mar 14 Nov 2017 - 557 visite
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“Influenza sottovalutata”, vax days e “nuova mentalità del personale”

Copertura non ancora sufficiente. Rischio soprattutto per persone anziane e con problemi cardiovascolari

di Cecilia Gallotta

La scoperta dei vaccini è “un valore sociale per la salute del territorio”, e il direttore generale Ausl Claudio Vagnini ne dà subito dimostrazione vaccinandosi, davanti agli organi della stampa, al termine della conferenza, assieme a quasi tutta la rappresentanza medica della provincia.

“Aver vaccinato il 56% degli over 65 lo scorso anno con l’antinfluenzale è un traguardo – esordisce Vagnini – ma non è ancora abbastanza”. La copertura antinfluenzale, secondo il direttore generale, si rende necessaria “per coprire tutte le problematiche dovute alle complicanze cardio-respiratorie su tanti pazienti che poi si sono dovuti ricoverare: una situazione che non si dovrebbe replicare”.

Secondo Eugenio Di Ruscio è proprio l’influenza in particolare “ad essere sottovalutata: si pensa che basti stare qualche giorno a letto e si risolva. Si tratta invece di una malattia sistemica che comporta un lento processo di recupero – illustra il direttore sanitario Ausl – soprattutto nelle persone anziane o con problemi cardiovascolari”. Questo si aggiunge al “nuovo ceppo australiano in arrivo – paventa il direttore della sanità pubblica dell’Asl Giuseppe Cosenza – che si prospetta particolarmente virulento con l’arrivo dei primi freddi”.

Ancor più necessaria la vaccinazione degli operatori sanitari, “la cui copertura non supera il 30%, e che ora non hanno più scuse per non vaccinarsi”, ironizza Cosenza, perché saranno organizzati quattro ‘vax-day’ in loco, rivolti a tutti gli operatori sanitari ma anche ai familiari dei pazienti ricoverati, potenziali “portatori virulenti”. In particolare, nella mattinata del giorno 15 “saremo al distretto di Cento”, il 20 presso Cona, il 21 al Delta e il 24 ad Argenta. Non dimenticando che “all’ex Sant’Anna siamo operativi tutte le mattine”, tiene a precisare la dirigente di igiene ed epidemologia Marisa Cova.

Curioso anche il presidente dell’ordine Bruno Di Lascio sull’andamento “di questa sensibilizzazione del personale, perché si smetta così di dire ‘predica bene e razzola male’, che poi è la valutazione che la gente dà della figura del medico”.

Difficile però non interrogarsi sul collaudo del vaccino antinfluenzale, o sulla necessità di fare ancora studi e ricerca al riguardo, soprattutto “dopo che nel 2015 si sono verificati complicanze talvolta fatali a causa del vaccino”, come ricorda il direttore della Casa Salute di Copparo Andrea Zamboni. “Il vaccino anti influenzale è nato nel ’39 – risponde Marisa Cova – ed è forse uno dei più studiati, collaudati e sicuri”. E secondo Cosenza, più sbrigativo, “i virus sono poi sempre quelli”. L’importante, si evince anche dalle parole del preside di Medicina Melchiore Giganti, è “costruire una mentalità molto forte in quelli che saranno i nostri futuri colleghi”.

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