Economia e Lavoro
8 Ottobre 2023

Politica Agricola Comune (Pac), contraddizioni e criticità di una norma al primo anno di attuazione

di Redazione | 3 min

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La programmazione dei fondi europei della Politica Agricola Comune (P.a.c.) è stata al centro dell’incontro voluto da Coldiretti Ferrara che si è tenuto giovedì 5 ottobre nella sala delle Bifore della delizia del Belriguardo di Voghiera, con la presenza di oltre 200 imprenditori. Il taglio volutamente tecnico e operativo, attraverso le relazioni dei tecnici del C.a.a. di Coldiretti Ferrara, Giorgio Legnaro e Irene Tassoni, ha fatto emergere le contraddizioni e le criticità di una norma al primo anno di attuazione, con diversi punti ancora da verificare nella applicazione pratica in campo.

La normativa derivante da un impianto legislativo comunitario e successivamente dal Piano Nazionale, consente l’accesso a contributi per le aziende agricole a seconda del tipo di impresa, di coltura e di tecnica agronomica e produttiva adottata, con un occhio di riguardo verso attività di cura e protezione del paesaggio e dell’ambiente, con la possibilità di crescenti livelli di contribuzione al crescere degli “impegni” che da qui al 2027 l’azienda agricola si assume.

Sono servite oltre tre ore per dipanare alcune particolarità che rappresentano le principali novità della programmazione 2023/2027, come gli ecoschemi, le rotazioni colturali, i terreni a riposo, le tecniche più rispettose verso l’ambiente, facendo percepire in modo evidente che ogni azienda richiede una particolare analisi per poter trovare l’assetto migliore tra la produzione ed impegni che si traducano nel massimo possibile di sostegno finanziario.

“Il nostro interesse e scopo – ha sottolineato il direttore di Coldiretti Ferrara Alessandro Visotti, nel ringraziare i numerosi presenti – è di far sì che ogni socio possa avere il massimo possibile di sostegno, utilizzando in modo assolutamente peculiare e personalizzato per la propria realtà aziendale le diverse misure previste dalla P.a.c. Sappiamo che ad ogni nuovo ciclo di programmazione si riparte con novità e quindi dubbi e criticità, ecco perché diventa fondamentale non fermarsi alla lettura delle regole, peraltro assai complesse, ma occorre una vera e approfondita consulenza individuale, per in qualche modo, cucire su misura, il piano aziendale annuale che porta alla redazione del piano colturale ed alla fine alla domanda di contributi”.

“Così come – conclude – importantissimo confrontarci di persona, con i nostri tecnici e con le imprese per cogliere tutte le sollecitazioni utili a modificare e rendere più consone regole e normative che una possibile revisione di medio termine della Pac, potrebbero rendere più accessibili e meno complesse nella loro trasposizione alla realtà di campagna. Abbiamo voluto sollecitare l’attenzione dei nostri agricoltori affinché nella predisposizione delle colture per la prossima campagna abbiano nozione dei comportamenti da adottare finalizzati al rispetto delle norme ed al pieno utilizzo delle risorse comunitarie, esperienza che replicheremo ulteriormente sul territorio, mettendoci a disposizione, nei nostri uffici per valutare le diverse esigenze e consigliare sulle opportunità che queste norme impongono, senza tacere delle incoerenze che ci troviamo a dover gestire nell’ambito anche della stessa coltura, come il contributo regionale per i risicoltori da un lato e dall’altro il divieto di bruciatura delle stoppie del riso stesso che è una pratica indispensabile nei nostri territori per poter fare la coltivazione”.

In chiusura spazio anche al progetto Goi Circular Farming, che ha visto aziende ferraresi partecipare ad uno studio con fondi europei, a cura di Università ed Enti di Ricerca sulla gestione dei reflui zootecnici

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