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I gay tristi di Manderioli, presidente Acli

00013362-originalEra prevedibile che la remissione del Tribunale di Ferrara alla Corte Costituzionale del ricorso contro il rifiuto opposto dal Comune di Ferrara a due ragazze che hanno fatto richiesta di pubblicazioni matrimoniali suscitasse qualche reazione scomposta.

Le parole di Massimo Manderioli, presidente provinciale delle Acli di Ferrara, sono però a dir poco stupefacenti: “Io personalmente non ho niente contro, constato piuttosto che chi veramente attraversa una condizione omosessuale è spesso solo e triste, e chi è veramente afflitto soffre in silenzio, non dà spettacolo, mi pare invece ci sia oggi troppa voglia di comparire.”

Manderioli bolla l’azione portata avanti dalla coppia lesbica come volontà di dare spettacolo, ingiuriando in questo modo l’azione civile condotta da due cittadine italiane che chiedono alle istituzioni di avere parità di diritti, e lo fanno seguendo una procedura formale impeccabile.

Sconcerta che ogni volta che si parla di rivendicazioni da parte del mondo omosessuale, si scivoli sempre nella facile e auto-consolatoria constatazione che lo facciamo solo per farci vedere, sorvolando impunemente sul fatto che a tutt’oggi in Italia esistano milioni di persone che per lo Stato sono di serie B, senza i diritti e senza le tutele che sono giustamente previste per tutti i cittadini.

Dà fastidio che non si accetti più questa condizione di imposta inferiorità con silenzio e rassegnazione, dà fastidio che ci si permetta di alzare la testa e chiedere a viso aperto di avere anche in Italia norme e leggi che da anni esistono in tutti i paesi dell’Europa occidentale. Le ragazze di Ferrara stanno semplicemente chiedendo alle istituzioni di uno stato laico dei diritti e delle certezze anche per la loro famiglia, e lo stanno tra l’altro facendo in maniera assolutamente sobria e sottotono, cercando di salvaguardare il più possibile la propria privacy, esattamente il contrario di ciò che sostiene Manderioli.

Volevamo inoltre ricordare a certi nostalgici che sono finiti da un pezzo i tempi in cui gli omosessuali abbassavano gli occhi e vivevano nell’ombra. Per fortuna sono sempre meno gli omosessuali “tristi e afflitti” che forse piacciono a Maderioli, a certa parte della Chiesa Cattolica e a troppa parte del mondo politico.

Gay e lesbiche sempre di più vivono il proprio orientamento sessuale con la giusta serenità e naturalezza di chi ha la certezza che essere omosessuali non è una colpa, o una vergogna, o tanto meno una malattia, e sempre di più trovano la forza di ribellarsi a chi vorrebbe perpetuare in maniera anacronistica una percezione dell’omosessualità smentita dalla scienza e dall’evoluzione sociale.

Per le prossime feste auguriamo alle due ragazze di continuare la loro azione con la fierezza di chi sa di essere nel giusto, e a Manderioli di riuscire a superare la visione cupa e mortificante che ha di noi, dei nostri sentimenti e del nostro mondo.

Flavio Romani – Cristina Zanella
Presidenti CIRCOMASSIMO Arcigay e Arcilesbica – Ferrarafatto da due ragazze che si vogliono sposare


12 Commenti in “I gay tristi di Manderioli, presidente Acli”

  • Massimo Manderioli ha scritto il 21 dicembre 2009 - 10:57

    Carissimi, im merito alle dichiarazioni apparse sulla nuova ferrara di domenica tengo a precisare che sono il presidente uscente delle Acli Ferraresi, come riportato nell’articolo. Ribadisco che nella mia professione di cura e sostegno a tutte le emarginazioni possibili ho spesso incontrato e riscontrato tristezza e solitudine, quindi nulla a che vedere con gli spettacoli dei media. Auguri anche a voi . Massimo Manderioli ex presidente provinciale acli fe

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  • Cristina Zanella ha scritto il 21 dicembre 2009 - 11:51

    Carissimo Manderoli, sì purtroppo solitudine e tristezza da Lei incontrate sono ancora esistenti : oltre al pregiudizio sociale e alla discriminazione istituzionalizzata c’è un altro modo in cui si manifesta l’omofobia, ed è nella sua forma “interiorizzata” che porta a sentimenti di incertezza, inferiorità e vergogna nonchè convinzione di essere rifiutati o identificati con stereotipi denigratori.Da qui scaturisce il dolore.Noi cerchiamo di lottare contro tutto ciò, per l’affermazione piena di tutte le soggettivita e così facendo ,perchè no, per la loro felicità.Di nuovo un augurio di sereno Natale.
    Cristina Zanella

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  • Patrizia Turchi ha scritto il 21 dicembre 2009 - 12:03

    Caro Manderioli, la tristezza e la solitudine che ha riscontrato tra i gay la causano le persone come lei, quelle che ribadiscono in continuazione che siamo sbagliati, e innaturali. Lo causa lo stillicidio di immagini e commenti negativi che siamo costretti a sentire e subire sin da prima di affacciarci all’adolescenza. Si rende conto delle parole che usa? ” condizione omosessuale, chi è veramente afflitto…” ma cosa dice? Non siamo malati. Se questo è il suo approccio faccia un’esame di coscienza, a voi cattolici piace tanto farli, e si chieda cosa le da veramente fastidio delle nostre vite, cosa la turba, cosa la disgusta… siamo esseri umani come voi, che amano come voi, perchè ci odiate in modo così profondo?

