita l’ascia di guerra tra Balboni e Lodi sull’affaire Mirabello ma le diatribe locali sulla Festa tricolore della Libertà sembrano subire gli effetti degli ondivaghi equilibri di maggioranza.
Tutto sembrava fatto fino al pomeriggio di martedì. La sera prima l’incontro a Roma nella sede nazionale del Pdl in Via dell’Umiltà tra Alberto Balboni e Vittorio Lodi, sotto l’egida rispettivamente di La Russa e Bocchino, era finito con un preliminare d’intesa sulla gestione unitaria della kermesse di Mirabello, da ratificare la mattina successiva.
In bilico rimanevano le date di inizio e chiusura della manifestazione, con Lodi che non avrebbe disdegnato un finale il 5 settembre con bagno di folla per il Presidente della Camera Gianfranco Fini (o anche il 6 settembre con l’intervento del ministro dell’Agricoltura galan), e altre “quisquiglie” organizzative.
Ieri mattina la ratifica ci sarebbe stata, tanto che Lodi ha lasciato la Capitale nel pomeriggio con la soddisfazione di avere messo in valigia le garanzie per la festa tricolore. E invece, proprio mentre il patron della storica manifestazione politica di centrodestra era in treno diretto a Ferrara, arriva alle redazioni il lapidario comunicato di Balboni: “per quanto mi riguarda il tempo è scaduto, questa telenovela su Mirabello non si può trascinare oltre”.
Il senatore insiste dicendo che “bisogna essere realisti e prendere atto che non esistono le condizioni politiche per una manifestazione unitaria di tutto il Pdl e lasciare ai “finiani” l’onere di fare di Mirabello ciò che meglio credono, assumendosene tutta la conseguente responsabilità. Da oggi in poi mi dedicherò – Balboni è responsabile Propaganda per il Pdl, ndr – all’organizzazione della festa regionale del Pdl di Bologna e a quella nazionale di Milano”.
Parole che sono fulmini a ciel sereno per Lodi che, raggiunto al telefono mentre è ancora in viaggio, assicura di non capire quest’ultimo risvolto. “Non so cosa sia successo nel frattempo. Prima di rilasciare dichiarazioni – si è concesso – devo aspettare che i miei referenti nazionali (leggi Bocchino, ndr) escano dall’aula”. Aula dove si stava votando la fiducia sulla Finanziaria.
Ma in quelle ore effettivamente nella Capitale si stava giocando una guardinga partita a scacchi tra pedine sempre più in bilico. Tra rischio di espulsione di Fini&Co con conseguente rottura intestina per il Pdl, sono arrivate prima le dichiarazioni del numero uno di Montecitorio “Qui sto e qui resto”) e in seguito le mani avanti di Berlusconi sul ddl intercettazioni (“potrei ritirarlo”). Quiete dopo la tempesta? I bene informati invitano a non fidarsi troppo di un cielo solo in apparenza schiarito e sono pronti a scommettere che la rottura è dietro l’angolo.
In tal caso, tornando in chiave locale, la separazione porterebbe inevitabilmente a una festa di Mirabello non più di una corrente ma di un movimento a se stante, per forza di cose, e per ironia della sorte, “a sinistra” del Pdl. Questo spiegherebbe anche la nota quasi epigrafica di Balboni. Che il senatore sia tra quelli bene informati?
8 Commenti in: “Mirabello, “telenovela” finita”
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smettetela di dire ******* per piacere!!!!!!!!!!!
ditemi voi, fino a roma per decidere per la festa di mirabello??
roba da pazzi!!!
“Che il senatore sia tra quelli bene informati?”
