ven 16 Giu 2017 - 442 visite
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“Azzerati Carife: oltre al danno, la beffa… di Stato”

Egregio Direttore,

di recente ho scoperto, a mie spese, una ulteriore penalizzazione che il nostro beneamato stato si è inventato per penalizzare il risparmio dei cittadini, dopo il danno causato dal governo Renzi, che ha fatto fallire le famose quattro banchette, fra le quali Carife.
Gli azionisti azzerati Carife, non avranno la possibilità di portare in detrazione la perdita subita ai fini del recupero eventuale del capital gain: è il classico caso che”oltre al danno, ora ci toccherà anche la beffa ….di Stato”.
Come dicevo, ho imparato a mie spese quanto sopra in quanto avevo investito una modesta somma del mio risparmio in una società armatoriale. Tale società con una importante flotta di trasporto di merci, è risultata avere una grossa esposizione con il sistema bancario. Pertanto, anziché far fallire la società, operante dal 1907 come scritto nel proprio sito internet, col rischio di rimetterci per crediti non assistiti da adeguate garanzie e con grande ritardo per il recupero dei loro attivi, che cosa hanno pensato le banche esposte?
E’ stata indetta un’assemblea dei soci (66% circa in mano agli armatori e 6% circa in mano ad una grossa compagnia di assicurazione) che ha votato l’azzeramento del capitale sociale e la ricostituzione dello stesso mediante sottoscrizione offerta in esclusiva ad un partner finanziario, pare costituito in maggioranza dalle banche stesse, senza diritto di opzione per i vecchi soci.
Tale finanziaria, dieci giorni dopo, ha ceduto tale partecipazione ad una società di nuova costituzione.
Al momento dello scarico dal dossier titoli delle mie azioni, la banca depositaria, mia ha indicato che “la minusvalenza relativa all’azzeramento del valore delle azioni non risulta deducibile per il cliente in regime di risparmio amministrato”. Capito?
E sarà identico il trattamento anche per i vecchi soci Carife, come mi ha riferito il consulente finanziario.
E pensare che la “costituzione più bella del mondo” (secondo Renzi e compagni) all’art. 47 recita:
“La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”

Un’autentica beffa!!

I ferraresi sono avvisati: continuate a votare i soliti noti.

Grazie per la gentile attenzione, mentre mi è gradita l’occasione per inviare cordiali saluti.

Un ferrarese

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