sab 15 Lug 2017 - 769 visite
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Idee ‘circolari’ per una Ferrara più verde

Allarme rosso per i rifiuti. L'assessore Ferri: "Ognuno di noi ne produce circa 2 kg al giorno". Si parla anche di Vinyloop

di Cecilia Gallotta

Si parla di ‘economia circolare’ all’ultima settimana della FestUnità, un concetto “forse ancora poco conosciuto, che però riguarda tutti” e che ha incontrato la voce degli assessori Caterina Ferri e Luca Vaccari, rispettivamente all’Ambiente e al Bilancio, con nuove “Idee per Ferrara”, titolo e fil rouge dell’incontro.

La definizione recita semplice: contrapposta a quella lineare, l’economia circolare non elimina il prodotto finito, lo reinserisce nel processo produttivo, considerando quindi “lo scarto con una nuova veste e contribuendo alla creazione di valore e lavoro”.

Di come questo si applichi nella nostra realtà ne dà un esempio l’azienda bolognese Amp, che “con la sua filiera legata al recupero della plastica ha investito sul nostro territorio per la produzione di imballaggi riciclati per prodotti ortofrutticoli”.

Un po’ più difficile l’applicazione omogenea e diffusa della “nuova mentalità”, perché nonostante “siamo al 56% di raccolta differenziata effettuata (un buon numero – spiega Ferri – se pensiamo che nel 2000 eravamo al 36%)”, siamo ancora lontani dal 70% che la legge Regionale 2015 auspicherebbe per il 2020.

“Abbiamo chiesto alla società Atersir di finanziare uno studio di fattibilità – illustra l’assessora all’Ambiente – per un modello misto, che prevederà la presenza di calotte nei cassonetti”, apribili con tessera magnetica, in cui il cittadino potrà introdurre il sacchetto di rifiuti con un massimo di chili, che andranno a ‘regolare’ – “in parte” sottolinea Vaccari – il pagamento dei cittadini in base ai rifiuti che effettivamente produce e non più esclusivamente in base ai metri quadri.

Un modo anche per ridurre il rifiuto, soprattutto perché – come anticipano gli assessori – nel prossimo bilancio comunale “c’è un allarme rosso”: al 2016 si registrano infatti ben 707 kg di rifiuti ciascuno (“ognuno di noi produce circa 2 kg di rifiuti al giorno”, constata Ferri).

Sul tema occupazione rispondono molto bene diversi progetti, come Ricicletta, che “oltre al forte impatto ambientale” crea posti di lavoro per chi versa in condizioni critiche, con il recupero e la vendita dei rottami abbandonati delle biciclette “soprattutto in zona stazione”.

Ma anche se “i lavori che faranno i nostri figli non abbiamo ancora la facoltà mentale per immaginarli”, viene spontaneo chiedersi “se a Ferrara si possa parlare di green economy pensando al caso Vinyloop”, che da punto di eccellenza – in quanto società di riciclo del pvc e quindi perfettamente inserita nel concetto di economia circolare – è passata alla cassa integrazione, a causa di alcune sostanze – gli ftalati, presenti all’interno del pvc – individuate come nocive dall’Unione Europea alcune sostanze.

“Se un’azienda come Vinyloop non viene sostenuta nel suo mettersi in gioco – sostiene il sindacalista Vittorio Caleffi di Uiltec-Uil – ma anzi, incontra proprio impedimenti nella politica, in questo caso europea, allora la problematica è più ampia”. E ne risponde anche lo stato occupazionale, perché “se Versalis col petrolchimico avrà una quarantina di unità aggiuntive, Amp, con il riciclo di un solo rifiuto – la bottiglia azzurra – darà lavoro a 70 persone”.

Una questione che ha destato l’interesse della regione, che il 27 luglio si riunirà al tavolo organizzato a Ferrara “con un focus sulla chimica”, spiega Ferri, al quale parteciperanno anche le aziende locali, tra cui proprio Vinyloop. Un incontro che spera di tornare a valorizzare chi, “ancora in tempi non sospetti”, aveva già deciso di ‘agire verde’ anche a Ferrara.

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