Lettera ai senatori per le detrazioni sull’efficienza energetica

Alle Senatrici ed ai Senatori eletti in Emilia Romagna

Alla Stampa Locale, con preghiera di pubblicazione

Un gruppo di blogger attivi da tempo sul fronte della salvaguardia delle detrazioni del 55% per l’efficienza energetica degli edifici, ha lanciato un appello rivolto ai senatori perché approvino l’emendamento al decreto milleproroghe che rinvii di due anni il termine delle stesse, previsto per il 31.12.2010.

http://blog.libero.it/KudaBlog/8405315.html

Mi rivolgo a lei, Senatore della Repubblica,

in questi giorni avrà la possibilità di votare l’estensione delle detrazioni del 55% per chi effettua lavori per migliorare l’efficienza energetica degli edifici. La prima forma possibile di produzione energetica, con risorse italiane, è il risparmio. Nel corso degli anni le detrazioni hanno permesso la riduzione dei consumi energetici, dell’inquinamento, lo sviluppo di un importante settore lavorativo e l’emersione del lavoro sommerso. Le detrazioni scadono il 31 dicembre del 2010, a voi viene dato il potere di prolungarle per due anni. A fine anno avremo già un nuovo taglio agli incentivi per l’energia rinnovabile: il conto energia subirà una sforbiciata del 20% e poi del 6% (fonte Sole 24 ore); nel gennaio scorso il Ministero per lo Sviluppo Economico ha ulteriormente indebolito le detrazioni dichiarando che non sono cumulabili con eventuali incentivi riconosciuti, per i medesimi interventi, dalle Regioni o dagli enti locali (fonte Sole 24 ore). Queste strategie sono molto strane soprattutto in presenza di una crisi economica e contrastano con gli obiettivi dell’assemblea di Copenhagen.

Ora avete la possibilità di invertire la rotta e dare un segno all’economia e all’ambiente.

Spero che il suo voto segua l’indicazione del sottosegretario Casero (fonte Edilportale) e approvi l’emendamento presentato dai senatori Bugnano, Pardi, De Toni e Belisario.

Sentitamente,

Leonardo Fiorentini

 

16 Commenti in: “Lettera ai senatori per le detrazioni sull’efficienza energetica”


  • Conti Massimiliano ha scritto il 11 febbraio 2010 alle 13:14

    Ottima iniziativa.
    Per tutti, inoltre, sottolineo il sesto anno della campagna promossa da “Caterpillar” (Radiodue Rai) “M’illumino di meno” per il 12 febbraio (e anche dopo).
    Qui il decalogo delle buone abitudini:
    http://milluminodimeno.blog.rai.it/decalogo/

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 11 febbraio 2010 alle 16:28

    Grazie. Per inciso la Circoscrizione 1 ha aderito, con un ordine del giorno che ho proposto e che è stato approvato all’unanimità.
    http://fiore.iworks.it/blog/2010/02/05/millumino-di-meno-la-circoscrizione-1-aderisce-e-il-comune/
    Non so cosa farà il Comune…

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  • Il Vecchio ha scritto il 11 febbraio 2010 alle 19:01

    Dato che ha deciso di darsi da fare, il sig. Fiorentini, poteva chiedere cose un po’ più verdi e meno rosse. Cioè più vere e meno demagogiche.
    Le detrazioni sull’EFFICIENZA energetica non dovrebbero smentirsi prima ancora di cominciare con detrazioni anche all’INEFFICENZA. Per realizzare e mettere in esercizio un pannello fotovoltaico occorre spendere SUBITO un terzo dell’energia che questo erogherà in 20 anni, se non si rompe prima. Oltre ad una barcata di soldi, naturalmente, perché la tecnologia del silicio cristallino, nonostante sia arrivata a maturazione da anni, costa ancora carissima e non offre più del 12-15% di resa alla massima insolazione.
    Col beneplacito cocomeraio (verde fuori e rosso dentro, punteggiato di nero) e del PD, s’è tolto dagli scaffali l’umile lampadina ad incandescenza. In cambio di che?
    Della compatta fluorescente, che nominalmente dura fino a dieci volte di più (nella realtà d’esercizio non è vero, ma sorvoliamo), ma pesa dieci volte di più, ha più elementi inquinanti di costoso recupero e, con gioia dei costruttori, costa dieci volte di più.
    Gente saggia avrebbe attenuato il fenomeno, OBBLIGANDO a farla durare a lungo, almeno 50 volte di più, dato che quando si esaurisce il tubicino fluorescente di una compatta (dopo le supposte 10.000 ore) la parte elettronica funziona almeno per altre 40.000 ore.
    Bastava costringere per legge a rendere “spinzabili” i peduncoli dei tubicini fluorescenti, come avviene da sempre per le lampade fluorescenti lineari.
    A chi giova lasciare le compatte senza quell’accessorio irrisorio? All’ambiente? Alle tasche dei cittadini? Al risparmio energetico? No. Giova solo al fatturato delle fabbriche e dei commercianti. Bravi i Verdi e il PD!

