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Buoni genitori, mamme e papà gay a Ferrara

Incontro/dibattito sul tema delle famiglie omogenitoriali

Chiara LalliL’Istituto Gramsci di Ferrara e Circomassimo Arcigay e Arcilesbica promuovono un incontro/dibattito sul tema delle famiglie omogenitoriali che si terrà oggi alle ore 18 presso la Sala dell’Arengo – Palazzo del Comune, in Piazza Municipale n. 3 a Ferrara.
Sarà questa l’occasione per presentare il libro “Buoni genitori – Storie di mamme e di papà gay”, Il Saggiatore, 2009, scritto da Chiara Lalli, docente di Logica e filosofia della scienza all’Università La Sapienza di Roma. Oltre all’autrice, interverranno Paolo Veronesi dell’Istituto Gramsci, Chiara Bonora, esponente ferrarese di Famiglie Arcobaleno, l’associazione di genitori omosessuali, e Paola Bastianoni, professore di Psicologia dinamica all’Università di Ferrara.

«È troppo semplicistico ritenere che un bambino, per crescere in modo equilibrato, abbia bisogno della presenza di un padre e di una madre di sesso diverso. Nessuna ricerca scientifica dimostra che essere figli di omosessuali è pericoloso per l’acquisizione della propria identità di genere. La verità è che la società ha bisogno di tempo per adattarsi ai cambiamenti: basti pensare a quello che è successo 30 anni fa ai figli dei separati, che si sentivano a disagio e cercavano di nascondere la loro realtà. Adesso, invece, essere figli di separati è quasi normale” (Umberto Veronesi, 2006)

Genitorialità ed omosessualità sono stati a lungo percepiti come termini antitetici: lo stigma sociale che grava sull’omosessualità ha costruito una roccaforte di silenzi e menzogne intorno al vissuto dei genitori omosessuali e dei loro figli, al punto di renderli invisibili. Ora una nuova generazione di gay e lesbiche si trova a vivere alla luce del sole e i genitori si rendono conto che i loro figli non sono contemplati né dalla legge né dalla società.

Nel 2005 L’American Academy of Pediatrics attivò uno studio mirato a esaminare la salute psicologica di bambini cresciuti con genitori omosessuali, passando in rassegna tutta la letteratura scientifica reperibile. I risultati delle ricerche dimostrarono che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli allevati da genitori eterosessuali. Più di 25 anni di ricerche documentano che non c’è relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino.

Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali od omosessuali, possono essere ottimi genitori.
Si smonta in questo modo l’obiezione più comune, cioè che avere genitori omosessuali andrebbe contro l’interesse del bambino. A ciò l’American Psychoanalythic Association risponde: “E’ nell’interesse del bambino sviluppare un attaccamento verso genitori coinvolti, competenti e capaci di cure. La valutazione di queste qualità genitoriali dovrebbe essere determinata senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale”.


7 Commenti in “Buoni genitori, mamme e papà gay a Ferrara”

  • roberto ha scritto il 18 novembre 2009 - 17:57

    Credo che la società attuale non sia ancora in grado d’accettare questo stato di cose.Mi spiego: a scuola: “lo vedi quel bambino?” dice un amichetto ad un altro, “ha entrambi i genitori maschi”. .Ho usato il termine “genitori maschi”, ma certamente il bambino avrebbe detto , e pensate che si fermerebbero lì? il bambinio in questione sarebbe deriso, e additato da tutti. Come farebbe a capire? A discernere? Rispetto ai compagni non si sentirebbe lui un diverso? Nessuno può negare a ragion veduta che due genitori di pari sesso non siano in grado di amare ed educare un bambino, non è questo il punto.Il punto è che sarebbe lui a sentirsi un “diverso” nei confronti dei compagni; e tutto questo non sarebbe un comportamento egoistico, irresponsabile, da parte dei genitori omosessuali, che hanno pensato solo a fare e sentirsi genitori, per un loro egoismo personale senza considerare che il loro “figlio”, fuori dalle mura domestiche, avrebbe molti più problemi e molto più traumatici di quelli che possano avere i loro “genitori”? Ricordate il bellissimo film” Indovina chi viene a cena”? con Spencer Tracy, Sidney Poitier. Ecco, quello era un tema razziale, ma vi sono molte assonanze, il padre di lei, spencer, non era contrario al matrimonio di lei con un uomo di colore, Sidney, ma delle difficoltà che evrebbero avuto in seno alla società d’allora (beh anche quella attuale, credo). Penso che i tempi non siano anocra maturi…domani…chissà, forse, ma oggi sarebbe massacrare quel povero “figlio”

