mar 10 Gen 2017 - 312 visite
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Due interventi sulla storia dei migranti al San Camillo

Il San Camillo offra servizi complementari al Delta

Quello che sta succedendo in ambito sanitario a Comacchio e, in modo più esteso, nella zona del delta ferrarese, appare quantomeno surreale, anche se in buona parte trova una spiegazione nell’apertura della campagna elettorale per il rinnovo dell’amministrazione.

È sbagliato, oltre che estremamente grave, liquidare come mera bufala giornalistica, l’ipotesi di arrivo di un certo numero di migranti all’interno del San Camillo. Alla luce dei fatti appare chiaro che altro non è stato se non un modo per il Sindaco di Comacchio di gettar fango sui partiti di opposizione – a esclusione del Pd che se ne è ben guardato dal prendere posizione su una vicenda così delicata – e su un gruppo di cittadini che da anni difendono strenuamente l’unico presidio sanitario sul territorio.

È bene ricordare che sul San Camillo gli amministratori locali e regionali hanno speso mille parole, spesso con giravolte degne di un autentico saltimbanco. Basti pensare all’inaugurazione in pompa magna da parte di Errani a seguito dei lavori di ristrutturazione nel 2010. Il sindaco Fabbri, nel 2013, invitava lo stesso Errani a intervenire per scongiurare la decisione di trasformare il nosocomio comacchiese in una scatola progressivamente svuotata dai servizi, malgrado i milioni di soldi pubblici investiti gli anni precedenti.

E mentre nell’ancora più nuovo Ospedale del Delta vengono drammaticamente tagliati i reparti di ostetricia e pediatria (conseguenza di ciò: i bambini e le donne in stato di gravidanza, residenti in zona, che necessitano di cure urgenti devono viaggiare fino a Ravenna o a Cona nda) l’ultima cosa che mi aspetto dalla classe politica responsabile delle scelte sanitarie regionali, è quella di attaccare la Consulta Popolare del San Camillo a fronte del paventato (ad arte) arrivo di profughi nella struttura.

La Consulta Popolare si batte da anni per mantenere in piedi una struttura fondamentale non solo per Comacchio ma per tutta la zona litoranea, tenendo conto del flusso di turisti presenti nel periodo estivo (sempre che la maggioranza politica in regione e provincia continui a credere nella valenza turistica dei nostri Lidi, perché i fatti dicono il contrario) e le esigenze di una zona decisamente vasta oltre che sempre più carente di servizi.

Nessuno avanza pretese assurde di mantenere in piedi un ospedale-fotocopia rispetto al Delta, la consulta chiede semplicemente di avere servizi essenziali e complementari rispetto a Valle Oppio, proprio in ragione dell’ubicazione strategica del San Camillo. Credo sia tutt’altro che irrazionale chiedere a Regione e Usl che a Comacchio possano trovare collocazione un servizio di guardia medica potenziata (anche e soprattutto nel periodo estivo), una chirurgia idonea a piccoli interventi, come tunnel carpali o cataratte, anche in ragione dell’età media sempre più elevata della popolazione, e un reparto di pediatria che vada a sostituirsi alle carenze di servizio del Delta, qualcosa di molto più strutturato rispetto agli ambulatori pediatrici, ipotizzati dall’Usl nel corso degli ultimi mesi, dato che appare quasi mistificatorio parlare in quel caso di “pediatria”.

Chiedo cosa è cambiato, nel giro di poco più di tre anni, da parte del sindaco Fabbri, che allora invocava la Regione e ora scarica su una consulta popolare le responsabilità di scelte fallimentari prese in tutt’altre sedi.

A ragione di tutto questo la sottoscritta e i rappresentanti di Forza Italia a Comacchio si schierano a difesa di un San Camillo funzionale e a garanzia della salute dei comacchiesi e degli utenti delle zone limitrofe, chiedendo urgentemente l’istituzione di un tavolo di confronto tra le parti sociali coinvolte.

Paola Peruffo
Forza Italia

Pediatria e profughi: cortina fumogena nel Basso Ferrarese
Ci siamo ancora, siamo sempre più nel ridicolo! Eccoci all’ennesima notizia fuorviante inerente la sanità, una notizia che colpisce i “non addetti ai lavori”: ovvero la cittadinanza, in questo caso quella del basso ferrarese. Riepilogando: qualche giorno fa un’indiscrezione giornalistica pone l’interrogativo su un’eventuale collocazione di profughi all’interno del terzo piano dell’Ospedale San Camillo di Comacchio, da questa notizia alcuni amministratori della cosa pubblica e vertici di partiti politici dichiarano che se la pediatria di gruppo fosse stata attivata , ovviamente al San Camillo, l’eventualità del collocamento dei profughi all’interno del nosocomio non sarebbe più fattibile: ma scherziamo?!? Nemmeno nei migliori racconti di fantascienza si potrebbe immaginare una tale situazione! Non si può procurare un allarme sociale, affermando che dei profughi andranno ad occupare parte di una struttura socio-sanitaria ATTIVA (come l’Ospedale San Camillo di Comacchio): la magistratura dovrebbe immediatamente attivarsi per comprendere la fondatezza delle informazioni rilasciate ed agire, di conseguenza, in rapporto a quanto evidenziato dalle indagini. Non è possibile che l’AUSL di Ferrara non sapesse nulla e che il Prefetto stesse facendo tutto quanto in sordina, non è credibile. E’ venuto il momento che le autorità coinvolte (l’AUSL l’ha già fatto) rilascino comunicati ufficiali per chiarire chi mente in questa vicenda, una vicenda che ha il sentore di “terrorismo psicologico” nei confronti della popolazione comacchiese, specialmente dopo i fatti di Gorino (che non commento per rispetto nei confronti della cittadinanza del basso ferrarese, dato il massiccio processo mediatico che ha dovuto subire inerme). Inoltre sia alcuni amministratori della cosa pubblica che i vertici di alcuni  partiti politici hanno praticamente dichiarato: correte ad attivare la pediatria di gruppo così non arrivano i profughi! In questo caso l’oramai dito inquisitore, che addita al “razzista”, deve ora puntare verso una direzione ben chiara, ma questa è una valutazione che la popolazione deve fare in autonomia, senza suggerimento alcuno. Veniamo alla pediatria di gruppo, passata come un surrogato del reparto di pediatria “amputato” all’Ospedale del Delta di Lagosanto: una grandissima cortina fumogena per l’utenza! Questo servizio esiste già attraverso quegli stessi pediatri di libera scelta che già operano sul territorio, verrebbero semplicemente accorpati e quindi, come affermò Antoine-Laurent de Lavoisier , “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.”. Infatti siamo di fronte ad un mero accentramento di un servizio già esistente: fermo restando che un reparto di ricovero per l’utenza pediatrica, efficacemente costruito a Valle Oppio negli anni, è stato smembrato “senza pietà” ai danni della popolazione che è stata tutta accentrata su Cona. Infine accusare la Consulta Popolare San Camillo, i quali componenti riteniamo essere eroi contemporanei, di avere danneggiato la sanità pubblica sarebbe come accusare Papa Francesco di satanismo: un’assurdità! Si sa che la politica è spietata: stavolta però è divenuta cosa ancor peggiore, ovvero SPREGEVOLE.

Nicola Zagatti
Comitato Salvaguardia Ospedale del Delta

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