dom 27 Nov 2016 - 995 visite
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La vera riforma siamo noi

Premetto che mio zio Gianni, mia zia Ines, tanti amici, colleghi e tantissimi altri sanno che il 4 Dicembre prossimo si voterà per il referendum Costituzionale, pochi sanno veramente nel concreto cosa significa il sì è cosa il no, a mio avviso il quesito avrebbe dovuto essere esclusivamente discussione parlamentare.
Comunque…
Il governo eletto dal presidente Napolitano… molto probabilmente perderà, perché con le loro affermazioni “se vince il no ci ritiriamo, con noi o contro di noi” risveglieranno tutti quelli che non vanno a votare (e sono tanti) proprio per mandarli via.
Perderà, perché se vince il sì perdono tutti quei sostenitori del Pd che credono di avere vinto.
Perderà, perché non si può personalizzare in questo modo la Costituzione.
Perderà, perché i governi non sono infiniti.
Perderà, perché il Pd non è il partito che Renzi deve rappresentare.
Perderà, perché esiste un partito che si chiama “io non voto”, che non viene preso in esame da nessuno, ma esiste eccome e fa paura; questo “strano” movimento sarebbe ora venisse ascoltato.
Perderà, perché i padri e le madri costituenti se fossero in vita direbbero che in questo modo e con questi slogan (meno poltrone, meno politici ecc ecc) chi governa sta facendo vincere l’antipolitica e che Facebook, Twitter e altri social porteranno a vivere la politica come uno spettacolo da palcoscenico, o peggio ancora come in uno stadio di calcio, dove gli ultrà se le danno di santa ragione senza nemmeno guardare la partita.
Perderà perché questa è una politica da reality show.
Perderà perché quelli che votano SI dicono che se vince il NO vince la destra: non me ne frega niente, tanto so che non è vero.
Succederà quello che è accaduto negli Stati Uniti dove il partito democratico Americano ha perso perché ha distrutto la propria identità.
Perderà perché abbiamo la COSTITUZIONE più bella del mondo e non va cambiata, andrebbe SOLAMENTE applicata.
E poi che accadrà?
Niente…
È una questione culturale, il cambiamento deve avvenire in parlamento, dalla politica che opera scelte precise, magari non tramite decreti o leggi-delega, dalle scuole e dagli ambienti che i ragazzi frequentano, dalle piazze, dai bar, dalle fabbriche: bisogna ricominciare a parlare di politica, non di politici che rubano o che sono tutti uguali, perché mi rifiuto di pensare che sia così.
Ecco perché dobbiamo avere fiducia, magari iniziando dal rispetto delle persone e dell’ambiente in cui viviamo.
Sembrerò pazzo dicendo questo, ma la vera rivoluzione, il vero cambiamento sarà quando non esisteranno più liti famigliari per affari di denaro, quando andremo d’accordo con il vicino di casa che fa troppo rumore, quando non sputtaneremo più il collega di lavoro solo per gusto personale o ancor peggio per far carriera, quando vedendo acqua che esce da una tubatura per strada telefoneremo per avvisare che c’è un guasto e non ci lamenteremo solo dicendo “guarda lì, che spreco inutile”, quando trovando un portafogli ci faremo in quattro per riconsegnare tutto quanto a chi l’ha perduto.
Deve partire da noi, perché solo noi possiamo davvero cambiare lo stato delle cose presenti… questa volta con un gran bel NO!!!

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