gio 7 Set 2017 - 685 visite
Stampa

Non avete mai visitato Barbiana

Non avete mai visitato Barbiana… Politici, amministratori, ministri, assessori, dirigenti scolastici, presidenti vari locali e nazionali, sapete che fu Don Milani ad adottare il motto “I care” tanto caro ad alcuni partiti che si definiscono di sinistra, In dichiarata contrapposizione al “Me ne frego” fascista? Evidentemente no, altrimenti la scuola Italiana non sarebbe in questo stato.

Sono stato 2 giorni a Barberino del Mugello, gran bella zona ancora quasi incontaminata, (outlet a parte naturalmente) decidiamo con la famiglia di visitare la casa di Don Lorenzo Milani.

Arriviamo al bivio che dice di salire per Barbiana, strada molto pericolosa e ripida, conoscendo un po’ la storia sono subito sconcertato, non capisco come abbia potuto la chiesa trattare in modo così poco Cristiano/cattolico questo prete che non aveva fatto del male a nessuno… ci aggreghiamo ad una comitiva di persone e insieme ascoltiamo Anna che incomincia a parlare, dopo poco si aggrega altra gente e lei insiste perché si stia tutti seduti, perché così voleva Lorenzo Milani, parla come se il Don fosse ancora tra noi, lo descrive completamente con i suoi pregi e i suoi difetti, ci dice che tra gli alunni c’era un certo Lucio che aveva 36 mucche nella sua stalla e diceva “la scuola sarà sempre meglio della merda”.

Anna parte così con questa analisi che subito mi fa riflettere parecchio sui tempi che furono.
Lorenzo Milani nasce a Firenze da una famiglia ricca, lui è il primo della sua casata a non iscriversi all’università tant’è che si iscrive all’accademia di Brera a Milano successivamente entra in seminario e diventa prete a 24 anni, età avanzata per l’epoca in cui vive.
La sua prima esperienza sacerdotale è a San Donato di Calenzano, si fa subito conoscere ed è per questo che lo spediscono a Barbiana forse perché pensano sia innocuo e non potesse esprimere il suo valore, non sanno invece che stanno per far conoscere al mondo un mito che rimarrà nella storia.

Barbiana è un paesino sperduto del Comune di Vicchio nel Mugello dove si iniziò il primo tentativo di scuola a tempo pieno. Era il Dicembre del 1954 e il Don voleva…(sentite che roba) le classi POPOLARI…Gli ideali della scuola di Barbiana erano quelli di costituire una scuola con un livello minimo di d’istruzione garantendo così l’uguaglianza.

Gli insegna di tutto, gli fa scavare una buca che diventerà la loro piscina e impareranno a nuotare, costruiscono degli sci di legno e impareranno a sciare, in occasione dell’eclissi totale di sole del 1961 costruiscono un binocolo con i tubi della doccia e sviluppano in negativo su carta fotografica in bianco e nero le varie fasi.

Hanno vari laboratori, quello fotografico, l’officina e la falegnameria. Imparano le lingue ascoltando Bob Dylan (inglese)e Brassens (Francese) insieme ad una marea di altri dischi musicali.

Per certi un prete Comunista per altri un dittatore fascista. Diceva agli studenti con opportunità diverse di abbandonare l’università!!! “Voi non fate altro che aumentare la distanza che c’è tra voi e la grande massa della gente non istruita. Fate piuttosto qualcosa per colmare quella distanza. Portate gli altri al livello in cui voi vi trovate oggi, e poi tutti insieme si farà un passo in avanti, e poi un altro ancora e così via. Altrimenti sarete al servizio solo del vostro privilegio”. Aggiungendo che le segreterie dei partiti sono saldamente in mano ai laureati. I partiti di massa non si differenziano dagli altri su questo punto. I partiti dei lavoratori non arricciano il naso davanti ai figli di papà. E i figli di papà non arricciano il naso davanti ai partiti dei lavoratori. Purché non si tratti di posti direttivi.

Anzi è fine essere “coi poveri” volevo dire “a capo dei poveri”

Con queste mie parole auguro un buon anno scolastico e tutto il bene possibile a tutti gli studenti ed ai loro insegnanti affinché possano prendere esempio, conoscere e informarsi su questa storia meravigliosa, la storia di Don Lorenzo Milani priore di Barbiana.

Stampa