mar 14 Set 2010 - 163 visite
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Turbogas ed energia ‘extraterrestre’

Egregio Direttore,

attraverso le pagine del suo quotidiano on-line ho seguito il dibattito sulla Turbogas e sull’energia.

Essendo questi temi a me cari per motivi risaputi, desidero fare sull’argomento alcune riflessioni.

Ricordo che la localizzazione è un fattore decisivo per la realizzazione d’impianti impattanti, come certamente è una Centrale elettrica da 800 Mwe, osservo che alcuni elementari principi di cautela e prevenzione avrebbero dovuto “illuminare” quanti politicamente hanno voluto, favorito e realizzato questo mega-impianto termoelettrico a Ferrara:

1)    condizioni meteo-climatiche avverse a un costante rimescolamento degli strati d’aria

2)    persistenti periodi d’inversione termica, soprattutto invernali, favorenti l’addensamento degli inquinanti al suolo

3)    forte incidenza di patologie tumorali soprattutto a carico dell’apparato respiratorio

4)    elevatissima produzione di CO2, gas clima-alterante (diversi milioni di T/a)

5)    elevatissima produzione di NOX(diverse migliaia di T/a), precursori di polveri ultrasottili per un fattore 0,8 (giudicate dall’O.M.S. le più pericolose per la salute umana)

6)    eccessiva concentrazione di gas naturale (altamente infiammabile), oltre un miliardo di m3 l’anno, in un sito di lavorazione e stoccaggio di migliaia di T/a di sostanze chimico-tossiche, drammaticamente vicino alla città, già annoverata come “territorio a elevato rischio ambientale”

7)    elevato inquinamento acustico in una zona, in tal senso, da tempo sottoposta a notevoli pressioni ambientali

8)    lacunoso e controverso studio d’impatto ambientale preventivo, non terzo e alternativo a quello dei richiedenti l’opera

9)    totale assenza di uno studio d’impatto sanitario

10)                      elevatissima quantità di calore e umidità dispersi in aria per 365 giorni l’anno

 

Sicuramente molte altre ragioni potrebbero essere aggiunte a quelle sanitarie, senza per questo… “voler ritornare alle candele”.

Perché mai, se non per motivi di profitto economico in regime di Cip6, si sono sostituite due centrali per totali 80 Mwe con una da 800 Mwe, essendo già operante all’interno di quel sito un’altra Turbogas da 150 Mwe?

Non sarebbe stato più giusto e “socialmente equo” evitare grosse concentrazioni d’impianti energetici in un unico territorio, pianificando e favorendo la “ micro generazione diffusa” capace di scongiurare pesantissime pressioni ambientali?

Purtroppo in assenza di uno strategico “piano nazionale energetico” è il “mercato” che domina la pianificazione energetica nel nostro paese.

Ciò certifica, di fatto, una volontà politica di fare dell’Italia un paese produttore ed esportatore di energia perché, già ora ma ancor più una volta completate le centrali cantierate, ne produrremo più di quella che consumeremo.

Economicamente nulla da eccepire… se non fossimo, dati sanitari alla mano, costretti a introdurre la variabile “costo sanitario”. Per le sole polveri sottili è stato stimato un costo sanitario per le popolazioni pari a 15 euro per ogni Kg di PM10 prodotto.

E quanto ci costa la CO2 generata da questi mega-impianti a combustione? L’Italia ha numerosissime procedure d’infrazione pendenti a Bruxelles per violazione della legislatura ambientale che comporteranno multe fino a 2,5 Miliardi di euro!

Allora cosa fare? Per un approccio serio e non integralista dobbiamo partire da un presupposto di base: essendo la popolazione mondiale in costante crescita e necessitando in prospettiva quantità d’energia maggiori, la terra non può continuare a bruciare e inquinare “irrimediabilmente” se stessa.

E’ necessario considerare ciò che alcuni scienziati di settore affermano da tempo: abbiamo necessità d’approvvigionamento energetico extraterrestre.

Il Sole invia sulla terra in circa 40’, l’energia che tutta l’attuale umanità consuma in un anno!