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  • al ha scritto il 18 novembre 2009 - 22:36

    credo non sia questione di tempi non maturi. si deve innanzi tutto pensare alla liberta’ e all’educazione di quel bambino, che possa essere libero di decidere della propria vita e di non essere obbligato a subire educazione ed esempi tutt’altro che naturali. I tempi non saranno mai maturi per stravolgere la natura, per assoggettarla ai nostri desideri e piaceri: potra’ forse accadere un giorno che sembrera’ normale violentare la natura, ma non sara’ mai un bene. Bene e male non possono essere valori che si trasformano nel tempo. Lo stravolgimento di questi valori ha portato soltanto gravissimi orrori ed il mondo non sara’ mai maturo per riviverli.

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  • chiara ha scritto il 19 novembre 2009 - 12:38

    non so se siete consapevoli che omosessualità non implica sterilità.non capisco in cosa si violi la natura. Parliamo di genitori vedovi che crescono figli da soli o di ragazze madri, cosa ci trovate di contro natura? e come può il mio orientamento sessuale interferire con l’educazione, la formazione e la crescita dei miei figli? parliamo dell’omofobia interiorizzata o meno…parliamo della mancanza di riconoscimenti…parliamo delle offese verso le persone omosessuali che trapelano anche dai vostri commenti, ma che escono dalle bocche di politici, esponenti religiosi…chiedetevi se questo non possa essere causa di sofferenze per i nostri figli: sentir sempre denigrata la categoria alla quale fanno parte i propri genitori, sentirli giudicare… Loro vivono circondati di amore e la società è davvero pronta..deve solo venire a contatto con queste realtà che per fortuna sono tante. Comunque se siete interessati vi posso dare una bibliografia di testi esteri (davvero tanti) che tranquilizzerebbero le Vostre preoccupazioni e che possono scientificamente provarVi quanto i bambini cresciuti in famiglie omogenitoriali stanno esattamente come gli altri. a disposizione.

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  • Roberta ha scritto il 19 novembre 2009 - 14:15

    i tempi sono maturi perchè ci sono già famiglie omogenitoriali e ci sono già figli di genitori omossessuali. Questi bambini vanno a scuola assieme ai figli delle coppie che voi definite tradizionali, non hanno problemi d’integrazioni, personali o altro, SONO ESATTAMENTE UGUALI AGLI ALTRI, lo dicono gli insegnanti, le persone a contatto con loro, i pedriatri, gli studiosi.
    Riguardo alla libertà di scelta dei figli, a mio avviso è un concetto molto vago e di per sè nn dice nulla, cosa intende dire? che sono liberi di scegliere quello che vogliono ( stiamo parlando di bambini e non di adulti…) A mio avviso sposterei l’attenzione sui diritti ovvero al diritto di ogni bambino ad essere amato, accudito e cresciuto con amore. Non lo dico io lo dicono 30 anni di studi internazionali ( USA e EU principalmente ) e ora anche ITA.
    In merito alla “famiglia tradizionale” vorrei sapere a quale si riferisce; a quella precedente alla riforma della giurisdizione degli anni 70?ovvero quando il diritto prevedeva il matrimonio riparatore in caso di stupro di una donna ed altre che non sto a citare ma che vi consiglio di leggere per capire meglio da dove nasce questa idea di famiglia tradizionale.
    Infine invito tutti ad informarsi sulle reali famiglie italiane oggi ( c’è una ricca letteratura in merito e anche molti autorevoli convegni) . Noterete che ci sono molti modi di essere famiglia senza che uno vada a scapito dell’altro.

