lun 27 Apr 2015 - 693 visite
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Quando un vestito a fiori può cambiare la vita

Pochi giorni fa un’amica mi ha segnalato un videoclip della cantante HollySiz , s’intitola “The Light”, dove il protagonista è un bambino che si sente una bambina e indossa un abito viola, gioca a tavola con i little pony e  per questo va incontro alla derisione dei compagni di scuola, di genitori e conoscenti.

Anche il papà in questo caso non accetta la situazione e si arrabbia sia con il bambino che con la madre che è l’unica alla quale non importa come si veste il figlio e quali siano i suoi giochi prefereriti.

Ma il turbamento del papà  poco a poco cede il passo all’accettazione e comprensione; un giorno infatti va a prendere il figlio a scuola vestito con un abito da donna a fiori. I due si guardano, il bambino è sorride felice e poi mano nella manina se ne vanno sereni, vestiti da femmina, lasciandosi alle spalle le risate degli altri.

Morale: ti prendo così come sei e starò sempre dalla tua parte.

Roberta

Qui il video

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  • andrea rossi

    quando si hanno quattrini a disposizione, media favorevoli e registi compiacenti, ci si può permettere anche il film a 3D. che comunque arriverà senza ombra di dubbio. di certo anche con tutti i quattrini e i filmini del mondo non si può riuscire a far diventare piacevole una catastrofe familiare come quella illustrata in questa tristissima vicenda. davvero inqualificabile.

  • Ghigo

    Mi avete convinto, sto uscendo per incontrare la mia ragazza. Lo farò con un abito da donna in cotone e tulle, vedremo come reagirà quella perbenista bacchettona.

  • Paolo Roversi

    Il sogno di ogni genitore evidentemente.

  • marisa

    ma cosa stanno buttando giù dai tanker!!!!
    la figlia di Brad Pitt e Angelina Jolie vuole essere un maschio…

    http://tremenza.it/shiloh-pitt-la-bambina-che-vuole-essere-un-maschio-e-il-parere-della-psicologa/

  • riccio

    Invito i lettori e l’autrice dell’articolo ad ascoltare fino in fondo uno spezzone dell’intervento del professor Massimo Gandolfini, direttore del dipartimento di neuroscienze e primario di neurochirurgia:
    http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/04/20/news/suicidi-gay-spingiamoli-all-eterosessualita-la-strana-teoria-del-neurochirurgo-anti-gender-1.208907

    • Staff Sposa la causa

      @ Riccio il dott. Gandolfini è un professore associato in neurochirurgia, ha diverse affiliazioni ma tutte in ambito cattolico e vaticano, pertanto non vedo cosa altro potrebbe dire. La mela non cade mai lontano dall’albero.

      Roberta

  • Michela Poser

    Ah proprio un luminare questo Gandolfini, finge di essere rispettoso e ancora pensa che gli omosessuali siano i più esposti alle malattie veneree (ve lo ricordate che l’aids fu detta la peste dei gay?). Naturalmente ben si guarda dal citare una qualunque fonte. Al solito. 

  • noOmofobia

    I termini “catastrofe”, “tristissima” e “inqualificabile” se li tenga per Lei, signor Rossi, quando capirà che la sua omofobia/transfobia e di quelli come lei crea vittime reali di adolescenti che letteralmente si buttano dai palazzi perdendo la vita. Quando quei termini li userà in maniera appropriata sarà sempre troppo tardi, cominci a portarsi sulla coscienza questi fatti di cronaca e forse commenterà un pò meno. basta,non se ne può più.

  • Ida Malavasi

    Quando le comunità omosessuali smetteranno di fare le vittime e stracciarsi le vesti sarà sempre troppo tardi. Continuano a fare i capricci perché vogliono sposarsi ed avere figli come se questa fosse la madre di tutte le battaglie per i diritti civili. Oramai non vi è programma televisivo o radiofonico senza la presenza “politically correct” di un gay che insegna al mondo come vestire cosa mangiare o come comportarsi per essere “a la page”. Di questo passo tra piangersi addosso e manie di protagonismo finiranno per risultare poco simpatici anche a chi simpatizza per loro.

    • Staff Sposa la causa

      @ signora è circondata si arrenda;). Comunque che le piaccia o no i figli li facciamo e continueremo a farli. Se ne faccia una ragione.
      Ci sposeremo, magari non presto e sicuramente non in chiesa, ma ci sposeremo. E’ questione di tempo.

