gio 14 Set 2017 - 4085 visite
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Cassonetti a calotta, Ferri cerca di appianare il malcontento

L'assessore all'Ambiente: "Segnalati diversi disservizi, Hera sta lavorando per risolverli e calcolare la tariffazione puntuale"

I cassonetti a calotta creano malcontento ed evidenti disagi ai cittadini. Lo sa la popolazione ferrarese, che sta sperimentando sulla sua pelle le difficoltà del nuovo sistema di raccolta dell’indifferenziato, e lo sa anche l’amministrazione comunale che prova ad appianare l’insoddisfazione generale con una nota stampa a firma dell’assessore all’Ambiente Caterina Ferri.

“Siamo consapevoli che ogni cambiamento richiesto, agendo su prassi consolidate, si accompagna a smarrimento, che spesso si traduce in scontento – scrive Ferri -. Dobbiamo tuttavia avere altrettanta consapevolezza che le nostre azioni di cittadini, soprattutto se virtuose, portano vantaggio per il territorio. E quando si tratta di ambiente e decoro della città, la discrezionalità è del singolo, ma il beneficio è per tutti”.

Stiamo chiedendo uno sforzo importante ai cittadini di Ferrara – ammette l’assessore -. A questo sforzo deve corrispondere altrettanto impegno perché il servizio funzioni. Ecco perché abbiamo chiesto ad Hera un passo ulteriore, non solo in termini di comunicazione, ma anche di gestione del servizio. Ognuno deve fare la sua parte”.

Una gestione che mostra già le prime lacune. “Ci sono stati segnalati in questi giorni diversi disservizi – rivela Caterina Ferri -, in alcuni casi dovuti ad atti di vandalismo, in altri alla carenza e poca capienza dei cassonetti. Abbiamo a nostra volta segnalato ad Hera, che ci sta già lavorando. Dobbiamo arrivare al punto in cui oltre ad una risposta pronta all’emergenza, si arrivi a prevenirla”.

Uno studio di prevenzione che poteva partire già nel 2014, “quando è cominciato il percorso in consiglio comunale sul nuovo sistema di raccolta rifiuti, scelto in seguito a uno studio di fattibilità tecnica ed economica, e presentato alla cittadinanza con iniziative mirate. Gli esiti positivi sono confermati dalla sperimentazione di Pontelagoscuro, dove la collaborazione dei residenti è stata fondamentale. Li ringrazio ancora, così come ringrazio tutti i cittadini che oggi utilizzano la calotta ma già prima effettuavano la raccolta differenziata”.

L’assessore ricorda poi che il progetto risponde, o almeno intende farlo, a un obiettivo preciso: “La Regione ci chiede di arrivare al 70% di raccolta differenziata entro il 2020, e oggi siamo a poco più del 56. La scelta delle calotte per l’indifferenziato tiene conto delle peculiarità di Ferrara, con un ‘entro le mura’ Patrimonio dell’Umanità e un territorio molto vasto e ricco di frazioni, alcune servite con il sistema porta a porta”.

Infine, per il calcolo della tariffazione puntuale per i conferimenti minimi, Ferri dettaglia: “È necessario fare simulazioni, che possono avvenire soltanto col sistema in uso. C’è un gruppo di lavoro che ci sta lavorando. L’obiettivo è quello di arrivare ad un sistema in cui, a parità di superficie abitativa e numero di abitanti, le famiglie che decideranno di fare la differenziata pagheranno meno di quelle che decideranno di non modificare le proprie abitudini”.

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