ven 21 Apr 2017 - 582 visite
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Omicidio di Fossanova. Bertocchi verrà processato in abbreviato

La signora Pareschi: "Mi è venuto un bel magone nel vederlo così da vicino per la prima volta dopo i fatti"

Simone Bertocchi

Verrà processato in rito abbreviato Simone Bertocchi, accusato dell’omicidio di Roberto Tosi Savonuzzi e di aver tentato di fare la stessa cosa con la moglie Raffaella Pareschi, a Fossanova, il 25 luglio dello scorso anno.

Dopo una lunga udienza, il gup Piera Tassoni ha deciso di rigettare tutte le istanze presentate dalla difesa di Bertocchi – avvocato Sergio Pellizzola – che chiedeva un’integrazione difensiva sulla consulenza tecnica d’ufficio in riferimento alla morte di Tosi per precisare se fosse stata immediata – come è scritto – oppure sia avvenuta dopo alcuni minuti, alle 10,35, come è pure scritto, cosa che ha portato peraltro alla modifica del capo d’imputazione eliminando proprio il riferimento alla morte immediata. L’avvocato chiedeva anche un accertamento ulteriore sul colpo sparato da Bertocchi all’indirizzo della Pareschi, per precisare la posizione di quest’ultima, se in piedi o già inchinata. È stato inoltre chiesto si poter sentire Vittorio Chiccoli, proprietario della casa in cui vivevano i Tosi Savonuzzi e zio della compagna di Bertocchi, per un eventuale minaccia con pistole pregressa.

Tutto questo è stato però, come detto, rigettato dal giudice, che ha fissato l’udienza per il rito abbreviato al prossimo 18 maggio (con eventuale, ulteriore, rinvio al 6 giugno se necessario).

A Bertocchi viene contestato l’omicidio premeditato, il tentato omicidio, il porto e la detenzione d’armi.

In udienza – come parte civile, rappresentata dagli avvocati Davide Bertasi e Camilla Zanardi – c’era anche una provata Raffaella Pareschi che ha concesso qualche parola ai taccuini: “Mi è venuto un bel magone nel vederlo per la prima volta dopo i fatti”, ha raccontato in riferimento alla presenza in aula di Bertocchi, “penso che sia la prima volta che lo vedo da vicino”. Secondo la vittima tutto sarebbe avvenuto perché “gli davamo fastidio per diverse ragioni: usavamo la casa da cui volevano mandarci via, avevamo chiesto di fare dei lavori che lo disturbavano”. Parole di tutt’altro tenore per Chiccoli: “Siamo stati sempre in ottimi rapporti, lui era lasciato a se stesso, era allo sbando. Dieci giorni prima era venuto a dirci che non aveva soldi nemmeno per comprarsi il pane e con mio marito erano andati in banca che capire la situazione”. Soldi che solitamente andava a ritirare con Bertocchi, con il patto di fare metà e metà, senza però vedere la sua parte, se non spiccioli.

Soddisfazione per l’esito dell’udienza viene espressa dagli avvocati Bertasi e Zanardi: “È stata confermata la completezza delle indagini, ora speriamo che venga fatta giustizia e che venga stabilito un giusto indennizzo”.

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