mar 14 Nov 2017 - 736 visite
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“Niente tendopoli”, ma sui migranti il 3 per mille non è la realtà

In provincia 1353 richiedenti asilo tra Cas e Sprar: incidono per il 4.02 per mille sulla popolazione

di Martin Miraglia

“In questi mesi, più intensi nelle ondate dei flussi non previsti, è molto cambiato il percorso vissuto (sui migranti, ndr). In realtà l’idea dell’impegno con tendopoli e container è tramontata, ma le clausole di salvaguardia e il due e mezzo per mille come l’idea di avere una distribuzione calibrata dei migranti sul territorio sono un obiettivo, non realtà, perché gli arrivi che si sono verificati fino a luglio lo rendevano impossibile”.

Sono queste le parole dell’assessore ai servizi sociali del Comune di Ferrara Chiara Sapigni sulla gestione dei flussi migratori in città e in provincia, pronunciate durante il consiglio comunale di lunedì durante il dibattito su un ordine del giorno, presentato da Claudio Fochi del Movimento 5 Stelle che chiedeva un impegno dell’amministrazione a ricalibrare la permanenza dei migranti sul territorio sulla base di “parametri oggettivi afferenti alla comunità che accoglie tra cui il pil, il tasso di occupazione e quello di povertà”.

Niente container, né tendopoli attrezzate per i migranti dunque, come più che ventilato durante l’estate, quando l’emergenza migranti raggiungeva il suo apice e non dava cenni di allontanarsi dalla sua condizione di criticità. Poi gli accordi Italia – Libia per la gestione dei viaggi della speranza attraversando il Mediterraneo e la pressione, sul Paese e a cascata sulle comunità locali, si allenta. Ed è per questo, spiega Sapigni, che sono aumentate le strutture deputate all’accoglienza dei richiedenti asilo: “Siccome da luglio sono diminuiti [gli sbarchi] le strutture sono aumentate di numero per essere più piccole e in più comuni per essere più integrabili”.

Sapigni poi, ingaggiando una polemica con il consigliere forzista Matteo Fornasini sui numeri dell’accoglienza e delle concessioni dello status di rifugiato politico che aveva passato alla stampa nei giorni scorsi, snocciola i dati aggiornati sull’accoglienza a Ferrara: “In tutta la provincia al 10 novembre i Cas sono attivi per 1181 presenze, mentre gli Sprar sono 172. Di questi l’incidenza è del 4,02 per mille, sopra quanto previsto dall’accordo Anci – Ministero di un anno fa, ma è evidente che gli arrivi erano aumentati e la proporzione è aumentata. Sugli esiti delle commissioni sulla concessione delle protezioni, a ottobre su 8313 esiti i dinieghi sono stati pari al 63%, quindi il 37% risulta positivo, ma non si possono fare statistiche su Ferrara perché per diverse ragioni i nostri ospiti afferiscono a varie commissioni come Bologna o Ancona”.

Poi tocca a una breve polemica incrociata tra Pd, Movimento 5 Stelle e Forza Italia: Fochi spega che “il Movimento 5 Stelle sostiene il programma Sprar”, solo per essere attaccato da Vitellio secondo cui “il Movimento non ci può insegnare né l’onestà intellettuale né il pragmatismo con cui dice di voler intavolare la discussione sull’ordine del giorno, e il cambio di linea sullo Sprar va molto bene, ma noi li abbiamo appoggiati e incentivati da sempre: da voi ci piacerebbe ricevere proposte su come migliorarlo, ma non potete dire che è un ottimo strumento perché già lo facciamo”; Fornasini invece torna sui dati “che parlano di 139 richieste accettate su 2200, che fa il 6%. Non c’è disinformazione o incompletezza dei dati: abbiamo accolto persone che non avevano il diritto per rimanere qui e lo dice anche il commissario europeo per l’immigrazione”, e viene ripreso anch’esso da Vitellio: “Basta cercare Salvini su internet e si trovano le cose che vengono dette dall’opposizione in consiglio comunale. Avete deciso di prendere quell’ondata lì, ma i dati sono dati, e bisogna considerare protezione la sussidiaria e umanitaria”. Con lui se la prende anche Sapigni, citando i dati che aveva dettato alla stampa: “Le sembra possibile per il nostro territorio 8341 persone? Il bilancio dell’Interno per il rimborso sarebbe di 100 milioni se fosse così. In questo momento abbiamo Comuni che non accolgono e altri che arrivano all’8 per mille. Per contribuire come singoli Comuni al percorso dei richiedenti asilo è necessario che ognuno faccia la propria parte”.

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