ven 19 Mag 2017 - 1270 visite
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Ferrara si prepara alla lotta contro i furbetti dei parcheggi disabili

di Simone Pesci

Il tema della disabilità e dell’uso improprio degli stalli gialli fa discutere. A tal proposito si è riunita in Comune la commissione consiliare per esaminare a fondo questo tema e per cercare di arginare una grave emorragia sociale.

Il movimento 5 Stelle, tramite la consigliera Ilaria Morghen, aveva invocato l’intervento della Guardia di Finanza qualora si cogliesse con le mani in pasta qualcuno a occupare abusivamente dei parcheggi riservati ai disabili. “Una mozione che non può essere applicata dal punto di vista giuridico”, ammonisce il presidente di commissione, l’avvocato Alberto Bova, che dà comunque modo alla Morghen di elaborare una proposta “che si rifà a quanto si sta facendo a Roma, ovvero all’installazione di una piastra – costo circa 200 euro cadauna – dotata di Gps che legge il codice del tagliando dei disabili e allarma in tempo reale le Forze dell’Ordine qualora sia occupato da chi non ne ha diritto”.

“Sicuramente – spiega il responsabile dell’ufficio comunale ‘Benessere Ambientale’ Fausto Bertoncelli – bisognerebbe intervenire a livello sanzionatorio. Dobbiamo fare in modo di far capire ai furbetti che vanno a fare la spesa per la madre disabile a casa in quel momento, o che usa il tagliandino nell’andare a trovarla, che avere il cartellino non è un privilegio”.

Bertoncelli, poi, traccia il quadro sulla disabilità nel nostro territorio: “Ci sono 830 stalli, di cui 397 entro le mura, per un totale di circa 6000 tagliandini in circolazione. Ogni mese ne vengono richiesti circa 60-70 nuovi, 15 richieste mensili di aree personalizzate, che solo da quando abbiamo cambiato modulistica sono diventate 5, significa che magari tutta questa necessità non c’è”.

Carlos Dana, portavoce del ‘Comitato ferrarese area disabili’ spiega che tutto questo è un “problema culturale, perché il contrassegno viene considerato un privilegio e usufruito da persone vicine al disabile ma che non ne avrebbero diritto”. Secondo Dana il problema è “individuare chi colpire”, perché è diffuso anche il fenomeno di “intestazione delle automobili alla persona disabile, per usufruire delle scontistiche e dei vantaggi fiscali di legge, quindi colpendo il proprietario dell’auto si rischia di colpire chi non c’entra nulla”. “Occorre sensibilizzare sul tema organizzando incontri nelle scuole – spiega Dana – aumentare le multe in un range compreso fra 500-1500 con aumento in caso di recidiva, la sospensione della patente e, perché no, assumere come ausiliari dei disabili incaricati al controllo delle aree gialle: chi riceverà una sanzione da una persona disabile si sentirà più a disagio e farà più fatica a contestarla”.

Tutti temi interessanti, che il presidente Bova terrà in conto perché, come confessa lui stesso, “queste riunioni sono estremamente proficue, e si potrà anche pensare di sottoporre alla giunta di far dedicare ai vigili 5-6 giorni al mese esclusivamente a questo tipo di verifiche. Non ci fermeremo certo qui”.

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