ven 19 Mag 2017 - 1221 visite
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Spese elettorali, a Comacchio svetta il Pd con Fabiani

Il sindaco uscente Marco Fabbri spenderà meno della metà. Terza L'Onda

di Giuseppe Malatesta

Comacchio. Manifesti, volantini, santini, pubblicità sonora o a mezzo stampa, fino agli importi per telefono, carburante, affitto locali, automezzi e collaboratori. Sono le voci di spesa dei bilanci preventivi per la campagna elettorale delle elezioni amministrative, resi noti dai delegati delle 15 liste e pubblicate nell’albo pretorio comunale.

A dominare con una spesa di 15mila euro è la coalizione dem a sostegno di Piero Fabiani, con importo ripartito esattamente tra le tre liste (Democratici per Comacchio, Piero Fabiani Sindaco e Limpida), subito seguita dal sindaco uscente Marco Fabbri e dalle civiche Per Fare e Persone e Territorio. Se per la prima il ‘kit comunicazione’ completo di sito web costerà 3660 euro, per la seconda la spesa si ferma a 2867 euro. Sommati, 6527 euro. Che – autocertificano Fabbri e i delegati – non graveranno sulle tasche dei candidati, ma esclusivamente su quanto messo a disposizione del comitato promotore che sostiene il giovane candidato sindaco.

Terza lista in ordine di spesa L’Onda 3.0 di Davide Michetti, che con 2135 euro autofinanziati spende comunque meno delle altre due coalizioni: quella per Sandra Carli Ballola, che conteggia 3500 euro – tra i 1800 euro autofinanziati per La Città Futura e i 1700 euro del Centrosinistra per Comacchio (Rfc e SI) – e quella per Maura Tomasi, che prevede una spesa complessiva di 2900 euro – ripartiti in 1000 euro per la propaganda di Fratelli d’Italia, 800 euro per la civica Il faro, 600 per Forza Italia, 300 per Lega Nord e 200 euro per la civica M@ura.com.

Chiudono i civici Giuseppe Carli con una campagna di 600 euro per la lista Forza Comacchio ed Emilio Tomasi con 500 per Comacchio e Lidi.

Saranno dunque poco più di 30mila gli euro spesi per invogliare al voto i circa 18600 elettori lagunari, chiamati in 22 sezioni a esprimersi l’11 giugno e in occasione del probabile ballottaggio fissato per il 25 giugno.

Da ricordare che per le elezioni amministrative non è previsto un rimborso pubblico ma il finanziamento privato proveniente dalle casse dei partiti o da generosi sponsor, da rendicontare nel dettaglio se eccedenti il limite dei 5000 euro. Il rendiconto a cura dei candidati – anche non eletti – andrà comunque presentato, entro tre mesi dal voto, al collegio regionale di garanzia elettorale e nel caso di spese superiori a 2500 euro, anche al presidente del consiglio comunale di appartenenza.

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