lun 19 Giu 2017 - 381 visite
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Sentenza Dexia, Anselmi (Fi): “Rischio soccombenza concreto”

Il consigliere comunale di Forza Italia chiede al Comune di assumere eventuali iniziative per il recupero delle somme individuando precise responsabilità

Il consigliere comunale Vittorio Anselmi (Forza Italia) ha presentato un’interrogazione urgente (question time) per conoscere quale sia attualmente la situazione del contenzioso in atto con la Dexia Crediop, alla luce della recente sentenza di appello che ha condannato il Comune di Prato.

L’interrogazione di Anselmi arriva nonostante le rassicurazioni dell’assessore al Bilancio Vaccari, che ha informato dell’accantonamento prudenziale di 5,6 milioni di euro da parte del Comune e ha invitato a non fasciarsi la testa, tenendo conto che quella di Prato non era la sentenza definitiva e che il Comune di Prato ricorrerà certamente al grado superiore di giudizio.

In ogni caso Anselmi ha reso espllicita la preoccupazione di Forza Italia, dato che il Comune aveva stipulato contratti di derivati analoghi a quelli stipulati dal Comune di Prato (risolti in autotutela nel 2012) e giudicati dalla sentenza perfettamente regolari. “Nonostante sia vero che esiste un grado superiore di giudizio cui ricorrere – spiega Anselmi – una eventuale condanna, in linea con la decisione già assunta in Appello, è a questo punto molto probabile e potrebbe avere come conseguenza l’obbligo di dover corrispondere esecutivamente la somma stabilita in sentenza al gruppo finanziario inglese. In ogni caso l’intraprendere un ulteriore grado di giudizio significherebbe aggravare ulteriormente di spese il già lungo percorso giudiziario intrapreso, senza che vi siano, a questo punto, favorevoli ipotesi di risoluzione dello stesso”.

Anselmi chiede quindi nella sua interrogazione a quanto ammonta a tutt’oggi il debito accumulato a favore di Dexia Crediop, a quanto ammontano tutte le spese sostenute per perizie, spese legali, oneri vari e interessi, a quanto ammonta la riserva accumulata in questi anni dal Comune per far fronte ad una eventuale soccombenza e a  quanto presumibilmente ammonterebbe l’importo da corrispondere a Dexia in caso di soccombenza, analogamente a quanto accaduto nella sentenza del Comune di Prato, ma anche a quanto ammonterebbe oggi il costo che il Comune di Ferrara avrebbe dovuto sostenere se non si fosse proceduto alla risoluzione anticipata del contratto con Dexia.

Infine, Anselmi chiede di sapere  “quali iniziative l’Amministrazione intenda assumere, quale tutela in caso di soccombenza, per il recupero integrale delle ingenti somme di denaro pubblico sperperate in occasione di questa vicenda, individuando quindi precise responsabilità a carico dei soggetti che a vario titolo hanno deciso la sottoscrizione di questi contratti, nonché la successiva risoluzione unilaterale in autotutela”.

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