Cronaca
22 Agosto 2010
Due arresti per i carabinieri. Ospitavano squillo nei loro appartamenti

Scoperte case a luci rosse per i clienti facoltosi

di Marco Zavagli | 3 min

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La chiamavano “la Reina”, la regina. Tutte osservavano un atteggiamento deferente nei suoi confronti e la rispettavano con un atteggiamento quasi timoroso. I residenti della zona di via Oroboni la potranno ricordare mentre passeggiava verso il caffè seguita dal codazzo delle sue giovani donne, che la seguivano a debita distanza.

La regina è finita in manette. Per lei l’accusa è sfruttamento della prostituzione. Tutto è iniziato con diverse lamentele ed esposti degli abitanti di due diverse vie della città, via Aguiari, nella zona di via Oroboni, e via Fogazzaro, vicino a via Bologna. I residenti lamentavano uno strano via vai in quegli appartamenti. E non avevano tutti i torti.

Le indagini svolte dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Ferrara hanno fatto emergere un giro di prostituzione che si svolgeva all’interno di due abitazioni, regolarmente in affitto, dove i militari, coordinati dal maggiore Gabriele Gainelli, hanno fatto irruzione, identificando sei ragazze, tutte di origine sudamericana, ma con documenti spagnoli. arrivavano con frequenza settimanale o bisettimanale per sistemarsi negli appartamenti  “a luci rosse”.

Yasaira Alonso Herrera

E il giro di clienti era notevole. In particolare chi approfittava delle attenzioni delle ragazze erano professionisti, persone facoltose, di tutte le età.

Dopo i primi sopralluoghi, le osservazioni degli andirivieni nei due domicili, le chiamate fatte dagli stessi uomini dell’Arma che si sono finti clienti per appurare lo svolgimento dell’attività illecita, i carabinieri hanno svolto gli accertamenti sulla proprietà degli immobili e i contratti di affitto. Da questi ultimi è stato possibile risalire ai relativi titolari che, in definitiva, sarebbero risultati – secondo gli indizi raccolti – i favoreggiatori del giro di prostitute.

Si tratta di Luis Manuel Ventura Becerra, 27 anni, e Yasaira Alonso Herrera, 30 anni (la “Reina”, da cui il nome dell’operazione), venezuelani residenti da qualche anno a Ferrara. Entrambi sono finiti in manette con l’accusa di concorso in favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Luis Manuel Ventura Becerra

I due, come raccolto poi dagli inquirenti in sede di interrogatorio, avrebbero ottenuto un profitto di 80 euro al giorno per ognuna delle squillo che abitavano nelle loro abitazioni. Calcolando che c’erano tre ragazze per casa, ognuno di loro intascava qualcosa come 6.000 euro al mese.

I due, oltre a mettere a disposizione gli appartamenti, si occupavano anche delle inserzioni sui quotidiani, su giornali di annunci e siti internet. Proprio dai numeri reperiti da queste inserzioni, i carabinieri sono riusciti a scoprire che più utenze telefoniche facevano riferimento a uno stesso indirizzo.

Nel momento del blitz i carabinieri hanno trovato i due appartamenti attrezzati con i “ferri del mestiere” e le stanze accuratamente preparate per ricevere i clienti: camere da letto con climatizzatori, luci soffuse, drappi e tendaggi e accessori vari. Oltre a questo sono stati rinvenuti e posti sotto sequestro vari telefonini che sarebbero stati utilizzati da prostitute e dagli arrestati per ricevere le telefonate dei clienti o comunicare tra di loro.

Ma le indagini dei militari sono destinate a non fermarsi qui. E non solo per capire come avveniva il reclutamento in Sudamerica e perché i documenti erano di provenienza spagnola. Nel corso delle perquisizioni sono stati rinvenuti diversi oggetti ritenuti dagli investigatori provento di altri reati che avrebbero interessato Ferrara negli ultimi tempi. Su questi si sta focalizzando l’attenzione dell’Arma per gli opportuni accertamenti. Intanto i due venezuelani e una delle prostitute dovranno per questo rispondere anche di ricettazione.

La Reina è stata portata al carcere femminile della Dozza di Bologna, mentre Ventura Becerra si trova rinchiuso nell’Arginone di Ferrara. Gli arresti sono già stati convalidati dal gip del tribunale di Ferrara.

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