Pescatori di frodo colti sul fatto nelle acque del Po

I bracconieri catturavano i pesci con l'aiuto di elettrostoriditori, mentre alcune 'sentinelle' controllavano la zona

Immagine3Mesola. Erano impegnati in una sessione di pesca di frodo, attrezzati anche con alcuni elettrostorditori illegali, quando sono stati colti sul fatto dai carabinieri di Mesola e dagli agenti della polizia provinciale, che hanno fermato l’attività illecita e denunciato i responsabili per diversi reati legati al bracconaggio.

I protagonisti della vicenda sono sette pescatori di frodo di origine rumena, che ieri erano intenti in una battuta clandestina tra le acque del Po. Hanno però dovuto fare i conti con l’intervento delle forze dell’ordine, che negli ultimi mesi hanno intensificato i controlli sulle acque fluviali per contrastare il commercio di prodotti non certificati e potenzialmente dannosi per la salute.

Gli elettrostorditori sequestrati dai carabinieri

Gli elettrostorditori sequestrati dai carabinieri

La pesca di frodo – soprattutto nelle modalità con cui operavano le persone denunciate – rappresenta però anche una concreta minaccia per l’ecosistema del basso ferrarese, che rischia di andare incontro a un drastico calo degli esemplari ittici nelle acque del Po. Un fenomeno simile a quanto già è avvenuto tra le acque del Danubio, che in seguito a una sregolata attività di pesca ha subito un notevole impoverimento della sua fauna. E in particolare preoccupa l’utilizzo di elettorstorditori, apparecchi dotati di una resistenza elettrica che viene immersa in acqua per tramortire i pesci nelle vicinanze, di norma considerati come fonte di crudeltà per la fauna ittica.

La pratica della pesca di frodo è ormai talmente diffusa che i bracconieri sono soliti dividersi in varie squadre, con alcune vedette posizionate sugli argini per avvertire il gruppo dell’arrivo delle forze dell’ordine. Una tecnica inutile però in questa occasione, dal momento che le forze dell’ordine sono riuscite ad acciuffare anche i complici prima che lanciassero l’allarme alle imbarcazioni.

Alla fine le persone denunciate sono state sette, alle quali sono state inflitte sanzioni pecuniarie per oltre 4mila euro per le infrazioni alle condizioni igieniche  degli ambienti e delle attrezzature utilizzate per le attività connesse alla produzione primaria di alimenti, oltre che per non aver notificato l’attività svolta alle autorità competenti e per aver prodotto alimenti privi di documentazione di tracciabilità e provenienza. La tempestività dell’intervento ha consentito di rimettere in acqua tutto il pesce vivo pescato, mentre l’attrezzatura impiegata è stata posta sotto sequestro.

 

11 Commenti in: “Pescatori di frodo colti sul fatto nelle acque del Po”


  • sandro ha scritto il 31 July 2014 alle 17:12

    denunce a piede libero che non li fermano, multe che non pagheranno, ecc. ecc.. Come fai a punire uno che non ha nulla? Rimandiamoli a casa loro!!

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  • Franck ha scritto il 31 July 2014 alle 17:23

    […] E si che da loro hanno più di mille km di Danubio in cui poter pescare, forse anzi, sicuramente vengono qui perche se lo facessero alla stessa maniera da loro le conseguenze giudiziarie sarebbero ben più gravi

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  • Dorfles ha scritto il 31 July 2014 alle 17:58

    Hanno sgarrato. Adesso tornare in Romania

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  • aygor ha scritto il 31 July 2014 alle 19:36

    Ma al di là che è frodo, poi ilpescato che fine fa, lo vendono, lo mangiano?

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  • luca ha scritto il 31 July 2014 alle 20:25

    Sai che novità, è da anni che va avanti così! Hanno fermato questi qui solo per far credere alla gente che la cosa importa… peccato sia stata solo una mossa tattica e casuale per non agitare le acque, mentre invece sulle licenze degli anziani e dei ragazzini lungo i canali vengono eseguiti giornalmente controlli a raffica… mistero….

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  • caronte ha scritto il 31 July 2014 alle 21:12

    Complimenti alle forze dell’ordine che con le scarse risorse a disposizione si impegnano a stroncare questi illeciti. Quello che non quadra è che questi delinquenti non vengono puniti in maniera esemplare con pene severe. Altro che denuncia,sanzioni pecuniarie, vanno confiscati e dati a disposizione degli organi di controllo , tutti i beni in loro possesso durante l’esercizio della pesca di frodo, in particolare, motori fuoribordo, barche, rimorchi, e automezzi destinati al traino degli stessi sulla terra ferma. Vedi che se tornano a casa in Romania in treno, gli va via la voglia di tornare in Italia…

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  • caronte ha scritto il 31 July 2014 alle 21:19

    Il pescato se lo rivendono in Romania, in Ungheria e negli altri paesi che si affacciano sul Danubio, lo mangiano perfino confezionato in scatola e lo ritengono una prelibatezza…… (tutti i gusti son gusti)…

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  • ultimo ha scritto il 31 July 2014 alle 22:47

    @ Luca . è facile fare il forte  con i deboli , se noi sbagliamo qualcosa anche se in buona fede ci rovinano ( considerando poi il fatto che tutto quello che catturo lo ributto in acqua ) con loro invece si limitano al nulla perché di questo si parla . Ammetto che anche io avrei paura a trovarmeli di fronte,quelli non hanno nulla da perdere ma almeno lasciare vivere serenamente chi vede la pesca come un relax non guasterebbe 

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  • Enzo ha scritto il 31 July 2014 alle 23:39

    7 rumeni… e una multa che non pagheranno mai. Almeno l’attrezzatura è stata sequestrata??

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  • Enzo ha scritto il 31 July 2014 alle 23:40

    edit. Volevo dire confiscata ;-)

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  • Gino Lavilla ha scritto il 1 August 2014 alle 1:37

    Tra un po’ si ruberanno anche gli alberi. Povera Italia.

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