gio 12 Ott 2017 - 655 visite
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Michele Paramatti racconta il suo derby: “Che bello rivedere la Spal in A”

Le sorti della gara passeranno dalle punte: “Gli attacchi saranno decisivi”

di Andrea Mainardi

Una carriera che non ha certo bisogno di presentazioni quella di uno dei grandi ‘ex’ dell’imminente Bologna-Spal. Ben 265 sono infatti le presenze che l’ex difensore nativo di Salara ha collezionato con le maglie delle due squadre tra C1, B e serie A senza dimenticare le parentesi vissute tra Juventus e Reggiana.

Michele Paramatti nasce calcisticamente proprio nel vivaio spallino e proprio con i biancoazzurri conquisterà anche un’agognata promozione nella serie cadetta. L’apice della sua carriera arriva poi con la maglia dei felsinei dove sarà un difensore molto prolifico in zona gol e arriverà a giocarsi una semifinale di Coppa Uefa nel 1999.

“Ricordo con piacere tanti bei momenti passati con le due squadre che tengo tra i più cari della mia carriera. Con la Spal penso al doppio salto dalla C2 alla serie B che, per quanto fugace, aveva significato per noi riportare quella maglia nel calcio che conta. Con il Bologna poi ho toccato traguardi importanti che mi hanno permesso anche di giocare in competizioni europee, entrambe queste realtà mi rievocano quindi belle sensazioni”.

Dopo tantissimi anni, torna questo derby nella massima serie: “Sono davvero contento che questa partita possa tornare a svolgersi in serie A ed è un piacere che la Spal ci sia tornata. Anche i tifosi ora possono tornare là dove la società è stata per tanti anni. Ci sono tutte le caratteristiche per far sì che sia una partita divertente, entrambe le squadre attraversano un buon momento e c’è entusiasmo intorno a loro dato anche dagli stimoli aggiuntivi del derby”.

Paramatti infine dice la sua sui protagonisti della gara tanto attesa: “Penso che saranno decisivi gli attaccanti, da una parte Palacio attraversa un ottimo stato di forma e dall’altra la Spal può contare un reparto lungo ed esperto anche se è difficile pronosticare chi giocherà. Vedo poi delle similitudini tra i due allenatori: entrambi fanno giocare un bel calcio e credono molto nei giovani e nel loro sviluppo. Soprattutto l’allenatore toscano visto il suo passato nel settore giovanile della Fiorentina”.

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