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 11 febbraio 2010 alle 21:31

    manco sa il vecchio che il fotovoltaico non gode del 55%. ma tanto facendo di tutta l’erba un fascio è più facile spararle. chissa cosa ha fatto poi il vecchio per migliorare l’efficienza della produzione solare, a parte commentare ed illuminarci con la sua enorme conoscenza nei commenti di questo sito, mentre altri sostenevano le ricerche per il solare a concentrazione sviluppato dalla nostra università di ingegneria (ma che purtroppo, e non certo per colpa dei verdi, ma di un’interpretazione italiota della legge, non gode del conto energia). Per fortuna i bit sono riciclabili, purtroppo però l’energia consumata per produrli no. per cui miglioro la mia efficienza energetica facendo cose più utili che continuare a rispondere al troll di turno…

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  • Il Vecchio ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 9:24

    Le sparo, eh?!
    Se un edificio senza super isolamenti raggiunge con soluzioni impiantistiche aggiuntive (cioè senza mettere fuori uso il bene per lunghi periodi, grazie all’apporto nominale del fotovoltaico), la più elevata classificazione energetica solo abbassando il valore dell’energia primaria richiesta nei calcoli dell’edificio (perchè tutto l’ambaradan parte da quel valore), non ottiene quella casa il 55%?
    Se sì, chi la spara è Fiorentini, se no, ne ho detta una storta io. Però se la dico storta io, che non son nessuno, non cambia di una virgola l’assetto sociale. Se la dice un politico il peso è considerevolmente diverso, perché espressione di qualcosa di più grosso di lui che gli sta dietro.
    Per quanto riguarda l’acrimonia di Fiorentini sulle mie considerazioni sullo stato dell’arte del fotovoltaico, certamente non mi sono spiegato bene. Non ho citato il solare a concentrazione della nostra università non perché non sia meritevole di attenzione, ma perché non è disponibile alla vendita. Fosse presente nei catologhi dei fornitori un sistema che supera il 30% di resa andrebbe venduto anche senza il conto energia. Se Fiorentini avesse notizie diverse sulla disponibilità di quegli apparecchi farebbe cosa grata a comunicarle, che non interesserebbe solo Il Vecchio.
    Sulla questione invece delle lampade a basso consumo compatte che ho citato, si vergogni a non entrarne in merito, glissando bullescamente. Perché è un insulto all’ecologia, al buon senso, all’economia e a un mucchio di altre cose, buttar via lampade costose e inquinanti da smaltire che andrebbero per altre 40.000 ore, solo perché il tubicino fluorescente è esaurito e ne è impedita la sostituzione. Credo che chi ha avuto la pazienza di leggere fin qui abbia capito chi dei due è quello che propala taroccature.

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 14:13

    No, mi sa che l’ha detta storta il vecchio stavolta. a meno che non sia in effetti un capoccione dell’Agenzia delle Entrate e non riesca a modificare il parere dell’Agenzia che con risoluzione 207 del 20 maggio 2008 ha così risposto ad un quesito di un contribuente:

