lun 20 Mar 2017 - 766 visite
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Chioggia, la piccola Venezia

Tanti motivi per visitare una città d'arte, unica nel suo genere

Chioggia ad una manciata di chilometri da Venezia è una piacevole “città d’arte”. In molti la chiamano “Piccola Venezia” ma l’appellativo le sta stretto.

Sospesa tra il blu del mare e della laguna e l’azzurro del cielo è un microcosmo unico, sicuramente da esplorare. Corso del Popolo e Canal Vena sono due degli elementi più interessanti. Il terzo è il centro storico dalla particolare forma a “spina di pesce” dove la lisca dorsale è rappresentata appunto da Corso del Popolo (che i chioggiotti chiamano “La Piazza”) e dai due canali paralleli (il Vena ed il Lombardo) mentre le spine sono le calli, in tutto 74. E proprio queste ultime, per la gente di qui, non sono solo delle semplici vie ma piccoli universi di vita condivisa, dove, ancora oggi, si lavora e si gioca e soprattutto si vive. Un dedalo di viuzze che raggiunge ogni angolo della cittadina.

Ciò che la rende unica ed in grado di competere con Venezia è la sua autenticità ed il suo fascino, generato da quell’alternanza di terra ed acqua, di forme e di colori che danno vita ad un variopinto caleidoscopio di tonalità dove il rosso la fa da padrone incontrastato. Rosso delle case, rosso delle albe e dei tramonti sulla laguna, rosso delle vele. E rosso è anche il tendone che copre la pescheria al minuto collocata fra Corso del Popolo e Canal Vena, dietro Palazzo Granaio. Al mercato (aperto dal martedì alla domenica dalle 7 alle 13) si accede dal Portale a Prisca (dedicato ad una bambina del luogo scomparsa in tenera età) interamente scolpito da Amleto Sartori scultore e poeta patavino.

Al suo interno 52 postazioni di pescivendoli, qui chiamati “mògnoli”, che propongono a prezzi ottimi tutte le specie di pesce per la gioia dei clienti che ogni giorno affollano i banchi vendita. La pesca è l’oro di Chioggia. La pesca è l’attività principale di Chioggia e la maggior parte dei suoi abitanti ha a che fare con essa, direttamente o indirettamente. Qui c’è la flotta di pescherecci più importante dell’intero Adriatico.

Ne sono testimonianza le file di battelli all’ormeggio, molti dei quali con stazza ragguardevole, lungo i canali Lombardo e San Domenico, alcuni adatti per la pesca in laguna altri per quella in mare. Quotidianamente centinaia di imbarcazioni lasciano il porto e vanno a pescare e tornano la mattina dopo per scaricare il pesce fresco direttamente al mercato. Anche il Mercato ittico all’ingrosso, situato sull’Isola dei Cantieri, è uno dei più importanti d’Italia. Qui operano 59 aziende (14 commissionari che collocano il pesce nella Sala d’Aste e 45 commercianti che hanno i loro box nella parte posteriore del mercato).

Un microcosmo dove si commercializzano tutte le specie e qualità di pesce, dal fresco, al congelato per arrivare all’affumicato ed all’essiccato. Le contrattazioni si svolgono due volte al giorno dal martedì al venerdì alle 4 del mattino ed alle 3 del pomeriggio. Al lunedì solo di pomeriggio ed al sabato di mattina. Allo scoccare dell’ora, una campanella avvisa dell’inizio delle contrattazioni. L’interno della Sala d’Aste viene così pervasa da un vociare infinito. Gli acquirenti si aggirano fra le file di casse di pesce esposte e se vogliono comprare qualcosa lasciano sulla cassa che interessa un cartoncino con il proprio nome. In poco più di un’ora passano di mano quintali di pesce.

Nel caso la richiesta superi l’offerta si utilizza il cosiddetto metodo della contrattazione “all’orecchio”, un metodo che affonda le sue radici nel secolo scorso: gli acquirenti annunciano sommessamente il prezzo d’acquisto all’astatore il quale, al termine delle contrattazioni, cede la merce al miglior offerente.

