La lista Bonino-Pannella presenta il simbolo della laicità a Ferrara

Candidata Chiara Bonora che dopo il ricorso per le nozze gay si sposerà a Barcellona

Mario Zamorani

Si presenta con una donna simbolo della laicità e dell’autodeterminazione. Chiara Bonora, già finita sulle cronache per il ricorso alla Corte Costituzionale per veder riconosciuto il proprio diritto di sposare la sua compagna, correrà alle regionali nella lista Bonino-Pannella di Ferrara.

“La lista si presenta in tutta Italia – esordisce il pannelliano Mario Zamorani e in Emila-Romagna, come in molte regioni, correremo da soli, con un nostro candidato presidente: qui il nostro candidato è il radicale di Rimini Werther Casali, della direzione di Radicali Italiani. Questa decisione è stata presa congiuntamente fra Radicali e Pd che hanno stretto un patto nazionale di consultazione”.

Di programmi si parlerà dopo il deposito formale della lista, a fine mese. “Intanto – premette Zamorani – mettiamo l’accento su due cardini che sono veri prerequisiti per ogni progetto politico: legalità e trasparenza. Nell’Italia dell’illegalità diffusa e imperante e della trasparenza negata, i cittadini pretendono il rispetto delle regole del gioco e della parola data. Pensiamo al caso Delbono, oppure alla mancata nomina di Ignazio Marino all’ospedale bolognese Sant’Orsola”.

E legalità e trasparenza i pannelliani la pretendono anche a riguardo dei manifesti elettorali. Alle ultime amministrative i loro cartelloni sono stati alcuni oscurati alcuni coperti. “Lo scorso anno – ricorda Zamorani – sono ricorso ad uno sciopero della fame e della sete per ottenere giustizia, senza risultati. Ora annunciamo che nei prossimi giorni scriveremo a sindaco, prefetto e questore per comunicare che in caso di violazioni elettorali non solo provvederemo a denunce contro ignoti ma anche a denunce per omissione di atti di ufficio se non si vigilerà e provvederà a garantire elezioni regolari”.

Con Mario Zamorani a Ferrara, oltre Stefano Droghetti,  è candidata appunto Chiara  Bonora. Assieme alla sua compagna, con la quale vive da 11 anni, nei mesi scorsi ha chiesto al Comune di Ferrara di adire alle pubblicazioni matrimoniali. A fronte del diniego del Comune si è rivolta con la compagna al tribunale della nostra città. Il quale, come in altri tre casi analoghi, ha deciso di rimettere alla Corte Costituzionale la decisione di costituzionalità del divieto a contrarre matrimonio tra due persone dello stesso sesso. Una prima decisione nel merito è prevista per il prossimo 23 marzo. Intanto Chiara si sposerà domani a Barcellona con la sua compagna. “Un’altra tappa per il diritto e per i diritti di tutti gli omosessuali – ha detto Chiara Bonora -. Poi ci troveremo di fronte all’assurdo che la mia compagna e io risulteremo ufficialmente sposate per tutti i paesi europei tranne che per l’Italia. A volte viene voglia di espatriare, per vedere riconosciuti i diritti, nostri e di tutti”.

Ma prima occorre raccogliere il numero di firme necessarie: “per presentare la lista ci servono più di mille firme entro il 25 febbraio, abbiamo bisogno dell’aiuto delle donne e degli uomini di Ferrara, solo per presentarci, venite ai nostri tavoli in piazza Cattedrale, al Volto del Cavallo, venerdì mattina, sabato pomeriggio, domenica mattina e pomeriggio, abbiamo bisogno della vostra firma”.

Ai tavoli sarà possibile firmare anche una proposta di delibera di iniziativa popolare per istituire a Ferrara il registro dei Testamenti biologici.

