mar 21 Mar 2017 - 2181 visite
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L’assessore in strada tra le lucciole

Chiara Sapigni ha incontrato più di 30 donne insieme all’associazione Papa Giovanni XXIII. In strada anche ragazze incinte

di Cecilia Gallotta

Mentre la politica locale dibatte sulle multe o meno da affibbiare ai clienti delle prostitute, l’Associazione Papa Giovanni XXIII invita l’assessore ai servizi sociali Chiara Sapigni a partecipare alla sua costante presenza, attraverso le Unità di Strada, nelle zone Gad e via Bologna. Sono state più di 30 le donne incontrate sabato sera dall’Associazione insieme all’assessore, che così “ha potuto constatare cosa realmente accade”.

E quello che accade sono le testimonianze dirette, raccontate dalla voce delle vittime, delle schiaccianti verità che fanno da cornice al tragico quadro delle strade ferraresi: “alcune delle ragazze che abbiamo incontrato sono presunte minori – dichiara la referente di Ferrara dell’Associazione Apg XXIII Irene Ciambezi – e lo abbiamo capito dal racconto che ci hanno dato del loro percorso scolastico”. Sulla strada, oltre a presunte minori, vengono mandate anche ragazze incinte.  L’associazione, ad esempio, afferma di aver incontrato una donna al 4° mese di gravidanza.

L’80% delle donne incontrate ha ammesso apertamente di essere sfruttato e costretto a pagare i propri sfruttatori dai 15 ai 30.000 euro, e “non è che le altre siano consenzienti, perché le restanti hanno dichiarato di essere state agganciate dai fidanzati o dalle connazionali dei territori”, a cui avrebbero chiesto un lavoro per mantenere la famiglia nel proprio Paese.

Per questo “quando andiamo in strada facciamo sempre domande dirette – racconta Ciambezi –; se c’è qualcuno che le osserva, dov’è la propria maman, se conosce chi le sfrutta. Poi ci uniamo anche in momenti di preghiera insieme, perché la maggior parte delle ragazze viene da una comunità cristiana. E’ così che viene fuori la richiesta di aiuto, e sono contenta che Chiara Sapigni abbia partecipato, anche al momento di preghiera, perché è giusto che un assessore che propone un regolamento come quello recentemente approvato, tocchi con mano quello che si fa”.

E’ infatti soltanto da lunedì 13 marzo che è stato definitivamente approvato il regolamento di Polizia Urbana che prevede la sanzione di 400 euro per chi si ferma in strada a contrattare prestazioni sessuali a pagamento. Un tipo di intervento che l’associazione approva, tanto che in sede di commissione consiliare, ha applaudito il sindaco Tagliani che si è detto “a sostegno dell’urgenza e dell’importanza dell’intervento – richiesto sia dalla Direttiva dell’Unione Europea 36/2011 che dal Piano Nazionale antitratta del Ministero dell’Interno- , perché oltre alle ragioni di decoro urbano e intralcio alla sicurezza, rientra tra gli interventi volti a scoraggiare la domanda”.

“Noi non ci mettiamo a discutere sugli interventi mirati alle donne – prosegue poi Ciambezi –, ma la donna è sempre potenzialmente vittima, e anche nell’ottica di una società con parità di genere, è indubbio che l’anello di congiunzione sia il cliente, perché paga”.

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