      Roberta

  • Enrico

    È’ sorprendente la cattiveria ( si, questo è’, null’altro che pura cattiveria) che scatenano questi articoli. Il tutto perché’ un piccolo essere umano ( ovvero, un bambino) sente il bisogno di essere quello che è’, senza camuffamenti, imposizioni, morali imposte da ottuse tradizioni religiose o culturali. Sapete cos’è’ che vi da’ veramente fastidio ( anzi, vi terrorizza letteralmente..), cari bacchettoni baciapile reazionari omofobi intolleranti? Il fatto che, nonostante le umiliazioni, le punizioni, le discriminazioni che questi piccoli esseri umani devono sopportare, la loro voglia di essere semplicemente se stessi sia più forte della vs malvagità’. Se l’inferno esiste, ci finirete voi, non quel bambino. Ricordatevelo 

  • riccio

    @Roberta & Co….risposta ovvia e scontata…un po’ più in la non siete proprio capaci ad andare…
    Diciamola chiaramente che a voi piace suonarvela e cantarvela…se qualcuno osa contraddirvi…viene marchiato…come si fa con i cavalli…complimenti per l’apertura mentale che avete..continuate pure cosi!

  • Alcoor

    @NoOmofobia, se uno apre un blog non se la può prendere se poi qualcuno vi scrive le proprie opinioni, anzi, credo che in fondo il blog abbia bisogno di queste per definizione. Detto ciò, il signor Rossi fa sorridere e qui mi ha stupito che non abbia tirato in ballo i barconi di africani, le foibe o le famiglie che non arrivan alla fine del mese come argomentazioni per sminuire le vostre considerazioni. Di solito si muove in quell’ambito. Non credo sia buona reazione irritarsi, perché la sua è una visione della realtà condivisa da tanti e se così non fosse, probabilmente voi non avreste necessità di scrivere su questo portale. Sia quindi un po’ più tollerante, suvvia!

  • alessandro

    andrea rossi ha scritto il 27 aprile 2015 alle 18:00

    … non si può riuscire a far diventare piacevole una catastrofe familiare come quella illustrata in questa tristissima vicenda. davvero inqualificabile.

    Questa è l’uscita del buon Cattolico con la Verità in tasca.Si può mon capire,comprendere ancora più difficile,si può non essere d’accordo,ma ritengo più inqualificabile il suo modo di esprimersi che è ben più pericoloso per la libertà altrui e poi onestamente…di che cosa ha paura Lei e tutti quelle che la pensano come Lei.Avete un identità così fragile,paura del diverso che diverso non è,siamo esseri umani unici nel nostro essere ma uguali a tutta la razza,quella umana come diceva Einstein.

  • gatneuro

    Sullo stesso tema è molto meglio questo capolavoro dei Sigur Ros

    https://youtu.be/akYuy2FMQk4

    • Staff Sposa la causa

      @gatneuro il video è molto forte e violento,non lo conoscevo.

      Roberta

  • andrea rossi

    “gandolfini ha diverse affiliazioni ma tutte in ambito cattolico e vaticano, pertanto non vedo cosa altro potrebbe dire. La mela non cade mai lontano dall’albero”. meno male che i pregiudizi sono tutti dei cattivi ignoranti omofobi. invece nel fantomatico staff, ce n’è poco di pregiudizio antireligioso…, viene da ridere. no guardate, almeno evitiamo i filmini lacrimosi. è più onesto intellettualmente. 

  • Alessandro Carion

    Posto che si tratta di un video musicale e non di una conferenza di sociologia o psicologia, e va preso come tale anche se vuole trasmettere un certo tipo di messaggio, la situazione descritta è stata definita da @Andrea Rossi come catastrofe familiare e tristissima vicenda. Ok, in parte lo penso anche io, dal momento che in quel caso un genitore è chiamato ad affrontare qualcosa a cui non é preprarato, e per il bene del figlio, una situazione delicatissima. Bene, paradossalmente, se lei ci si fosse trovato come avrebbe reagito ? Lei dice che nel video si vuole rendere piacevole la vicenda attraverso il gesto del padre, che immagino disapprovi, quindi quali gesti, azioni, atteggiamenti si dovrebbe avere per affrontare la vicenda ? E se di catastrofe si tratta qual’è il modo per uscirne rispettando comunque una persona, il figlio, che, sappiamo tutti, per quanto felice di essere come è, si trova a percorrere una strada tortuosa ?

  • Ghigo

    @Alessandro Carion, come reagire di fronte alla situazione descritta nel video? Semplice, portandolo da uno psicoterapeuta infantile.

