Zuffa tra cognati per colpa di Facebook
Un ferrarese di 52anni aveva divulgato informazioni personali sul parente
Tutto è nato da un click inopportuno su Facebook: un ferrarese di 39 anni scopre che il cognato, sulla bacheca del social-network, ha pubblicato notizie personali su di lui. Per questo l’uomo ha deciso di affrontare faccia a faccia il parente, che abita nel medesimo stabile, per pretendere delle spiegazioni. Ma da un chiarimento, la discussione è sfociata in una lite furiosa e il “divulgatore telematico”, un ferrarese di 52 anni, ha aggredito il cognato afferrandolo per il collo e strattonandolo. L’uomo, dopo essere stato medicato al pronto soccorso, ha quindi sporto querela nei confronti del 52enne, che è stato infine denunciato per lesioni.
5 Commenti in: “Zuffa tra cognati per colpa di Facebook”
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…facebook…temo che sia veramente un “arma a doppio taglio”,spersonalizza i rapporti tra le persone, svilisce il concetto di amicizia e viola la privacy in maniera importante… Sarà veramente uno strumento necessario x i nostri figli? Sono molto combattuta…
Come tutte le cose innovative..hanno due facce della medaglia…quella incredibilmente utile…..e usata nei modi dovuti e’ formidabile…e l’altra …piu’ oscura subdola e infamante.
Non è colpa di facebook! Anche altre forme di comunicazione o social-network se usate impropriamente possono risultare dannose. Per quanto riguarda i figli vorrei significare a Kika che deve esserci sempre la supervisione dei genitori.
premetto che non mi iscriverò a faccialibro fintanto che non sarò obbligato. Anche perchè trovo il nome cacofonico e urta con qualche cosa nel mio cervello. Con questo non affermo che gli altri non debbano iscriversi, anche perchè faccialibro è lo strumento attualmente più in auge, ma ne esistono tantissimi altri. Volendo anche la mail potrebbe essere un faccialibro che porta sia a spersonalizzazione che a possibili zuffe.
I rapporti tra persone sono catalizzata da uno strumento che è il cellulare, o smartphone. Di fatto questo elemento ora è un’appendice del nostro metacorpo, al pari di una mano. Ho visto persone che tornano a prendere il cellulare anche se vanno a 1 km da casa, “non si sà mai se ne abbiano bisogno”. Faccialibro di per se non è il solo colpevole, siamo noi i colpevoli che appena c’è una qualche novità spinta dalla massa ci impone ad uniformarci perdendo tutti i sensi del limite e del circostante.
Con i ragazzi, che sono permeati dall’insieme di questi strumenti pubblicizzati alla follia, per coloro che sono di vecchio stampo e non in senso negativo, resterà difficile capire questo nuovo mondo in toto, pertanto ritengo che la cosa migliore sia riuscire a delineare la frattura che esiste tra l’essere tecnologicamente relazionato ed esserlo realmente con le persone e l’ambiente.
fev na ca ad giaz