mar 5 Set 2017 - 109 visite
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Antonioni e il suo ‘deserto rosso’

A 10 anni dalla scomparsa del regista la Mostra del Cinema di Venezia ricorda il classico che meritò il Leone d'Oro

Nell’ottobre del 1963 Michelangelo Antonioni inizia a Ravenna le riprese del film Il Deserto rosso. L’anno seguente il film vince il Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia come miglior film. Il 4 aprile 1998 al cinema Astoria di Ravenna il regista riceve la cittadinanza onoraria e nell’occasione viene proiettata la versione restaurata de Il Deserto rosso, restauro realizzato con il contribuito del Comune di Ravenna.

In particolare, in quell’occasione, venne recuperata ed analizzata la Ravenna del 1963, quando Michelangelo Antonioni vi girò il film, agendo anche, suo more solito, sul paesaggio, per verificare le relazioni tra la città vera e la città antonioniana.

E quest’anno la 74a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha voluto rendere omaggio ai 10 anni della scomparsa di Michelangelo, avvenuta il 30 luglio 2007 a poche ore di distanza da quella di un altro ‘immenso’ regista da non dimenticare, lo svedese Ingmar Bergman, (ri)offrendo nella prestigiosa e didattica Sezione Venezia Classici la versione restaurata del capolavoro del grande regista ferrarese.

Da non dimenticare che Venezia Classici è la sezione che dal 2012 presenta alla Mostra in anteprima mondiale, con crescente successo, una selezione dei migliori restauri di film classici realizzati nel corso dell’ultimo anno da cineteche, istituzioni culturali e produzioni di tutto il mondo. Curata da Alberto Barbera con la collaborazione di Stefano Francia di Celle, Venezia Classici presenta inoltre una selezione di documentari sul cinema ed i suoi autori. La Giuria presieduta dal regista Giuseppe Piccioni è composta da 26 studenti – indicati dai docenti – dell’ultimo anno dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari.

E’, dunque, sezione di assoluta importanza per la formazione delle generazioni future.

Insieme con Deserto Rosso altri capolavori internazionali, com’esso imperdibili, sono in lizza, tra cui: Novecento di Bernardo Bertolucci (1976), Gli amanti crocifissi(1954) e L’intendente Sansho (1954, Leone d’argento alla Mostra di Venezia)di Kenji Mizoguchi, I figli delle mille e una notte di Nacer Khemir (1984), Femmina ribelle di Raoul Walsh (1956), L’occhio del maligno di Claude Chabrol (1962), L’asso di picche di Miloš Forman (1963), Incontri ravvicinati del terzo tipo di Steven Spielberg (1977), Batch ’81 di Mike De Leon (1982) e Tutto in una notte di John Landis (1985).

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