Se i canali Lombardo e San Domenico ospitano le navi più grandi, lungo canal Vena trovano posto le imbarcazioni più piccole. È così facile incontrare i bragozzi le pittoresche imbarcazioni a fondo piatto, simbolo della marineria di Chioggia, con le grandi e caratteristiche vele ocra e rosso mattone. Corso del Popolo un unico gran caffè all’aperto. Il vero cuore pulsante è Corso del Popolo. Per buona parte pedonalizzato, parte da Porta Santa Maria ed arriva alla piazzetta Vigo (prospiciente al molo omonimo da cui partono i vaporetti per Venezia) impreziosita dal magnifico ponte istoriato, che richiama quello di Rialto e dalla colonna con il Leone Marciano, il vero simbolo della città che, per le sue dimensioni più contenute o, per meglio dire, meno appariscenti di quello del leone veneziano, è stato soprannominato “El Gato de Ciosa” che non ha bisogno di traduzioni. Il corso è lungo circa un chilometro, adornato sul lato di ponente da un portico lunghissimo e punteggiato da negozi, bar, pub e ristoranti sempre stracolmi di gente, tanto da spingere Curzio Malaparte a definirlo un unico gran caffè all’aperto dove si ha l’impressione che ogni giorno sia festa.

Entrando in città da Porta Santa Maria si incontra il “Refugium Peccatorum una balaustra marmorea raffigurante la Madonna col Bambino, uno degli angoli più suggestivi e visitati della cittadina lagunare, che da sempre ispira artisti e scrittori. Superata la Cattedrale all’interno della quale sono conservate le reliquie dei Santi patroni Felice e Fortunato si approda nel centro storico. All’inizio si incontra Palazzo Poli dove, per qualche anno, soggiornò Carlo Goldoni padre della commedia italiana ed autore tra l’altro delle famose “Baruffe chioggiotte”.

Bella anche la Chiesa di Sant’Andrea con la facciata barocca. Accanto la Torre del Campanile in stile romanico con il grande orologio da guinness dei primati; infatti essendo datato 1386 è l’orologio da torre più antico del mondo. Le tante chiese presenti nel centro storico testimoniano la grande religiosità dei chioggiotti. In alcune di queste, fra cui la Basilica di San Giacomo, si possono ammirare anche le “tolele”, ex voto dipinti generalmente su tavolette di legno e di cartone che raccontano miracoli e grazie ricevute dai pescatori ma anche dagli altri chioggiotti: una limpida espressione di religiosità popolare ed un modo per ringraziare pubblicamente Dio per una grazia ricevuta.

Una delle immagini sacre più venerate rimane comunque l’imponente crocefisso ligneo (è alto più di quattro metri) che colpisce per la sua espressività, conservato nella chiesa di San Domenico sulla omonima isoletta a pochi metri dal centro cittadino. Un’altra chicca è Palazzo Grassi che si raggiunge costeggiando il Canal Vena in direzione Ponte Vigo. Il Palazzo, completamente restaurato, ospita la facoltà di biologia marina dell’Università di Padova ed il bellissimo museo di zoologia adriatica “Giuseppe Olivi” (www.museoolivi.it/) che espone al pubblico circa 300 bellissimi reperti. Appena si entra si viene accolti da un gigantesco squalo elefante catturato per errore nelle acque prospicienti a Chioggia nel 2003, poi tassidermizzato ed esposto nel museo. Sottomarina bella località balneare. Uscendo dal centro di Chioggia in direzione del Mercato ittico si arriva a Sottomarina.

Le due località sono unite da un ponte, che taglia a metà la laguna del Lusenzo, e da un’isola artificiale (quella dell’Unione) ma sono divise da anni di rivalità. Da una parte i pescatori di Chioggia, dall’altra i marinanti (gli ortolani) di Sottomarina. I primi esuberanti, che sfidano da tempo immemore il mare che può essere amico ma anche un nemico mortale e per questo più portati a vivere alla giornata, i secondi invece legati alla terra ed ai ritmi delle coltivazioni soprattutto orticole e per questo metodici, tenaci e risparmiatori. Due mondi distanti anni luci, due modi di intendere ed interpretare la vita. Già le prime avvisaglie di queste diversità vi sono sul ponte presidiato da due statue, una raffigurante un pescatore chioggiotto e l’altro un ortolano di Sottomarina che sembrano guardarsi in cagnesco.

