sab 12 Ago 2017 - 1400 visite
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Sgombero Làbas, la solidarietà degli amici di Aldro

Gli agenti usano i manganelli per sgomberare il centro sociale. "Giovani ferocemente aggrediti"

L’associazione Federico Aldrovandi esprime “la massima solidarietà agli amici ferocemente aggrediti in seguito allo sgombero di Làbas e Laboratorio Crash”, i due centri sociali a Bologna sgomberati dagli agenti in tenuta antisommossa che all’alba di martedì 8 agosto hanno caricato la folla di giovani brandendo i manganelli.

Due episodi diversi, l’omicidio di Aldrovandi e lo sgombero dei due centri sociali, accomunati dalla stessa violenza da parte della polizia nei confronti di giovani senza colpa. “Làbas e Crash sono luoghi che conosciamo bene e sappiamo quanta solidarietà e accoglienza hanno offerto in questi anni” scrivono gli amici di Aldro con la volontà di “ringraziare i ragazzi per l’affetto che ci hanno sempre dimostrato” e di lasciare loro un messaggio chiaro: “Tenete duro!”.

Ed è quello che stanno facendo gli attivisti del Làbas, il collettivo politico, sociale e culturale che dal 2012 ha occupato l’ex caserma Masini, nel quartiere Santo Stefano, sottraendo così all’abbandono e al degrado un’area che si estende per circa 9.000 mq nel cuore di Bologna e che è stata lasciata a se stessa per oltre 20 anni.

Dopo 5 anni di attività che hanno trasformato questo simbolo di abbandono in uno dei laboratori più importanti e partecipati del capoluogo emiliano, è arrivato lo sgombero, concluso dopo  tre ore di resistenza e barricate incendiarie da parte dei cinquanta attivisti presenti contro la polizia. Una ferita aperta che ne fa sanguinare altre mai rimarginate.

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