 

18 Commenti in: “La lista Bonino-Pannella presenta il simbolo della laicità a Ferrara”


  • gioachino ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 10:25

    non ho nulla dadire contro i gay e le gaye in attesa che vengano giudicati dal Padre eterno ,non tollero però questa ostentazione inutile grave irresponsabile.che crea gravi danni nei minori.ieri la russa ha aperto le porte a g e l .nessuna discriminazione ma devono fareil loro dovere di militare.èassurdo che un giudice gay legiferi su leggi che riguardano gli omosessuali

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  • Franco ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 13:34

    E questo da dove arriva ?
    Pensavo che il KKK non avesse radici in Italia e invece mi devo ricredere……..mah…….almeno imparasse a scrivere

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  • paola ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 14:12

    @franco, dal medioevo, e lì è rimasto

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  • mario balboni ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 14:41

    e se non fossi d’accordo con le unioni gay sarei anch’io del KKK e nel medioevo? E perchè invece chi è favorevole è “moderno”? Io non offendo nessuno, semplicemente non sono d’accordo.

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  • paola ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 15:23

    cioè lei non è d’accordo che due persone gay si sposino. liberissimo, ma mi chiedo che diritto ha di giudicare il legame fra due altre persone come non degno di essere celebrato, chi è lei per dire che quelle due persone non possono volersi bene ed il loro legame avere un valore, anche nella società.. le unioni gay non pregiudicano la sua eterosessualità. poi lei è libero di credere quello che vuole, di essere infastidito e di espremere il suo pensiero, ma siccome non riguarda la sua vita non credo lei possa decidere al riguardo. saluti

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  • Paolo Schiavi ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 15:42

    A tutte le persone gay totale solidarietà. Verrà il giorno in cui per la maggioranza delle persone essere omosessuali non sarà altro che uno dei possibili modi di essere, tutelato dalla legge a tutto tondo, dal matrimonio al diritto all’adozione.
    Ma allo stato attuale credo che ancora molti il massimo che possano fare è essere “tolleranti”, come se si parlasse di un fastidio o di una patologia.
    La maggior parte di questa gente non riuscirà mai a cambiare veramente la propria visione, non essendo disposta a mettere in discussione convinzioni e paure antiche e radicatissime.
    Quindi temo servirà ancora tempo, ma alla fine sono certo che la società riuscirà a svincolarsi da questi retaggi a mio avviso, scusate la franchezza, indegni del ventunesimo secolo.

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  • gfv ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 16:51

    Mi meraviglio che Chiara si faccia “strumentalizzare” per la sua vicenda personale.
    I radicali dovrebbero portare avanti le loro battaglie senza coinvolgere i diretti interessati a beneficio della “causa” e non dei singoli.

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  • mario balboni ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 17:49

    per paola. non capisco la sua aggressività. ho solo manifestato il mio dissenso. non sono favorevole alle unioni omosessuali perchè per me la famiglia è formata da genitori di sesso diverso. Non sono del KKK, non sono nel medioevo e come lei difende le sue opinioni (che io non ho minimamente criticato) non vedo perchè io non debba difendere il mio punto di vista.

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  • Laura Cioni ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 18:00

    @gfv
    Guardi che sono proprio i casi personali che hanno dato contributi decisivi, nella storia d’Italia, ad alcune delle più importanti conquiste di civiltà, prima ancora che di libertà e diritti civili. Pensi alla pena di morte, all’aborto, al divorzio, a tutti i cosiddetti temi “eticamente sensibili”.
    Onore al coraggio di chi si espone personalmente ad un confronto democratico, per il bene anche di quelli che coraggio non ne hanno.

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  • riccardo70 ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 18:23

    Nessuno critica la libertà e/o la possibilità di due persone di stare assieme, anche se del medesimo sesso. Tuttavia non si può fare a meno di notare come questa situazione non rientri nell’ordine delle cose create da madre natura e non credo mi si possa smentire su questo punto…se poi si dice che due omosessuali abbiano il diritto di crearsi una propria famiglia questo penso sia sacrosanto…ma per favore non cominciamo a dire che sarebbe la cosa più naturale di questo mondo…

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  • gfv ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 18:42

    @Laura Cioni
    Sono pienamente d’accordo con Lei e forse non mi sono espresso adeguatamente.
    Sostengo Chiara che ha avuto il coraggio e la volontà di ricorrere alla Corte Costituzionale ma non ritengo opportuno che sia presa a “vessillo” dei soli radicali (“aborto” “divorzio” e “temi eticamente sensibili” non sono mai stati una loro esclusiva).

