ven 11 Ago 2017 - 1109 visite
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“Voterò M5S”. Caro Faccio, sbagli sul Pd

Gentile Direttore,
le scriviamo con l’intento di condividere una breve riflessione dopo aver letto il post di Michele nel suo blog “Faccio il sovversivo”. Non certo per contestare le scelte che farà nella prossima campagna elettorale, quando – a suo dire – voterà movimento 5 stelle: in uno Stato di diritto, la libertà di ciascuno è valore fondante dell’assetto democratico e come tale va rispettata. Se poi, i “bravi ragazzi” che rispondono a una società di comunicazione privata sono gli stessi che aprono sui territori italiani a CasaPound, o sono quelli che mentre pontificano con la Lega nord sui migranti scelgono di mettere in discussione il divieto di mandato imperativo contenuto in Costituzione, sarà un problema che la sinistra “dura e pura” un giorno dovrà mettere all’ordine del giorno della discussione (ammesso e non concesso che di sinistra si stia parlando). Fino ad allora attendiamo fiduciosi che da parte dei 5 stelle il dibattito sia contraddistinto da maggiori contenuti e non dalle solite urla e insulti.
Passando al locale, tuttavia, ci preme toccare alcuni punti. Faccini cita Berco così come la crisi del sistema imprenditoriale e senza dubbio pone uno dei problemi più importanti, quello del lavoro.
In questi anni in cui il sistema delle imprese locali è stato duramente colpito il Pd ha scelto di supportare gli investimenti pubblici, di attivare tutte le filiere istituzionali che servivano per una corretta gestione dei problemi, si è andati a ricercare soluzioni nuove per problemi che a tratti sono diventati giganti.
In merito alla questione Berco, sempre il PD, con i suoi rappresentanti politici e istituzionali, ha fatto una precisa scelta di campo difendendo una Comunità contro un colosso che sposava esclusivamente logiche di profitto.
Quando le risorse calavano questo territorio ha creato prima le gestioni associate e poi l’unione dei comuni ed ha fatto della programmazione del sistema socio-sanitario il cuore delle politiche di coesione. Queste non sono scelte concrete ? Come si spiega allora, il fatto che Copparo e gli altri Comuni investono oggi più risorse in Assp o nell’integrazione scolastica di 10 anni fa? E questo solo per esigenze di sintesi.
Tutto ciò si traduce in scelte precise, che magari non ci restituiscono la medesima visibilità garantita ai “bravi ragazzi” che fanno di ong e scafisti lo stesso problema, ma sono parte del percorso politico che abbiamo scelto di fare, consapevoli che è quello che la nostra Comunità ci chiede.
Potremmo continuare: quando le prospettive di crescita si facevano via via più rarefatte, abbiamo puntato sul recepimento di nuove risorse della programmazione dei fondi europei, delle aree interne, dei finanziamenti messi a disposizione dalla legge (si, anche dalla legge sulla buona scuola!); e mentre lo si faceva, si cercava di tenere assieme il mondo dell’associazionismo e del volontariato in un’ottica di sussidiarietà e sviluppo.
Da ultimo, una precisazione. I giovani del Pd non hanno bisogno di visibilità nel premiare una manifestazione quale è il Palio, e che decidono di sostenere per dare un – seppur piccolo – contributo a una manifestazione che deve rimanere viva e deve poter crescere a Copparo. Così come non ne hanno mentre lavorano ai tanti eventi del territorio – tra cui le celebrazioni del 25 aprile – dedicando gran parte delle proprie giornate alla loro comunità e sacrificando spesso la loro professione e le loro famiglie.

Segreteria
PD Copparo

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