    “si deve ritenere che le spese sostenute per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici, finalizzati alla produzione di energia elettrica e non alla riduzione del consumo per il riscaldamento invernale, non possono assumere rilievo ai fini della applicazione della detrazione d’imposta del 55%, consentita in relazione agli interventi di risparmio energetico. Attraverso la tariffa incentivante, peraltro, l’investimento iniziale viene recuperato nel tempo mediante la produzione di energia e, pertanto, il contribuente che volesse beneficiare di tale incentivo non si troverebbe nella condizione di aver sostenuto l’onere sul quale far valere la detrazione d’imposta.
    In relazione allo specifico caso in esame, la scrivente ritiene che laddove l’intervento di riqualificazione energetica realizzato sull’edificio abbia conseguito un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nel decreto 19 febbraio 2007 così come modificato dal decreto del 7 aprile 2008, la contribuente potrà beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dall’articolo 1, comma 344,
    della legge n. 296 del 2006 esclusivamente per le altre spese sostenute per la riqualificazione energetica (costi di isolamento del tetto, manodopera) mentre potrà beneficiare, in riferimento ai costi di acquisto dell’impianto fotovoltaico, della tariffa incentivante e del premio aggiuntivo previsti dall’articolo 6 e 7 del decreto ministeriale del 19 febbraio 2007.”
    http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebb7f8007406be3/ris207.pdf

    peraltro confermata anche recentemente dalla circolare che vieta anche l’accumulo fra 55% e eventuali altri contribuit locali o sovranazionali…

    la circolare non mi risulta esser stata superata da altro parere e del resto anche la guida 2009 conferma quali sono gli interventi detraibili (gli interventi sono definiti e precisi, e devono garantire a quel determinato risultato di miglioramento del consumo energetico):
    http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/ebe9044e47feabd/guida_risp_Energ.pdf

    chi “propala” taroccature?

    ps: per metterla sul costruttivo, che a distruggere son bravi tutti, ma sono un po’ stanchino.
    Per le lampade, verificatane la fattibilità tecnica (che mi pare plausibile) e la sostenibilità, sono anche d’accordo e disponibile pure a lavorarci su. tenendo conto che magari dovremmo anche ragionare sull’effettiva utilità di mantenere impianti a 220volt alternata che alimentano miriadi di alimentatorini a 12 volt continua (nelle lampade, nei led, nelle apparecchiatura). pero’ non essendo un ingegnere lascio ad altri la palla…

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  • Il Vecchio ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 15:04

    Ooh! Ci siamo! Prendo atto della precisazione, ringrazio sentitamente Fiorentini e debbo ammettere di averla fatta ufficialmente fuori sul 55% al fotovoltaico. Con l’Agenzia delle Entrate non posso che essere acquiescente.
    Ma, stanco o meno che sia il mio interlocutore (non gliel’ha ordinato il dottore di buttarsi in politica), preciserei che io opinavo sul dato iniziale “dell’energia primaria” che, quando è basso, consente di arrivare più facilmente alla classe alta. Se si utilizza l’apporto dei pannelli solari proprio per quella “riduzione del consumo per il riscaldamento invernale” (che è la condizione sine-qua-non richiesta dall’Agenzia delle entrate) non c’è bisogno di chiedere l’esenzione del 55% per i pannelli, si chiede l’esenzione del 55% del lavoro complessivo sulla costruzione portata alla classe A (che comprenderà anche il costo dei pannelli). E’ una taroccata? Si! Una delle tante usate per aggirare le leggi.
    Invece sulla questione lampade ci terrei che i verdi ci lavorassero su con convinzione, per contrastare l’immoralità di milioni di compatte buttate antitempo nella spazzatura.
    Lasci perdere le questioni sulle tensioni 230 V e 12 V che non c’entrano nulla ed esulano dalle competenze di tutti i politici di questo mondo, perché nel mondo c’è unanimità di vedute fra gli addetti ai lavori da quando è nota la Legge di Ohm (legge Fisica, impossibile emendarla o abrogarla). Se le pungesse vaghezza di avere qualche ditta in proposito, in privata sede potrei inviarle una breve spiegazione, per ripagarla dell’informazione sul 55% sul foovoltaico. Estense.com è autorizzata a darle la mia mail.

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  • Il Vecchio ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 15:11

    Chiedo scusa: “qualche ditta in proposito” sarebbe ovviamente per
    “qualche dritta in proposito”.