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  • paola ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 21:15

    @mario balboni. ha ragione, scusi il mio tono.
    intedevo dire che secondo me non è necessario avere un parere, un’opinione in merito agli omosessuali e alle loro unioni, ognuno è libero di fare quel che vuole, di amare e di vivere con chi vuole, e che non credo ci sia nessuno in grado di decidere se un’unione fra due persone è “normale” “sana” “giusta” etc.

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  • Federico Mongardi ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 21:35

    gfv dice che quei temi non sono mai stata un’esclusiva radicale, io direi piuttosto che non dovrebbero esserlo ma, di fatto, lo sono. Chi mai si è battuto ed esposto in prima linea quanto i radicali su questi temi beccandosi fiumi di insolenze? NESSUNO.

    Per tutti quelli contro le unioni omosessuali una sola domanda: ma che fastidio vi danno? Secondo voi il fatto che qualcuno provi attrazione verso persone dello stesso sesso lo dovrebbe automaticamente escludere dalla possibilità di vivere una vita felice? Si deve nascondere? Deve vergognarsi? In una parola non ha diritto a vivere? Ma altro che KKK, nei vostri confronti i fascisti sono benefattori.

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  • Mario Zamorani ha scritto il 5 febbraio 2010 alle 22:44

    Cara Laura, ti ringrazio di cuore per le tue belle parole. In un Paese un po’ rigido e idolatra, e proprio poco libero, liberale e democratico (nulla contro la religiosità delle persone, anch’io ho una mia ben salda religiosità) mettere la propria faccia e vita per cercare più libertà per tutti è davvero difficile. Voglio bene a Chiara e alla sua lotta. La faccio mia e mi metto al suo servizio, per quanto, poco, posso. Poi mi capita anche di avere altro da dire. So che le conquiste civili e di libertà si possono raggiungere solo esponendosi e lottando.

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  • mario balboni ha scritto il 6 febbraio 2010 alle 9:43

    ringrazio paola per la sua cortese risposta e da parte mia niente di personale. per il signor mongardi: le faccio notare che i fascisti per me non sono benefattori, visto che mio nonno, deportato politico, è morto a Mauthausen deportato dalle brigate nere per una spiata alle officine meccaniche di Trebbo di Reno nell’ottobre 1944. Io avrei dei riguardi prima di dire certe cose, ma capisco che quando uno si fa accecare dalle proprie “crociate” non guarda in faccia a nessuno.

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  • Federico Mongardi ha scritto il 6 febbraio 2010 alle 15:30

    Signor Balboni, lei, evidentemente, quando legge qualcosa non riesce ad andare al di là del significato letterale, estrapolando dal contesto le singole parole; mi pare ovvio che la mia non è un’affermazione ma un paradosso, esattamente come quando si dice, per significare che un rumore si è sentito a molta distanza dalla sua origine, che lo si è sentito da Bologna a Roma, mi sembra persino insensato doverlo anche spiegare. La invito a leggere meglio e ad interpretare i discorsi altrui nel loro complesso anzichè estrapolarne singole espressioni per stravolgerne il senso.

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  • mario balboni ha scritto il 6 febbraio 2010 alle 17:44

    faceva meglio a dire “ho sbagliato”. ma evidentemente non usa. questione chiusa da parte mia.

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  • Federico Mongardi ha scritto il 7 febbraio 2010 alle 16:13

    Lei avrebbe fatto meglio a replicare “sì, mi scusi, in effetti ho solo letto una frase decontestualizzata e non avevo capito il senso”.

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