penso proprio di si…
Ormai il PdL è alla frutta. Dopo Brancher (condannato a due anni per reati comuni), Verdini (giustamente presunto innocente fino ale terzo grado di giudizio, ma sicuramente pessimo presidente di una Banca, visto che l’Istituto è stato commissariato con decreto del Ministro Tremonti), dopo gli squallidi festini a Palazzo Grazioli, la rivoltante adulazione a Silvio Berlusconi da parte di don Verzè (“Silvio uomo mandato dalla Divina Provvidenza a salvare l’Italia) i nodi veri stanno venendo al pettine. Il PdL non è un partito di destra. Non è laico, nn è meritocratico, non crede nel rigore e nella trasparenza. E’ il partito dei condoni, degli scudi fiscali, del consenso bovino ed acritico. Consiglio ai tanti che oggi hanno dubbi sul futuro politico del nostro Paese di riascoltare (disponibile su Youtube) l’ultima intervista rilasciata da Giorgio Almirante a Giovanni Minoli in una vecchia puntata di Mixer. E scopriranno, forse, che la deriva della Destra è cominciata da Fiuggi, è proseguita con la confluenza di AN nel PdL, ed è arrivata agli estremi epiloghi in questi giorni. Occorre qualcuno che sappia mantenere alta la bandiera dei valori della Destra, che abbia il coraggio delle proprie azioni. E che ragioni con la propria testa.
Commento molto apprezzato!
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credo che all’interno di una grande maggioranza debba esistere una pluralita’ di idee, meglio se confrontate all’interno del partito stesso, qualcuno si accorgera’ prima o poi che le nicchie(di questo si tratta visti i numeri esigui) servono solo all’opposizione per fare gran cassa, dei due gatti di Fini se ne puo’ fare a meno visto che la stragrande maggioranza degli ex AN e’ con il PDL come e’ ovvio che sia, i protagonismi personali di Fini e Bocchino alla fine non hanno argomentazioni valide che non siano quelle di autopubblicita’ visto il larghissimo consenso di cui gode il Premier. Darei un consiglio ai finiani: fate mozioni di partito serie e mettetele ai voti, poi rispettatene il risultato, o fatevi il partitino, poi dite quello che volete, la GENTE ha votato una COALIZIONE, se c’erano dubbi ora e’ tardi dovevate dimostrare prima le vostre proposte……o vi faceva gola la poltrona?
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Sì, Mike, però non sei entrato nel merito: secondo te è vero oppure no quello che scrive “great expectations” riguardo Brancher, Verdini, Don Verzè, ecc. ecc.? Tu e chi la pensa come te vi rifugiate -come al solito- dietro l’investitura popolare ed il consenso al Premier: in questa maniera aggirate gli ostacoli e vi rifiutate di azionare il cervello. Che il partito sia marcio è un dato di fatto. Non va diviso, va risanato.
Credo che Gianfranco Fini sia un politico intelligente, ma anche egocentrico. Mi fa ridere molto quando critica la gestione personalistica di Berlusconi. Il suo narcisismo rasenta a mio avviso la patologia, se Fini pensa di far cadere Berlusconi… Un errore che provocherà dei danni soprattutto a sé stesso.Il Pdl è nato come movimento popolare, espressione diretta degli elettori, per amalgamare tutte le tradizioni politiche del centrodestra e per sconfiggere così la vecchia partitocrazia e la vecchia logica delle correnti, da qualunque parte provengano.Si lavora dentro al Pdl, tutto si fa dentro il recinto del partito, chi pensa di avvalersi di proprie fondazioni o associazioni per far percorsi paralleli si mette fuori, perchè il Pdl è nato per unificare, non per frazionare, è nato per non per far ingrassare quelle correnti che pure Fini una volta arrivò a definire ”metastasi”. Invece Fini vuole distinguersi proprio per le sue le posizioni controcorrente, tanto è vero che è capitato di essere il più appaludito quando partecipa a dibattiti davanti ad un pubblico di centrosinistra…Sono in gioco, quindi, visioni politiche contrastanti con la linea del PDL e destini personali. Per tornare alla festa di Mirabello…….. Mettiamola pure a tavola!!! Il tutto condito dai cappelletti della festa (con il ripieno della tradizione di casa Lodi) che sono diventati un mito, in competizione con quelli dell’Unità. Si comincerà dal “compromesso del cappelletto”, ovvero del fatto che Unità e Tricolore qualche “sfoglina” in comune sicuramente l’avranno………….
La domanda sorge spontanea : alla festa di Mirabello venderanno ancora i ricordini dell’ M.S.I e di AN ? Al posto delle foto e busto del D U CE cosa metteranno ? Canteranno ” avanti popolo ?” Il Figlio del Fabbro non forgiava ” Falce e Martello ” L’On.Giorgio Almirante la pensava diversamente,si è fidato troppo di Fini che brancola nel buio in cerca d’un nuovo partito e d’una comoda poltrona.