lun 13 Nov 2017 - 531 visite
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Rifiuti, si pretenda trasparenza a Hera

“Dottore, ma quale droga?… a monnezza è l’oro!” La frase di Nunzio Perrella, camorrista pentito e collaboratore di giustizia, è diventata famosa non solo perchè ha aperto agli inquirenti la pagina, sino ad allora (anni 90) sconosciuta ed impensabile, del traffico illecito e malavitoso di rifiuti con i conseguenti disastri ambientali su e giù per il bel Paese, ma anche perchè ha aperto gli occhi agli stessi cittadini sul significato e la valenza, positiva o negativa, del rifiuto che esce dalle nostre case, dai nostri posti di lavoro, dai luoghi in cui ci curiamo, da quelli di svago. Per diversi decenni l’uomo consumatore non ha pensato al “dopo, non si è preoccupato di sapere e capire nè cosa fosse ciò che viene definito rifiuto, nè dove finisse, nè se rientrasse in circolo in base al “nulla si crea, nulla si distrugge, ma tutto si trasforma” di Lavoisier.

Il problema della gestione dei rifiuti emerge, in questo scorcio del terzo millennio, in tutta la sua portata e complessita e nei suoi numerosi aspetti : sociali, economici, legali, criminali; ma ci da anche la misura sia dell’urgenza di una svolta verso stili di vita e modelli di produzione e consumo completamente diversi da quelli che ci hanno portati a questo punto, che del nostro livello personale di civismo, di coscienza e attenzione gli uni verso gli altri all interno di una comunità, nello spazio e nel tempo.

Il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti non è oro solo quando viene gestito dalle mafie, lo è anche, all’insaputa dell’ignaro e rassegnato cittadino, nella gestione quotidiana, quando il suo costo viene computato in maniera iniqua ( es la Tari su metro quadro! ), quando lo sforzo della differenziazione domestica, insegnato fin nelle scuole, non viene di fatto mai premiato in misura commisurata all’impegno richiesto e tantomeno ai guadagni delle multiutility che vanno ad  arricchire i CDA e gli azionisti con i proventi sull energia prodotta e venduta a spese della salute pubblica e con i percorsi del riciclaggio e riuso, in cui il rifiuto  diventa di fatto una materia prima reimmessa sul mercato e che produce profitto. Ed è oro anche quando, sempre alle spalle dell’inconsapevole cittadino, emergono come in questi giorni, gli “errori” di molti amministrazioni locali nel calcolo della Tari. In eccesso, ovviamente! Uno scandalo emerso ancora una volta grazie agli “inesperti”  populisti 5 stelle e la cui portata a livello nazionale pare sconosciuta.

Ferrara e i suoi cittadini non si erano mai confrontati col problema della monnezza tanto come in questi ultimi mesi da quando Hera, con la consueta e odiosa arroganza del potere economico e con la benedizione di quello politico( l’amministrazione Tagliani) ha letteralmente imposto il sistema delle calotte per l’indifferenziato il cui risultato disastroso è sotto gli occhi di tutti, al netto di un’ innegabile quota di inciviltà di chi si sente pure in dovere di abbandonare ogni tipo di rifiuto, facilmente conferibile anche prima delle calotte.

Si certo…da anni ciclicamente riemerge la battaglia contro l’inceneritore e le sue 130 mila tonnellate fisse e inamovibili di rifiuto da bruciare,calotte o non calotte, ma la maggior parte dei  ferraresi , in fondo in fondo, l’ha sempre vissuta più come una roba da ambientalisti patentati e un pò rompiscatole. Alla maggioranza dei cittadini interessa avere un posto facile e accessibile dove buttare il rifiuto più o meno differenziato, le strade pulite ( quello che c’è dentro ai cassonetti poco importa, “tanto poi si sa che bruciano tutto”) e naturalmente pagare il meno possibile.

Ferrara è in piena emergenza rifiuti, non solo per il caos di un sistema palesemente inefficace, disorganizzato e mal funzionante, che non ha contemplato tutte le innumerevoli variabili dei conferimenti, che per i suoi limiti si presta al peggiormento e NON al miglioramento della qualità della differenziazione del rifiuti, che non si traduce in alcun vantaggio economico per le famiglie.

Qualcuno lo ribadisca alla Ferri e a Tagliani, ma non solo dai giornali.

Qualcuno chieda SUBITO una Commissione e un Consiglio straordinari alla presenza di tutto il CDA di Hera.
Qualcuno pretenda un’operazione trasparenza a 360 gradi da parte di Hera che ha il dovere di informare pubblicamente non solo come si apre o chiude una  calotta e come si ritira una carta smeraldo, ma anche l’entità del proclamato vantaggio per le famiglie e soprattutto perchè ha impostato un cambiamento così radicale, dai costi elevati ma sconosciuti, senza un minimo di condivisione con la cittadinanza e alle soglie della scadenza del contratto di servizio col Comune, blindando così, di fatto, il prossimo bando incatento ora ad un sistema costoso e di dubbia efficacia.

E magari si chieda all’Amministrazione anche la verifica della correttezza del calcolo Tari, alla luce delle novità di questi giorni

Quel qualcuno ci auguriamo, se ancora non l’ha fatto,  sia il M5S dei Ferrara. Dentro, ma anche fuori dal palazzo

Grilli Estensi

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