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  • Ester ha scritto il 21 dicembre 2009 - 12:08

    Posso commentare favorevolmente sulla pubblicità presente in questa pagina: Gay and Lesbian Cruises e volti di gay felici in crociera. Se si tratta di una coincidenza è veramente una coincidenza simpatica!!!!

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  • Stefano Guidi ha scritto il 21 dicembre 2009 - 12:09

    La posizione delle Acli, a nome delle quali si presume Manderioli abbia titolo di esprimersi, è la solita manifestazione di intolleranza da parte del mondo cattolico nei confronti dell’omosessualità e dei diritti degli omosessuali. Niente di nuovo sotto il sole. La tattica è la solita: demonizzare mentendo senza scrupolo, come quando dichiara che l’iniziativa era volta a far spettacolo, nemmeno le due ragazze fossero andate in televisione a perorare la loro causa. Quanto alla presunta tristezza di gay e lesbiche: 1. forse gay e lesbiche tristi che ha conosciuto lui sono quelli e quelle che continuano a rimanere cattoliche e sono tristi per come vengono trattate dalla Chiesa. 2. O, anche, Manderioli pensa agli innumerevoli sacerdoti che praticano la loro omosessualità, purtroppo, anche sui bambini. 

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  • Alfred ha scritto il 21 dicembre 2009 - 13:00

    Caro Manderioli, ma come si permette di commentare le scelte personali degli altri, sono scelte di vita che sicuramente, non vanno ad inefficiare la libertà altrui, continuare sù questa strada dell’intolleranza non porterà da nessuna parte, stabilire come ci si deve sposare o come stare insieme è un’intolleranza incredibile che va contro la covivenza civile; ve lo dovete mettere in testa che in’Italia non siamo tutti cattolici, è chi fa una scelta di questo tipo mica và a delinquere, infine com’è nel vostro credo siamo tutti figlio di Dio, è non credo che questa intolleranza rientra nel concetto della Pietas di Dio, BUONE FESTE

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  • Michela Poser ha scritto il 21 dicembre 2009 - 13:33

    Il problema Signor Manderioli è che pare che su certi argomenti non sia possibile aprire un confronto costruttivo.
    Il suo unico commento all’articolo è stato per ribadire che nella sua professione ciò che ha riscontrato è afflizione, solitudine e tristezza.
    Mi scusi ma è come se un nutrizionista dichiarasse che da lui/lei vanno solo quelli che hanno bisogno di equilibrare la dieta.
    Col che voglio dire che se sono profondamente e convintamente cattolica, non credente, ma cattolica, sarà difficile che sia allegra scoprendomi omosessuale, data la desolante immagine che ne ha la Chiesa. Sarà anzi probabile che mi senta non poco in conflitto fra le mie pulsioni emotive autentiche e il modo in cui ciò in cui credo le rappresenta. E questo, posta una sensibilità media, mi procurerà per forza tristezza e afflizione.
    Per cui provi a fare un salto al di là della sua deformazione professionale e prenda atto che per ogni omosessuale triste e afflitto che lei incontra ce ne sono molti altri che posseggono la serenità rispetto al proprio orientamento e che in virtù di questo costruiscono relazioni sociali e sentimentali per cui, come ogni altro essere umano, non si sentono né soli né afflitti. E prenda anche atto che in una logica di serenità e responsabilità, di persone adulte e consapevoli, troviamo ingiusta la disparità di trattamento da parte delle istituzioni e la sempre più indifendibile negazione dei diritti di cui ogni altro cittadino non omosessuale gode.
    Questo Signor Manderioli non è spettacolo, non è mania di protagonismo, ma è l’atto profondamente civile di chi sa che una società migliore passa attraverso la realizzazione anche personale degli individui che la compongono e non certo attraverso la loro mortificazione.

    P.S.: per Stefano Guidi: le persone che abusano dei bambini si chiamano pedofili. L’orientamento sessuale nelle violenze non centra niente.

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  • Stefano Guidi ha scritto il 21 dicembre 2009 - 15:38

    Per Michel Poser: non ho assolutamente sostenuto che l’orientamento sessuale influenzi le violenze. Ho inteso solo essere polemico nei confronti di chi predica bene e razzola male. Piuttosto è la prima volta che leggo di qualcuno che si professa cattolico ma non credente. E sono estremamente incuriosito.

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  • Michela Poser ha scritto il 21 dicembre 2009 - 16:10

    No Stefano non sono né cattolica né credente. Volevo solo dire che i credenti che hanno una fede ma non per questo seguono alla lettere i precetti delle varie chiese, se la passano meglio.

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  • elisabetta ha scritto il 21 dicembre 2009 - 21:34

    signor manderioli, sono lesbica, ho una fidanzata e un figlio e purtroppo per lei sono al settimo cielo!

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  • loredana ha scritto il 21 dicembre 2009 - 21:57

    Venga a vedere di quanta felicità siamo portatori/portatrici, si stupirà nel vedere quanto è inutile essere tristi e afflitti quando possiamo essere quello che siamo.

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  • ichi ha scritto il 23 dicembre 2009 - 12:36

    sono gay sto con il mio ragazzo da 15 anni sono felicissimo …. non vorrei mai essere etero .
    Faccio una festa tra qualche giorno ( ci sono gay ed etero saremo una ventina ) se lei vuole venire c’è pure il karaoke.

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