gio 29 Giu 2017 - 2973 visite
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Le Ginkgo ammazzate per glorificare la Spal

Una grande pianta alta 25 metri con una chioma di 15 metri di diametro in un anno offre all’uomo servizi per 130 mila euro: è quanto vale la sua produzione di ossigeno, la fissazione di gas serra, la depurazione batteriologica dell’aria, l’emissione di vapore acqueo, la regolazione termica, la funzione di schermo antirumore e frangivento, la conservazione del suolo, la sua concimazione, la funzione di alimentazione e rifugio per la fauna e infine la produzione di biomassa vegetale.

Le gingko biloba di fianco allo stadio non sono forse ancora alte 25 metri ma … il Ginkgo biloba è un albero antichissimo le cui origini risalgono a 250 milioni di anni e per questo è considerato un fossile vivente. È una specie relitta, unica ancora sopravvissuta della famiglia Ginkgoaceae. È una pianta arborea che raggiunge un’altezza di 30–40 m, chioma larga fino a 9 m, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi.

Le ginkgo in gabbia di Via Montegrappa sono 11. Sono ancora giovani a giudicare dalla forma ma se lasceranno loro suolo e radici cresceranno e faranno la loro funzione come tutte le piante di quelle dimensioni, in più va segnalato che 6 esemplari di Ginkgo, ancora esistenti, sono sopravvissuti alle radiazioni prodotte dalla bomba atomica caduta sulla città di Hiroshima!

Non a caso la ginkgo è molto utilizzata come pianta ornamentale in parchi, viali e giardini grazie alla notevole resistenza agli agenti inquinanti. E, con grande lungimiranza, nel quartiere giardino venne posta ad arredare Via Montegrappa.

Una grande pianta alta 25 metri con una chioma di 15 metri di diametro in un’ora vegetativa produce 1710 kg di ossigeno e divora 2500 kg di anidride carbonica.

Poiché un uomo respira un po’ più di 500 kg di ossigeno al giorno, questo albero produce giornalmente ossigeno per tre persone e inoltre assorbe la produzione di anidride carbonica di una superficie abitativa di circa 300 metri quadrati (1000 metri cubi).

Ma noi 11 di questi alberi li abbiamo messi in gabbia e una ventina li abbiamo già tagliati, per celebrare i fasti della Spal in B e ora le Ginkgo rischieranno la loro millenaria fama per glorificare la Spal in A.

Al posto degli alberi, nel quartiere ex Giardino, ora ci sono le gabbie studiate per contenere i tifosi che comunque respirano come tutti gli altri esseri umani, forse di più quando urlano a squarciagola per inneggiare la loro squadra.

Per la fugace vittoria, perché la storia insegna….specialmente in casa Spal, undici ginkgo sono ridotte come vedete, con i piedi squarciati dall’impiantistica e a rischio taglio se dovessero ostacolare l’ampliamento dello stadio in cui gli umani che andranno sembrano dimenticarsi che senza alberi non si respira!

Poi ci diranno che altrettanti alberi saranno piantati, come pare lo siano stati per sostituire i 16 bagolari e i 4 tigli ammazzati la corsa estate. Dove non è dato saperlo ma come è facile immaginarlo e ne abbiamo conferma: 15 cm di diametro il fusto, 1 metro e 65 l’altezza. Forse i tifosi in erba potranno un giorno goderne gli effetti! Intanto continuiamo a espiantare alberi sani e funzionali alla vita per soppiantarli con orride gabbie di sicurezza, sedili, impianti di illuminazione o di sicurezza.

Spero, che per la gloria di una squadra e gli appetiti di chi sopra ci fa affari, non ci troviamo a celebrare un altro funerale per le Ginkgo e gli altri tigli di Via Cassoli, creature viventi apparse sulla terra ben prima degli umani e alle quali dobbiamo la nostra comparsa nella storia della vita.

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