  • Ghigo

    Scusate, sbaglio o il colore viola fatto indossare alle bambine in alternativa al rosa, nella simbologia lbgt, dovrebbe contribuire a smantellare la “sovrastruttura” che impone alle femmine un determinato codice di riconoscimento di genere attraverso i colori? Quindi, ricapitolando, questo bimbo si veste da bambina che vorrebbe sembrare un bel maschietto. Un bimbo, che vuole sembrare una bimba, che vuole sembrare un bimbo. Chiaro, no? boh…

  • Michela Poser

    Ghigo di fronte alle sue tortuosità mentali rimane solo da dire proprio boh…

  • Alessandro Carion

    @Ghigo, come ho scritto stiamo parlando di un video, che dà comunque un messaggio. Secondo lei tre minuti di canzone con un minuto di immagini di scoramento e due minuti si sedute da uno psicoterapeuta sarebbe interessante ? E’ una visione, diversa da quella del video dei Sigur Ros linkato sotto, dove invece sono le facce di odio e disprezzo, del padre e della comunità, a guardare il bambino che gioca con le bambole e l’affetto dei due ragazzini. Lei ha detto che la soluzione è semplice, portare il figlio da uno piscoterapeuta. Sono d’accordo, bisogna anche affidarsi a uno specialista, che non deve però essere visto come un guaritore. Dopo varie sedute potrebbe anche arrivare alla conclusione che il bisogno del bambino è legittimo e va rispettato perchè la sua identità di genere è quella, senza cure e senza discriminazioni, un po’ come il messaggio del video. Ma la domanda era, il genitore, a parte affidarsi anche ad altri più esperti, come si comporterebbe in un caso del genere ?

  • Alessandro Carion

    @Ghigo, riguardo alle simbologie cromatiche lgbt cado dal pero, non è che sta facendo confusione ? Si riferisce al colore della bandiera di ArciLesbica ? al film di Spielberg (e relativo romanzo da cui è tratto) ? Anche se ci fosse una spiegazione dietro il suo assunto, non credo che poi tutto vada letto in maniera drastica secondo questa simbologia. Secondo me gli autori del video manco ci hanno pensato, e comunque bisognerebbe chiederlo a loro che hanno fatto un video, cioè una loro personale creazione artistica, non un manifesto, non un ‘prodotto militante’. Quindi rappresentano solo loro stessi e non una intera categoria di persone, persone che ragionano comunque sempre ognuna con la propria testa prima di tutto, non dimentichiamolo.

  • Ghigo

    @ Alessandro Carion, rimanendo nell’ambito del video anch’io non inserirei una seduta psicoterapeutica, altrimenti passeremo al documentario. Mi limitavo, intromettendomi nella discussione, a rispondere alla sua domanda di come reagiremo se ci trovassimo concretamente nella situazione idealizzata nel video. Senza polemica dico che, da padre, come primo passo, porterei mio figlio da uno specialista, poi si vedrà. Riguardo il colore viola, anch’io ho trovato diversi rimandi a contesti lbgt. La bandiera, la sovrapposizione del rosa col blu che dà un colore simile al viola simbolo di bisessualità, ma soprattutto l’intervento di una esponente del movimento italiano (di cui non ritrovo il link), che descriveva il viola come colore da contrapporre al convenzionale rosa per le bambine in ambito scolastico e porle in un limbo di genere neutrale….

  • Ghigo

    …Il video, come detto da lei, è una creazione artistica e proprio per questo motivo ogni riferimento non può essere casuale, ma studiato ad arte per sfruttare i pochi minuti a disposizione. Io ho dato questa interpretazione, ce ne fossero altre sono aperto all’ascolto.

    • Staff Sposa la causa

      è un video per una canzone e come tutti i video utilizzati per le canzoni, in pochi minuti dovrebbero spiegare o fare da contorno alla canzone. Il video tra l’altro è anche molto semplice nella sua storia: una madre che accetta ed un padre che fa fatica ed alla fine…un lieto fine, ovvero una dimostrazione d’affetto.
      per il colore viola, potrebbe essere come dice le, Ghigo, ma a ripensarci il viola è anche il colore della riflessione, della spiritualità e della filosofia, inoltre è anche il colore della mia facoltà :). E’ vero che è anche che il viola è il colore del coraggio contro gli abusi ( si veda il film “il colore viola). Il viola si crea unendo il rosso e il blu, è anche un colore caro alla liturgia cattolica. Faccio fatica a vedere una dietrologia così studiata a tavolino, penso che sia stato creato per raccontare semplicemente una storia.

      • Staff Sposa la causa

        Quello su cui mi sono soffermata io è stata poi stessa la domanda che aveva posto Carion in qualche post precedente: se fosse mio figlio come mi sarei comportata? Roberta

  • andrea rossi

    se era mio figlio cercavo di rassicurarlo sul fatto che un bambino è un bambino. se vedo che la problematica diventa ossessiva, evito di assecondarlo, come non si asseconda un bambino che ha comportamenti autolesionistici. dopodichè cercherei di parlarne con uno specialista. amare il figlio significa anche indirizzarlo ed educarlo. e in questo video non c’è responsabilità, non c’è educazione, e in fondo non c’è amore. c’è fare passare il messaggio che un evento disgraziato è comunque una gran fortuna. messaggio secondo me inqualificabile, come sempre è inqualificabile il fare propaganda usando i bambini, come fa l’isis con i fanciulli jihadisti. i bambini teniamoli fuori dal marketing sociale. tanto quel che volete si capisce bene uguale.

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