Liberandoci da questa sorta di “schiavitù” petrolio-centrica, dobbiamo investire in ricerca e tecnologie capaci di farci ottimizzare i costi per il completo sfruttamento dell’inesauribile ed ecologica energia solare. Ciò produrrà anche notevoli opportunità lavorative.

Nell’immediato, invece d’invadere i territori con pericolosissime mega-strutture a combustione, possiamo puntare su alcuni punti strategici:

1)    migliorare l’efficienza energetica favorendo il risparmio energetico

2)    promuovere la micro generazione diffusa

3)    dove il territorio lo consente, sfruttare l’eolico, il fotovoltaico, le maree e l’energia geotermica.

Ricordiamo sempre a noi e ai nostri figli che i combustibili fossili…sono energia solare a scoppio ritardato, che il vento origina perché il sole scalda imponenti masse d’aria e che la generazione idroelettrica è possibile sempre perché il sole favorisce l’evaporazione e con le piogge il riempimento degli invasi.

Petrolio e combustibili fossili in genere, inquinano, fanno la ricchezza di pochi e…creano problemi di salute a molti.

Mario Testi, Comitato Civico “FerrAriapulita”

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  • Lou

    Vorrei sapere se l’ASL ha fatto delle rilevazioni sull’inquinamento acustico prodotto dalla centrale.
    Perchè così “ad orecchio” appare ben sopra ai limiti di legge.
    La legge non è uguale per tutti? Forse vale per un pub ma non per una centrale?

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  • andrea rossi

    Viva la turbogas, abbasso le candele.

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  • Tommaso Mantovani

    Bentornato Mario, sempre informatissimo e passionale. Sottolineo inoltre, oltre al CIP 6 che potrebbe arrivare a donare all’inceneritore di Hera qualcosa come 14 milioni di euro (fonte: marco caldiroli, medicina democratica), c’è il business del gas naturale (volgarmente detto metano, ma c’è anche altro): dal 1 luglio 2007, il ministro Bersani ha liberalizzato il costo di gas ed energia, innescando un processo di accaparramenti, speculazioni e compra-vendita di gas che spiega benissimo i boom di centrali a cogenerazione (“turbogas) e investimenti in tutto il mondo, specie in Russia.Cioè, io compro gas o energia a un prezzo basso e poi la vendo al mio stato o a uno vicino che me la paga di più. In questa catena di S.Antonio ci sono royalties, valori aggiunti che danno ricavi impressionanti: basta vedere come i titoli energetici siano crollati molto meno degli altri.

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  • peppespò

    Bravo Mario, concetti e numeri espressi con chiarezza e convinzione. Quello di cui abbiamo bisogno è una rivoluzione culturale e cioè: ridurre i mega impianti e favorire i micro impianti. Non è facile e servirà del tempo, ma bisogna tendere a questo se vogliamo salvaguardare la salute delle prossime generazioni. Per esempio i comuni potrebbero rendere obbligatori per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni radicali l’installazione di pannelli solari e/o fotovoltaici, nel giro di qualche anno si potrà già spegnere qualche mega impianto.
    Sig. Rossi nessuno vuole tornare alla candele, ma convenga con me che di elettricità se ne spreca troppa, e una gestione intelligente (direi per il parsimoniosa) ridurrebbe sensibilmente il bisogno di che abbiamo di continuare a bruciare e incenerire.
    Hasta la salute siempre!

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  • Genitore preoccupato

    Avendo dei figli, sono seriamente preoccupato per il loro futuro sanitario-ambientale. Ritengo che il competente e non livoroso intervento di Mario Testi abbia contribuito ad inquadrare seriamente il problema indicando anche la via migliore da intraprendere per contribuire a risolvere i problemi energetici di questo Paese. Ho molto apprezzato anche il richiamo alla possibilità di prospettiva occupazionale legato ad un completo sviluppo della “green economy”.

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  • andrea rossi

    ri-viva la turbogas, ri-abbasso le candele. E perchè non proporre di mettere assieme le dinamo di tutte le biciclette? sono convinto che un bel black out estense – non di un giorno ma di una settimana – farebbe diventare pro-centrale anche l’amico baldisserotto…

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