gio 11 Mag 2017 - 148 visite
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Carolee Schneemann, ‘leonessa’ d’oro

di Maria Paola Forlani 

Carolee Schneemann ha vinto il Leone d’Oro alla carriera della 57ma Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia – Viva Arte Viva.

La 78enne americana, pioniera negli anni ’60 della performance femminista, è una figura di spicco della Performance e Body Art. La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta su proposta della curatrice dell’Esposizione, Christine Macel. Una scelta che non sorprende se si pensa al valore che la Schneemann ha avuto nella storia dell’arte ma anche nell’interesse che da sempre Christine Macel ha dimostrato verso la disciplina. Scheneemann, nata a Fox Chase in Pennsylvania nel 1939, residente a New York, è stata infatti una delle figure più importanti nell’ambito dello sviluppo della Performance e della Body Art. Da oltre cinquant’anni tesa a superare tabù e convenzioni, l’arte di Schneemann è considerata un esempio esemplare per l’affermazione della performance come territorio femminile e femminista. Sessualità e politica di genere sono due punti fondamentali della sua ricerca, messa in atto sul proprio corpo, in un percorso strettamente legato alla sua esperienza autobiografica. Per citare alcuni esempi, l’opera Fuses, (1964-1967) un film-collage accolto con grande clamore e critiche che ritrae l’artista mentre fa sesso con il compagno, a glorificazione e celebrazione di una quotidianità emancipata. La pellicola le varrà – anni dopo – un premio a Cannes.

La sua performance più celebre è stata Su fino a includere i suoi limiti, nella quale l’artista, nuda, legata a una fune, oscilla in una stanza disegnandone le pareti con un gesso colorato. L’esito è una strana e suggestiva mediazione tra arte informale e Body art. Le sue denunce sullo sfruttamento del corpo femminile e le sue lotte per la libertà sessuale della donna, spesso in aperta rottura con le istituzioni culturali, hanno una notevole influenza sul pensiero femminista.

La Hales Gallery di Londra ha presentato la prima personale di Schneemance nel Regno Unito con Water lighi/Water Needle con video e fotografie dell’omonima performance originale del 1966. Ispirata dall’incrocio di cielo e mare nell’orizzonte veneziano, dopo il primo soggiorno in laguna dell’artista, Water Light/Water Needle
rappresenta uno studio sui concetti di sospensione e intersezione tra spazi fisici e mentali, in cui acrobati e ballerini volteggiano sulle corde appese lungo il soffitto di una chiesa.

Ammirata da Andy Warhol, Yoko Ono, Marina Abramovic e fonte d’ispirazione per intere generazioni di artisti che lavorano ai limiti di territori inesplorati per tecnica e contenuti, Schneemann prosegue il suo percorso artistico tra l’opposizione della critica e il rispetto dei colleghi

Nel 1965 fa uscire Viet Flakes, un coraggioso collage di denuncia sulle atrocità della guerra in Vietnam.

Negli anni ’70, l’avvento del femminismo le assicura un posto al centro del dibattito culturale, ma la sua opera d’avanguardia rimane spesso incompresa e ingiustamente etichettata come oscena e offensiva. Nel 1975 sfonda i cancelli del mondo della storia dell’arte con la performance Interior Scroll, in cui recita nuda un copione sfilato dalla propria vagina. L’approccio sensuale e sfrontato le è valso decenni di affronti ideologici e difficoltà commerciale, ma ammalia oggi un pubblico più flessibile e istruito dagli eccessi della quotidianità – artistica ma non solo.

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