mer 11 Gen 2017 - 11930 visite
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Duplice omicidio di Pontelangorino, si indaga sui movimenti del figlio 16enne

Il ragazzo sentito fino a notte in caserma insieme a un amico. La coppia uccisa aveva il cranio fracassato

omicidio-pontelangorino-15di Giuseppe Malatesta

Pontelangorino. Si infittisce di dettagli inquietanti il giallo sul duplice omicidio a Pontelangorino. I due coniugi, trovati morti ieri nella loro abitazione in via Fronte, non sarebbero deceduti per asfissia. L’ipotesi del soffocamento trapelata nelle primissime ore per via dei sacchetti di plastica che coprivano la testa delle vittime è crollata al primo esame del medico legale. Salvatore Vincelli, 60 anni, e Nunzia Di Gianni, 45 anni, avevano il cranio fracassato da un corpo contundente, ancora da rinvenire.

A contornare di dettagli inquietanti le indagini sono poi gli altri rilevamenti. I corpi delle vittime erano in parti diverse della casa. Il marito è stato trovato in garage, la moglie in cucina. Gli ingressi dell’abitazione non presentavano segni di effrazione. Chi ha ucciso è entrato in casa senza problemi e si è avvicinato indisturbato alle vittime.

Tutto farebbe pensare a una ingenua messinscena organizzata per depistare le indagini. Indagini che sono continuate nella notte, con il figlio sedicenne Riccardo ascoltato fino a notte fonda dal pm Giuseppe Tittaferrante e dal magistrato Silvia Marzocchi della procura minorile di Bologna. Sentiti dai carabinieri anche gli amici del giovane, in particolare M.S., il coetaneo che ha passato con lui la notte. Prima nella casa di via Fronte primo troncone (nella piccola dependance che Riccardo aveva ricavato nel garage dell’abitazione dei suoi), poi a partire dalle 5 di mattina a casa sua, poco distante. Entrambi ieri mattina non si sono visti a scuola.

Gli inquirenti stanno ricostruendo il buco che va proprio dalle 5 di mattina alle 13, quando Riccardo scopre i genitori senza vita e dà l’allarme. Oltre agli interrogatori degli amici che erano con lui lunedì sera, sono stati scandagliati anche i cellulari, tracciando telefonate e conversazioni via whatsapp.

omicidio-pontelangorino-12Nulla di ufficiale trapela dal fitto interrogatorio riservato a bordo dell’unità mobile di fronte alla villetta ad uno dei migliori amici di Riccardo, né da quello seguito in caserma al coetaneo M.S. Quest’ultimo avrebbe riferito di sua spontanea volontà ai militari di essere lui l’amico con cui Riccardo ha trascorso la notte e la mattina seguente.

Nei momenti concitati del post-ritrovamento, denunciato da Riccardo con una serie di telefonate concitate e disperate fatte anche ad alcuni suoi amici, il ragazzo non è comunque mai comparso sul luogo del delitto. Idem per quanto riguarda il fratello maggiore Alessandro, 25enne che vive a Torino.

Mentre le indagini prendono il via, continuano ad essere cucite le bocche degli inquirenti, da cui non si apprende alcun dettaglio rilevante, ad esempio quello sull’ora presunta del decesso, a questo punto un dettaglio di prim’ordine. Sarebbe invece certa l’assenza di segni di effrazione e furti, scartata dunque l’ipotesi di un’irruzione in casa da parte di estranei, considerata anche che i vicini non riferiscono rumori sospetti e il cane della coppia (di taglia grande) non avrebbe avuto reazioni di difesa.

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