dom 24 Set 2017 - 1013 visite
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Turismo. Ferrara cresce e viene solo dopo la Romagna

I dati Unioncamere, da gennaio a luglio crescita del 20%. Tagliani: "Fenomeno non più temporaneo". Franceschini: "Crescita strutturata nei prossimi decenni"

di Cecilia Gallotta

Meglio della ‘via Emilia’, appena dopo la Romagna. Il turismo a Ferrara genera economia e cresce tanto. Almeno secondo i dati elaborati dal Centro studi Unioncamere presentati sabato mattina in Camera di commercio.

“Il turismo è una sorta di termostato che riflette luci e ombre di tutto il sistema economico della società. Del resto, al turismo si deve l’11% del Pil nazionale, e una stima di circa 64 miliardi su tutta l’economia del Paese”.

Una riflessione che ha mosso il Centro studi Unioncamere Emilia Romagna ad effettuare uno studio “che potesse individuare l’effettiva incidenza del turismo sull’economia del territorio”, spiega il direttore Guido Caselli, autore del libro ‘Il turismo invisibile’, presentato al convegno che ha riunito autorità locali, regionali e nazionali in una gremita sala conferenze. “Uno studio molto complesso – prosegue Caselli – realizzato calcolando il valore aggiunto turistico su quello totale, tenendo conto sia della componente diretta (ovvero l’alloggio, la strada, ecc.) sia quella indiretta (l’effetto che quella diretta produce)”.

A livello nazionale il valore aggiunto dato dal turismo è del 12,4%: “questo vuol dire – spiega Caselli – che ogni 100 euro generati da tutta l’economia, 12 sono da ricondurre al turismo”. Per l’Emilia Romagna questo è vero all’11,8%, mentre per Ferrara il 15,6%. “Ferrara si attesta a metà fra l’Emilia e la Romagna”, afferma Caselli: se da un lato i valori più bassi si registrano infatti nelle città che “abitano la via Emilia, e più in generale la pianura Padana”, d’altro canto la Romagna registra il podio delle tre città più turistiche in regione (in successione: Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena), alle quali segue immediatamente Ferrara.

“Ogni volta che dico che in Emilia-Romagna abbiamo registrato 50milioni di presenze turistiche (3 milioni in più rispetto alla stagione precedente) faccio rimanere tutti sbalorditi – afferma un soddisfatto Stefano Bonaccini, presidente della Regione, convinto “che non ci si debba comunque accontentare in un’ottica di confronto a livello mondiale, soprattutto per quanto riguarda il digitale. Ma lavoreremo per avere risorse sempre maggiori, e il risultato ad oggi ci fa anche dire con orgoglio di aver contribuito anche al dramma della disoccupazione, avendo creato posti di lavoro in più”.

E Ferrara, che per i dati provvisori del 2017 attesta una crescita del 20% da gennaio a luglio, ben si inserisce in questa fotografia regionale: “Ferrara sta ospitando un turismo che non è più temporaneo – afferma il sindaco Tagliani – ma sostenibile, che va da quello della bicicletta al territorio del Delta; un turismo che è anche dialogo e confronto. Ne sarà un esempio l’apertura del Meis il prossimo 13 dicembre – anticipa – elemento che dà un’ulteriore pluralità di incontro in questa città”.

Una crescita che anche il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini definisce “non temporanea, ma strutturata nei prossimi decenni. Bisogna moltiplicare i luoghi attrattori – prosegue – che quindi non siano solo le grandi capitali, ma anche le piccole e medie città, in modo da puntare sempre più sul turismo sostenibile, e non su quello ‘mordi e fuggi’”.

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