lun 23 Ott 2017 - 164 visite
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Festival RiCrea, la rigenerazione urbana in mano ai giovani

Gli studenti hanno realizzato prototipi, materiali per la comunicazione e strumenti per il web

«La sorpresa più entusiasmante che il festival RiCrea ha regalato a Ferrara è arrivata dai ragazzi, dagli oltre duecento adolescenti che sabato pomeriggio hanno presentato i progetti creativi che hanno sviluppato nel weekend». Così Gianfranco Franz, ideatore della manifestazione dedicata alla rigenerazione urbana che per due giorni ha impegnato le sale e il giardino di Factory Grisù, ha voluto concludere l’iniziativa.

L’ultimo appuntamento del festival si è tenuto domenica mattina in quella che una volta era la sala macchine dei vigili del fuoco, sala che oggi è diventata il fulcro delle attività all’interno della vecchia caserma di via Poledrelli.

«La sperimentazione formativa avviata con Ricrea ha dato risultati eccezionali» ha sottolineato il vicesindaco Massimo Maisto, presente all’appuntamento insieme all’assessore comunale all’urbanistica Roberta Fusari. Accompagnati dai professionisti che li hanno guidati in questo percorso, gli studenti hanno realizzato prototipi, materiali per la comunicazione e strumenti per il web: assistenti vocali per la realizzazione di ricette, vestiti che si illuminano, tavoli di legno che grazie a uno speciale inchiostro che trasmette l’energia suonano come pianoforti, video interviste e fanzine cartacee per raccontare il festival, mappe online dedicate ai luoghi abbandonati e da riqualificare, progetti fotografici di grande impatto.

«RiCrea ha portato in città le più interessanti esperienze di riqualificazione avviate a livello nazionale e internazionale, grazie a tanti incontri, workshop e tavole rotonde – ha proseguito Franz –. Ma soprattutto ha contribuito a far crescere un modello di alternanza scuola lavoro effettivamente e concretamente capace di sviluppare le capacità dei giovani, che hanno dimostrato di riuscire autonomamente a proporre soluzioni di sicuro potenziale».

«Dobbiamo stimolare le istituzioni a portare avanti il cambiamento, per fare in modo che espressioni di vitalità come quelle che abbiamo avuto modo di conoscere in questi giorni possano crescere e diffondersi», ha spiegato Massimo Marchetto, presidente di Factory Grisù e portavoce delle aziende insediate nell’ex caserma.

«Aspettare è l’errore più grosso che si possa fare – ha ribadito Maisto -. I politici devono imparare ad essere meno timidi, a chiedere a livello regionale e nazionale che esperienze come questa escano dal canale della sperimentazione, perché la sperimentazione non può essere infinita. Ma anche chi lavora in ambito creativo deve imparare a essere meno timido, perché il nostro Paese ha senza dubbio un potenziale di crescita ancora non completamente espresso. L’obiettivo è creare occupazione».

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