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  • Rho ha scritto il 19 novembre 2009 - 21:34

    Mio figlio ha sette anni e frequenta la seconda classe. Nessuno lo ha mai discriminato, bambine/i, genitrici/ori e maestre/i non hanno problemi con noi, anzi capita che ci fermiamo a parlare con gli altri adulti di omofobia e transfobia. Con le/i docenti è in atto uno scambio di informazioni utili. Infine, a mio figlio, ho spiegato che potrebbe succedere che qualcuno gli rivolga domande e che non c’è niente di strano in questo, può dire in tutta tranquillità ciò che preferisce e rifiutarsi di rispondere se non ha voglia di parlare. Se qualcuno lo deride o critica può sentirsi tranquillo della nostra serenità, forza, amore e autenticità. Credo sappia riconoscere cosa è vero e cosa no rispetto al suo vissuto. Gli ho anche spiegato che in genere non è una bella cosa prendere in giro nessuno in quanto diverso da se.

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  • Tommaso Giartosio ha scritto il 19 novembre 2009 - 23:10

    L’esempio di “Indovina chi viene a cena?” è calzante proprio perché Tracy si rende conto che i due giovani nonostante tutte le difficoltà devono compiere la scelta giusta, e che il pensiero dei bambini che nasceranno non può e non deve trattenerli. In questo senso il film è assolutamente chiaro, e ha ragione.

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  • Fabrizio Paoletti ha scritto il 23 novembre 2009 - 23:22

    al, la natura ci ha creato omosessuali e anche padri, ci ha forzati a percorrere un cammino di perseguire una famiglia anche se il nostro orientamento sessuale era omosessuale, abbiamo creato una famiglia che non stava in piedi e abbiamo causato dolore e separazione, ora mia figlia è fantasticamente serena, ha un padre e una madre separati che vivono alla luce del sole una nuova relazione con un loro nuovo compagno e mia figlia gode al pieno dell’amore e dell’attenzione di entrambi i suoi genitori, ma questo perchè entrambi i genitori si sono compresi e si sono accettati l’un l’altro per quello che sono e hanno mantenuto al centro della loro vita l’amore per questa figlia che hanno messo al mondo. Ma quindi questa natura ha creato questo scherzo e forze ne crea anche altri. e dove mi spieghi la bontà di una natura di per sè inintelligente? io vedo molto molto meglio la scelta di amore che una coppia di qualunque orientamento sessuale essa sia che decide di mettere al mondo dei figli e di amarli e di crescerli. e vedo innaturale tante delle leggi che regolano questo mondo, dalla castità al celibato, dalla pena di morte alla tortura. e tutte innaturali sono le comodità della vita moderna che ci consente di dormire su dei materassi e non su delle pelle, che ci fornisce fornelli dove cucinare e non ci impone di fare dei falò e l’uso di pentole e posate sono naturali? non prendiamoci in giro, l’ uomo plasma il suo mondo da quando è uscito dalle caverne, negarlo quando ci fa comodo è pura ipocrisia .. è l’ amore che fa una famiglia, nessuna altra cosa. e per favore documentatevi che ci sono studi non di parte che hanno preso in considerazione le nostre famiglie che non vivono nelle catacombe e che sono aperte al mondo dove i nostri figli hanno esperienza di maschile e femminile cos’ come ricevono dai loro genitori con piena efficacia le attenzione dei ruoli materno e paterno democraticamente esercitati da entrambi i genitori come avviene in tutte le famiglie eterosessuali moderne dagli anni 60 in poi anche in questo nostro paese. baci Fabrizio

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