ven 6 Ott 2017 - 2345 visite
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“A Ferrara serve il drug checking e aprire una Drug Consumption Room”

La proposta di Fiorentini (SI) per ridurre i danni del consumo di droga

Leonardo Fiorentini

Valutare di aprire anche a Ferrara le drug Checking e le Drug Consumption Room. È una proposta destinata a far discutere quella presentata da Leonardo Fiorentini (SI) che suggerisce di controllare le sostanze stupefacenti in possesso dei consumatori e di sperimentare queste ‘stanze del consumo’ come “azioni innovative di riduzione del danno”.

Un tema critico soprattutto negli ultimi anni, “quando nella nostra città si sono verificati numerosi casi di overdose da oppioidi, alcuni terminati tragicamente con la morte di alcuni giovani consumatori” ricorda Fiorentini che, però, non parla di un drammatico ritorno dell’eroina perché “come dimostrano le relazioni sulle tossicodipendenze il consumo di eroina non è mai scomparso, anche se sono cambiati negli anni modalità e luoghi di assunzione”.

Un fenomeno che ha fatto scattare il campanello d’allarme, almeno per la prevenzione. Per questo il consigliere di Sinistra Italiana interpella l’amministrazione comunale per sapere “quali siano gli interventi di prevenzione degli abusi e sensibilizzazione sulle problematiche legate all’uso di sostanze illegali e legali nel territorio ferrarese”.

Tra le richieste c’è anche il naloxone, farmaco di sintesi salvavita in grado di bloccare in pochi secondi gli effetti dell’overdose. “Se e con quali modalità viene distribuito il naloxone dai servizi per le dipendenze cittadini? – si domanda Fiorentini -.  È disponibile presso tutte le farmacie comunali? Quale è l’attività di bassa soglia anche tramite unità di strada messa in campo dal Serd di Ferrara, con quale frequenza e in quali contesti, e con che modalità viene distribuito il naloxone?”.

I dubbi del consigliere per fare chiarezza sull’oscuro mondo della droga non finiscono qui, chiedendo “se nel corso delle analisi seguite ai ricoveri e alle morti da overdose sia stata riscontrata la presenza di oppioidi sintetici o altre sostanze di taglio“. Dopo i dubbi, le proposte per capire “se sia intenzione del Comune avviare un confronto con i servizi preposti al fine di valutare la possibilità di implementare gli interventi di prevenzione e sensibilizzazione e sperimentare azioni e politiche di riduzione del danno innovative, quali il drug Checking e le Drug Consumption Room“.

“In molti paesi europei le politiche di riduzione del danno hanno ampliato il loro spettro di intervento, prevedendo oltre che il controllo delle sostanze in possesso dei consumatori (drug checking) anche l’apertura di luoghi per il consumo sicuro di sostanze da iniezione, con supervisione medico-infermieristica, che hanno fatto abbassare fortemente il tasso di overdose – spiega Fiorentini, riportando alcuni casi -. Recentemente anche la città di Parigi ha aperto una stanza del consumo, mentre queste sono attive da decenni in Canada, Svizzera, Germania, Grecia, Spagna, Lussemburgo, Norvegia, Danimarca e Olanda. Negli ultimi anni anche negli Usa si sta valutando da parte delle municipalità l’apertura di Drug Consumption Room, a seguito del picco di morti da overdose da oppiodi. Esiste anche uno studio sulla città di Baltimora (Usa) che dimostra come l’apertura di safe injecting room prevenga non solo le morti da overdose, ma sia una fonte di risparmio per il sistema sanitario”.

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