Poi l’attenzione viene catturata da Sottomarina, una lingua di terra che divide la laguna dal mare. La prima cosa che colpisce ed attrae è il litorale di sabbia dorata e finissima lungo svariati chilometri e largo decine di metri. Punteggiato da una infinità di stabilimenti balneari. Poi c’è una brezza marina costante e continua che rende piacevoli anche le calde ed afose giornate estive. La cittadina è divisa nella parte vecchia (che assomiglia molto a Chioggia) ed in quella nuova sorta in massima parte nella zona prospiciente al mare. Se si ha voglia di fare un giro conviene arrivare fino a Piazza Europa ed a Piazza Italia.

Se poi rimane tempo merita una visita anche il molo, una lunga lingua di cemento che si protende verso il mare punteggiata da capanni, chiamati trabucchi, con reti da pesca enormi pronte per essere utilizzate per l’ittiturismo. Intorno la laguna, la spiaggia, il mare ed in lontananza i cantieri del Mose.

Dove mangiare. La cucina chioggiotta ha nel pesce, ovviamente fresco, il suo elemento principale. Ci sono molti ristoranti che propongono piatti davvero gustosi. A Chioggia si consiglia una sosta al ristorante La Sgura (www.lasgura.it) in pieno centro storico che propone solo piatti a base di pesce. È gestito da 30 anni dai fratelli Carisi, Luciano (il cameriere) grande conoscitore di vini ed esperto di dolci e Tony (lo chef) che ha rielaborato in chiave moderna molte delle ricette della tradizione chioggiotta aggiungendovi un pizzico di personalità e di modernità. Da provare la zuppa di pesce e la frittura mista e, da maggio a settembre, anche un buon piatto di cozze. A Sottomarina invece si consiglia il ristorantino “La Bisatela” annesso al complesso natatorio Aquavillage (aquavillagesottomarina.it) sul Lungomare Adriatico collocato all’interno dello stabilimento balneare Nuova Marina Sirenella uno dei più grandi di Sottomarina. Il ristorantino è aperto da aprile ad ottobre e la cuoca, Paola, prepara degli ottimi piatti a base di pesce a prezzi molto contenuti. Altro ristorante sempre sul Lungomare Adriatico che propone ottime pizze senza additivi e buoni piatti a base di pesce è il Facecook. A Chioggia lungo Corso del Popolo si può fare una sosta per un aperitivo o un happy hour al Wine Bar Bellini, sempre molto frequentato da giovani, che prepara degli ottimi cicchetti (tramezzini con vari ingredienti) fra cui quelli con baccalà alla vicentina e sarde in saor. Un’altra cicchetteria che si consiglia è l’osteria Ai Coppi in calle Felice Cavallotti n. 383, una traversa di Corso del Popolo, che è aperta dalle 16 a notte fonda. Il locale è gestito da Andrea Ferro che prima di dedicarsi a questa attività ha avuto un passato artistico come bassista dei Carlito, una band in voga all’inizio degli anni duemila.

Dove dormire. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. A Chioggia si consiglia la Residenza Domus Clugiae in Calle Luccarini (http://domusclugiae.it) dove è possibile pernottare a partire da 23 euro. In alternativa si può provare l’Hotel Grande Italia un bel quattrostelle superior da poco ristrutturato, situato in Piazzetta Vigo (www.hotelgrandeitalia.com) in una posizione strategica di fronte all’attracco dei traghetti diretti a Venezia. A Sottomarina invece si può provare l’Hotel Fortuna, un simpatico “trestelle” a conduzione familiare.

Manifestazioni. Gli eventi e le iniziative si susseguono per buona parte dell’anno. Se ne segnalano due, il Palio della Marciliana in giugno dove viene presentata la vita a Chioggia in epoca medievale e la Sagra del pesce a fine luglio per celebrare i sapori del mare e della laguna.

App. “Chioggia città d’arte” è un’applicazione che permette di visitare i punti d’interesse storico-culturale della città.

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