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  • leo ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 16:29

    beh, io un calcoletto fra la maggior efficienza di un solo trasformatore contro 10 piccoli sempre in tensione la farei, tenuto conto anche dei minori costi per la produzione di lampade e altro..
    cmq sia la fattura per il fotovoltaico (solare termico è altra cosa, ed è detraibile) non la si puo’ detrarre, e nemmeno vale ad abbassare il valore del fabbisogno energetico dell’edificio (a quanto ne so).

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  • Il Vecchio ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 19:29

    Vabbè! Facciamo pure il calcoletto, che questo almeno non sarà opinabile.
    La legge di Ohm dice che la potenza elettrica di un utilizzatore è data dal prodotto della corrente che lo attraversa per la tensione di alimentazione.
    Perciò l’alimentatore della lampada Jodina a 12 V 50 W, quando funziona, eroga alla lampada (50 diviso 12) una corrente di 4,17 A (ampere), mentre dal lato 230 V assorbe (supponendo che abbia un rendimento del 90%) 0,19 A (50 diviso 0,9 diviso 230).
    Dal lato della tensione di 230 V c’è quindi una corrente 21 volte più piccola di quella del lato 12 V!
    La legge di Ohm dice anche (per la medesima formuletta di sopra esposta in modo diverso) che la dissipazione di potenza lungo il conduttore è data dal quadrato della corrente moltiplicato per la resistenza del conduttore.
    La resistenza del filo da 1,5 mmquadri che alimenta la nostra lampada è molto bassa, ma non nulla: 13 millesimi di ohm al metro, che moltiplicati per i quadrati delle due correnti danno rispettivamente 0,23 W al metro per la 12 V e 509 MILIARDESIMI di W al metro per la 230 V.
    Questa volta va ancora peggio nel rapporto fra le dissipazioni di linea: quella a 12 V dissipa 453 volte più dell’altra!
    Nel nostro piccolo abbiamo visto il motivo per cui gli elettrodotti che portano l’energia nel mondo sono ad alta o altissima tensione, non per manie di grandezza, ma perché più è alta è la tensione, meno corrente circola e meno si dissipa lungo le linee.
    Visto questo, assecondando il desiderio di Fiorentini, consideriamo di alimentare 10 Jodine da 50 W alla loro tensione a 12 V, che sarà fornita da un unico trasformatore di potenza di 500 W d’uscita. Ma nasce immediatamente un problema nuovo: quel trasformatore deve essere sempre alimentato se vogliamo avere la disponibilità dei 12 V per accendere qualsiasa lampada 12 V a piacere. Quindi assorbe costantemente potenza, poca, ma giorno e notte, solo per rimanere energizzato, mentre le linee di comando delle lampade accese non dissipano più i miliardesimi di W al metro, ma i 0,23 W al metro. Una debacle ecologica!
    Ci sono anche altri dettagli non piccoli nella questione, ma penso che arrivati fin qui, la noia abbia vinto e io Fiorentini ci arrendiamo.

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 19:51

    concordo sul calcoletto (e sulla stanchezza)

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  • Nicola ha scritto il 12 febbraio 2010 alle 21:02

    Caro “vecchio”,
    perdonami la pedanteria, ma quella che citi è la Legge di Joule, esprimibile nelle varie forme che riporti tramite la Legge di Ohm :-)

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  • Il Vecchio ha scritto il 13 febbraio 2010 alle 7:17

    Un politico concorda con un calcoletto rispettoso della Legge di Ohm! Alleluia!
    (l’acuto Nicola mi perdoni, se puo’, sono abituato da troppo tempo a chiamarla così, e a chiamare Effetto Joule un fenomeno che si calcola con la Legge di Ohm. Coi vecchi ci vuol pazienza..)
    La brevissima affermazione è d’importanza epocale: credo che sia la prima volta in assoluto che succede a Ferrara. Andrebbe scolpita nel marmo, a mio avviso, ed affissa sotto il volto del cavallo a fianco al bollettino della vittoria.

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  • Leonardo Fiorentini ha scritto il 13 febbraio 2010 alle 10:54

    Sa com’è, ho fatto l’arbitro per troppo tempo per non rendermi conto che l’uomo è fallibile. mi piacerebbe tanto che anche altri se ne rendessero conto…
    un politico in attesa della targa…

    (ci vuole tempo sa? commissione toponomastica, prefettura, un iter di un paio d’annetti se va bene)

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